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Dedicato...

A chi fa appello al senso di responsabilità. A chi dice "tutto il mondo è paese", per non ammettere quanto sia immondo il proprio paese. A chi prende la laurea per farsi chiamare "dottore". A chi rimpiange i tempi passati. A chi si finge "compagno" e invece sta con gli industriali. A chi è convinto che il vero modo di far politica è quello di Mastella.  A chi è talmente razzista da dire che siamo tutti fratelli, nascondendo di essere figlio unico. A chi si dichiara onesto perché ancora non l'hanno sorpreso a rubare. A chi finge di non accorgersi del male che fa quotidianamente. A chi dice che c'è bisogno di scelte ampiamente condivise. A chi dice che deve ripartire l'edilizia che si è interrotta. A chi dice che il momento è delicatissimo. A chi vuol far credere che il mattone sia ancora un buon investimento. A chi dice che il degrado lo stanno portando i napoletani. A chi usa il crocifisso come un pugnale. A chi di notte sogna Mussolini, di giorno condanna Berlusconi e nel seggio elettorale lo va a votare. A chi dice "sono stati gli zingari", ogni volta che suo figlio va a rubare. A chi si riempie la bocca di citazioni per nascondere il vuoto della propria testa e del proprio cuore. A chi stigmatizza come "polemico" chiunque non si uniformi all'idiozia dominante. A chi dice che la priorità è far ripartire l'economia. A chi ha eletto a religione il proprio familismo amorale. A chi predica la legalità e poi truffa il prossimo. A chi è burattino per un quinquennio e poi si spaccia come super-eroe. A chi fa la clack a questi individui. A chi non ride perché non ha l'intelligenza per farlo. A chi crede che per farsi una cultura basti leggere molti libri. A chi i libri non li ha mai letti "perché non serve a niente". A chi scrive "è meglio che gli ebrei non ficchino il naso negli affari nostri". A chi crede che il centro del mondo sia di 9,83 chilometri quadrati. A chi scrive col copia-incolla spacciandolo per suo. A chi ha elevato l'ipocrisia a propria filosofia di vita. A chi con gli amici parla più volentieri al bar. A chi non ha il coraggio di ammettere di aver sbagliato tutto e continua a sbagliare per mostrarsi coerente.

A CHI DI EDUARDO NON HA CAPITO UN CAZZO
E MAI POTRA' CAPIRLO.

Pubblicato il 26/2/2010 alle 19.46 nella rubrica diario.

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