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Sverige, köttbullar zigenare - In Svezia polpettine di zingaro

Da dichiarazioni rilasciate dal clown Zirgo Kakulic a un nostro inviato a Stoccolma nel 1997, si apprende che in Svezia una ditta di fama mondiale usa carne di bambini zingari per la preparazione delle polpettine servite ai tavoli dei suoi fast food. Ciò avverrebbe fin dal giorno dell'inaugurazione della prima sede della suddetta ditta, avvenuta nel lontano 1943.
«Sono sempre più numerose le famiglie di miei parenti che vedono scomparire i propri figli da un giorno all'altro! -ha dichiarato il pagliaccio- Essendo le nostre famiglie molto numerose, nei primi tempi, non sapendo contare bene, non ce ne accorgevamo... Ma poi, se ne sono accorti i nostri stessi bambini, che vanno a scuola e imparano a scrivere e a contare.»
Il caso è gravissimo e l'intera Svezia è in allarme. «E se un giorno cominciassero a sparire anche i nostri bei bambini biondi?», si è chiesto a reti unificate Sua Maestà Carl XVI Gustaf.






Ecco, immaginate se un articolo pieno di fandonie del genere comparisse su di un giornale italiano, algerino o albanese. Sicuramente gli Svedesi s'incazzerebbero a giusta ragione, scoppierebbe il caso diplomatico e il Governo Svedese esigerebbe scuse ufficiali. A quel punto, italiani, algerini o albanesi che siano, potrebbero rispondere picche, usando le stesse argomentazioni del Ministro degli Esteri svedese Carl Bildt che ha scritto nel suo blog, riguardo il caso diplomatico con Israele: "il principio di libertà di espressione, così com'è inteso nel nostro Paese, comporta che il governo non condanni gli articoli apparsi sui giornali"




A questo punto è d'obbligo un riepilogo dei fatti.

Il caso scoppia nei giorni scorsi, quando il tabloid svedese Aftonbladet pubblica un articolo in cui si afferma che l'esercito israeliano ruba organi interni ai bambini palestinesi per trapiantarli a cittadini israeliani che ne hanno bisogno. La notizia è priva di fondamento e si basa su dichiarazioni che sarebbero state rilasciate nel 1992 da alcuni palestinesi. Il Governo israeliano chiede scuse formali, ma la Svezia risponde picche.

Intanto, la falsa notizia viene largamente smentita perfino dai palestinesi stessi:

 


27-08-2009

I famigliari palestinesi: “Mai detto che avessero rubato gli organi”
 
Famigliari e parenti di Bilal Ahmed Ghanem, il palestinese al centro dell’articolo del tabloid svedese Aftonbladet sull’immaginario furto di organi da parte delle Forze di Difesa israeliane, affermano di non sapere affatto se le accuse siano vere o false e smentiscono d’aver mai detto nulla del genere ai giornalisti svedesi.
I famigliari di Ghanem, il diciannovenne che rimase ucciso il 13 maggio 1992 durante i violenti scontri della “prima intifada” con i soldati israeliani, vivono nel piccolo villaggio di Imatin, nella Cisgiordania settentrionale. Bilal Ghanem era un attivista di Fatah ricercato dalle autorità di sicurezza israeliane per il suo coinvolgimento nelle violenze.
Lunedì scorso il fratello Jalal ha dichiarato di non poter confermare le accuse mosse dal giornale svedese secondo cui gli organi di Ghanem sarebbero stati rubati dagli israeliani. “Non so se sia vero – ha detto – Noi non abbiamo nessuna prova che lo dimostri”. Jalal dice che il corpo di suo fratello venne portato via da un elicottero israeliano e restituito alla famiglia alcuni giorni più tardi.
La madre, Sadeeka, nega d’aver mai detto a un giornalista straniero che gli organi di suo figlio siano stati rubati, ma aggiunge di “non poter escludere” che gli israeliani trafugassero organi di palestinesi.
Jalal e due cugini che affermano d’aver visto il corpo sostengono d’aver solo constatato che gli mancavano dei denti. Dicono anche d’aver visto suture lunghe dal torace fino al ventre. “Evidentemente praticarono sul corpo qualcosa come un’autopsia – dice il fratello – Quando l’esercito ci consegnò la salma, ci ordinarono di seppellirla in fretta e di notte”. All’epoca, i funerali dei morti durante l’intifada divenivano spesso occasione di manifestazioni e ulteriori scontri violenti.
Jalal dice che lui e alcuni suoi compaesani ricordano d’aver visto nel villaggio, durante il funerale, un fotografo svedese che riuscì a scattare un certo numero di foto del corpo, prima della sepoltura. “Quella è stata l’unica volta che è visto quel fotografo”, aggiunge.
Ibrahim Ghanem, un parente di Bilal, dice che la famiglia non ha mai detto al fotografo svedese che Israele avesse rubato gli organi dal corpo del loro congiunto. “Forse il giornalista ha tratto questa conclusione dalle suture che ha visto sulla salma – dice – Ma, per quanto ci riguarda come famigliari, noi non sappiamo nulla di organi rimossi dal corpo di Bilal, sul quale non abbiamo mai fatto una nostra autopsia. Tutto quello che sappiamo è che mancavano dei denti”.
Jalal e altri membri della famiglia confermano che già da tempo circolavano “voci” su palestinesi uccisi dagli israeliani per rubarne gli organi. “Ma non posso dire se quelle voci fossero vere o false”, conclude.

(Da: Jerusalem Post, 26.08.09 - traduzione www.israele.net)

Nella foto in alto: L’articolo diffamatorio pubblicato da Aftonbladet nella pagina della “cultura”

Aftonbladet, gli alieni e gli UFO

Be', visto che adesso il ministro svedese ci dice che, in base al principio di libertà d'espressione inteso alla svedese, abbiamo il pieno diritto di sparare calunnie e diffamazioni in piena libertà, io non me lo faccio ripetere due volte e sparo a lettere cubitali!

IN SVEZIA GLI UOMINI CE L'HANNO PICCOLISSIMO, TANTO CHE LE DONNE VANNO SEMPRE IN GIRO CON UNA LENTE D'INGRANDIMENTO.

IN SVEZIA GLI UNICI CHE NON STANNO SEMPRE UBRIACHI SONO I MUSULMANI E PERCIO' SONO ANCHE GLI UNICI CUI SI RIZZA ANCORA.

Potrei continuare per altre 21862384612834 righe, ma mi sono già stufato...

Mica sono l'Aftonbladet, io!



Pubblicato il 28/8/2009 alle 8.17 nella rubrica diario.

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