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Erdogan è allergico alle donne

E' vero che sua moglie è imbacuccata come una befana, ma ciò non vuol dire che le donne turche siano tutte come lei. Il neo-rieletto primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, nel suo lungo e noioso discorso di ringraziamento alla nazione, ha pronunciato solo due volte la parola "kadin" (donna) come osserva Çigdem Aydin, presidente dell'Associazione per il sostegno e la formazione delle candidate donne (KA.DER).




La prosopopea del duce d'Anatolia, intrisa di stucchcevole nazionalismo è svolazzata dappertutto, perfino a Sarajevo per ricordare al mondo dove punta la sua politica... però ha sorvolato solo distrattamente la questione femminile, in un paese dove il fondamentalismo religioso rappresentato del rampante leader troverà filo da torcere nell'altra metà del cielo, soprattutto nelle aree urbane.

Se è pur vero che nel nuovo parlamento il numero di donne è passato dall' 8,72% al 14,2%, è anche vero che le donne nella società turca odierna contano meno di ieri, a causa delle numerose scelte maschiliste del governo. Nonostante ciò, la signora Aydin non si perde d'animo: "Alcune delle nuove elette in Parlamento sono strettamente legate ai problemi delle donne. Spero che saremo in grado di fare un lavoro efficace col loro supporto."

Riguardo la nuova Costituzione che il Governo Turco intende varare, Çigdem Aydin afferma: "Non accetteremo una Costituzione che non consideri le esigenze delle donne. Oggi è necessario che la Costituzioni anticipi di fatto la piena parità di genere."

Aydin ha anche menzionato il nuovo ministero della Famiglia e Politiche Sociali. Ha inoltre ricordato che il Ministero per le Donne e la Famiglia è stato chiuso, nonostante le numerose obiezioni totalmente ignorate dal Ministero per l'Uguaglianza.

Aydin ha elencato altre aspettative delle donne per il nuovo mandato in parlamento come segue: "Una costituzione che si concentri sull'individuo piuttosto che dello Stato; far rispettare la legge sulla parità, che modifica la legge n. 4320 sulla tutela della famiglia, secondo le proposte delle donne; avere almeno il 50 per cento delle donne nel personale dirigente dei ministeri e una quota del 50 per cento per le donne dirigenti dei consigli e dei governatorati ".


(vedi anche: http://www.bianet.org/english/women/130729-gender-imbalance-in-new-parliament)

Pubblicato il 20/6/2011 alle 10.9 nella rubrica diario.

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