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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Treccine color miele
post pubblicato in diario, il 25 settembre 2012
Treccine color miele
di Fulvio Del Deo



Mi chiamo Ilaria, ho ventisei anni. Sono ancora viva. Riapro gli occhi in un letto sconosciuto. Ho la vista annebbiata e lo zigomo sinistro gonfio che mi ingombra la visuale. Fuori è una giornata stupenda, da starsene a mare fino a tardi. Dalla finestra vedo Capri all'orizzonte, ma non riesco a provare nessuna emozione. Più che il dolore al corpo fa male il vuoto che ho dentro. Un vuoto fisico, carnale. Un'assenza incolmabile.

Riacquisto pian piano coscienza nonostante i farmaci continuino a ottundere i miei sensi, costringendomi in un limbo ovattato. Non ricordo quasi nulla delle botte, dei pugni, solo quel flash improvviso, quella luce accecante che mi ha fatto volare per un attimo su, fino in paradiso ad accompagnare la mia piccina... Il Signore la protegga.

Mi rigiro. Ho il fianco destro pieno di ferite, lividi, escoriazioni e chissà che altro. Vorrei uno specchio. Ma forse è meglio così. Richiudo gli occhi e cerco di capire, mi chiedo come ho fatto ad arrivare fin qui. Fino a questo punto di non-ritorno. Come ha fatto la mia vita a prendere questa piega assurda.

Mi riaddormento. Sogno Andrea, l'estate di tre anni fa. Ma nel sogno non va a finire come andò nella realtà, lui si trasforma in mia madre e così mi risveglio, con un senso di nausea, saranno le medicine... E ho una sete da morire.

L'estate di tre anni fa. Forse fu proprio allora che ebbe inizio il tutto. Era l'ultima sera di vacanze. Eravamo in tenda, nudi, un po' brilli. Ci accarezzavamo e ridevamo di mille sciocchezze. Ero felice. Totalmente serena e allegra. La vita mi sorrideva.

Ci baciavamo, quando Radomir da fuori: «Andrea, veri amici divide tutto. Noi qui ho sljivovica e noi solo in due!» Feci segno con l'indice sul naso, sperando capisse al volo la mia intenzione di fingere di dormire. Invece aprì subito la zip e lasciò entrare lui e la sua biondina tedesca, di cui ho rimosso il nome.

Bevemmo tutti dalla stessa bottiglia. Il bicchiere della staffa: domani ci si dice addio! Veri amici divide tutto. La biondina cominciò ad accarezzare Andrea e Radomir mi guardò con occhi da predatore. A quel punto ero ciucca al 100%, così lo lasciai fare. Intanto vedevo Andrea che scopava sotto i miei occhi con la tedesca. Poi quell'odore estraneo e acre di Radomir mi richiamò alla realtà. Altro che amore universale, qua mi sembrava di essere in un film porno! Mi lasciai fare di tutto, passivamente. A supplizio finito, mi addormentai.

Nel cuore dalle notte uscii a vomitare, mentre in tenda Andrea continuava a dormire indisturbato. Aspettai il chiarore del giorno in riva al mare. Avevo freddo. Mi sentivo sporca, violata. Avrei fatto una doccia bollente.

In viaggio rimasi in silenzio e misi lo stereo al massimo. Per Andrea era tutto ok, guidava portando il tempo sul volante. Finsi di dormire al suo fianco. E così feci sul traghetto e in macchina fino a Padova, dove lui si stava specializzando in psicoanalisi. Io cominciavo a non credere più in niente e in nessuno.

«Non ti fermi un po' per spezzare il viaggio?» «No, a Napoli ho un casino di cose in sospeso... avrei dovuto essere lì già da una settimana», mentii. Sul treno mi accorsi di odiare tutti. Passai tutto il tempo a guardare fuori dal finestrino.

Napoli mi fece tenerezza, nel suo sfacelo quotidiano. Piazza Garibaldi coi suoi emarginati e i suoi emigrati sfigati mi ricordò la proposta di Angela di lavorare nel volontariato, sfruttando la mia conoscenza -si fa per dire- delle lingue straniere.

Mia madre capì subito che era successo qualcosa: «Perché avete litigato?» «Non abbiamo litigato. Semplicemente non voglio più vederlo. Ma lui ancora non lo sa.» Glielo dissi per sms. E lui chiamò subito sul fisso. Sentii la voce melliflua di mia madre in cucina: lei lo adorava. Me lo passò: «Senti, prendila così: le storie finiscono perché qualcosa si esaurisce. Come una batteria non ricaricabile. Mi dispiace.»

Mi buttai a capofitto nel volontariato per cercare di credere di nuovo in qualcosa. C'erano dei ragazzoni neri, cuccioloni bisognosi di famiglia. E io ero lì per loro. Mi spezzavo letteralmente la schiena, dall'alba alla sera. E a casa continuavo a lavorare al computer fino a notte, tentando di risolvere i loro problemi.

"Peppino" si fa chiamare, è da tre anni che cerca di avere il ricongiungimento con la famiglia, ma lo schifo della burocrazia gli mette sempre il bastone fra le ruote. Intanto sua figlia cresce e fra poco dovrà andare a scuola. E lui vorrebbe farle frequentare la scuola qui in Italia, dove ha intenzione di vivere. E poi sua moglie! «Come fa un omo senza la moglie? lui è solo una metà di omo, uno sfigato! Guardo la fotografia e la bacio? Dici, tu faresti così per la vita?» E mi mostra la foto di una ragazza stupenda, con un sorriso bianchissimo fra due guance nerissime.

Io, Angela  e gli altri ci facciamo il culo per un mese per procurarci dei computer vecchi, funzionanti quel minimo per poter scrivere mail, per connettersi con skype, in modo che quei poveretti non spendano tutto in schede telefoniche. E sono tutti così riconoscenti da farmi commuovere fino alle lacrime. Sempre. Non mi abituerò mai alla riconoscenza. Li amo tutti. Sono così indifesi... Non immaginavo che dei giganti come loro potessero scatenare il mio istinto materno.

Poi in quello stesso contesto compare Samir... Fu allora che cominciai a cantare a squarciagola una vecchia canzone di Gianna Nannini. E fu proprio quel "sapor mediorientale" a travolgere la mia vita. Lui era completamente diverso dagli altri, dai cuccioloni neri e indifesi. Lui era determinato, aveva le idee chiare, parlava di politica, di diritti. Era un uomo. Vero, come non se ne vedono più da queste parti.

Aveva lo stesso nome di uno zio paterno che aveva perso un braccio durante la Prima Intifada: «Lui è stato la mia guida spirituale e io sono in debito verso di lui. Perciò continuerò la sua lotta, che è una lotta di diritti di tutti i diseredati del pianeta. Noi dobbiamo combattere contro lo strapotere dei ricchi che vogliono affamare l'umanità e rubare i diritti e la terra ai popoli! Tu per me sei come un angelo, una creatura celeste che porta soccorso, che fa il bene dove c'è chi ne ha bisogno. Tu sei il mio ideale di donna che dà forza all'uomo e coraggio per combattere.»

Vedevo il suo viso abbronzato, e lo sovrapponevo a quello pallido di Andrea. Ascoltavo la sua storia, quella della sua famiglia, della sue gente, narrate con quell'accento arabo che mi fa sempre squagliare... e mettevo a confronto quelle vite piene di ideali con il degrado di quella mia notte ubriaca in tenda.

Mio padre divenne grande amico di Samir. La domenica si mettevano a chiacchierare di politica in soggiorno, mentre io aiutavo mia madre a sbrigare la cucina. Poi portavo loro il caffè.

Quando seppe che ero incinta, ci sposammo. Fu allora che mi chiese di vestire alla maniera islamica. Io accettai di buon grado, perché era una cosa che mi faceva sentire di nuovo "pulita". Mi ero finalmente liberata di quel sudiciume tenace che non voleva scollarsi di dosso, da quelle notte in Croazia.

Peppino invece non fu affatto contento di vedermi velata «No, no! tu hai i capelli belli come il miele, non devi copprire. Allah ama i capelli delle donne come te. Tu non sei superba e non fai arma della tua bellezza. Non devi copprire! Mia moglie, quando tu riuscirai a far venire qui, ti farà le belle treccine piccole come ha la mia bambina. Guarda, ho stampate stamattina con internet la sua foto...»

Lo abbracciai e lo rassicurai che non sarebbe cambiato niente. A lui Samir non era mai piaciuto, lo avevo capito fin dal primo istante. Ma io amavo tutti e due, anche se in modo totalmente diverso. I due avevano una filosofia di vita troppo differente. Peppino diceva: «Si prega Allah. E chi fa il bene avrà da Allah ciò che ha pregato. Non si usa le armi per avere. Allah non vuole che tu uccidi le vite! Lui le ha date e solo lui le toglie. Le armi sono solo per difendere le vite, non per toglierle a persone innocenti!»

Anche a mia madre non era mai piaciuto Samir. Ma le mamme -si sa- rompono sempre! Almeno così credevo all'epoca.

E poi arriviamo a ieri, giovedì 2 agosto. Napoli, via Toledo ore 12 e 45 circa. Un caldo da morire. Io al quinto mese di gravidanza e tanta folla per la strada. Samir cammina accanto a me, leggermente più avanti, fiero. Non vedo l'ora di sedermi in funicolare per risalire al Vomero a casa dei miei. E sì, noi adesso abitiamo quaggiù. Non è il massimo come casa, ma col tempo miglioreremo... La mia piccina scalcia nella pancia? La sento muoversi. Mi gira la testa. Chiedo a Samir di rallentare un po'. Lui premuroso si preoccupa «Problemi?» «No no, ho caldo però. Molto caldo...» «Fa caldo», e continua a camminare.

A un certo punto mi sento proprio soffocare. Così mi scopro la testa, mi levo il foulard e prendo a farmi aria con la mano. Samir si volta rabbuiato «Rimetti subito!» Io lo guardo implorante «Si muore...» «Ti uccido io se non metti subito!!», ripete sottovoce con rabbia. Non lo reggo, non sopporto chi si preoccupa solo delle apparenze. Sbottono anche la camicia e faccio entrare un po' d'aria nella scollatura.

Ecco, è stato allora. Da quell'istante il mio mondo è cambiato: ho sentito un colpo fortissimo alla guancia sinistra. In vita mia, non avevo mai ricevuto un pugno. Sono caduta. Ora ricordo tutto. Lui mi ha presa a calci, ora ricordo. Poi c'è stata la luce, quando ho accompagnato Yazmin dal Signore. Che riposi in pace!

La porta si apre. Compare una donna bellissima, nerissima con la testa piena di treccine, insieme a un bimba ancor più bella di lei, anche lei con la testa piena di treccine. Poi fa capolino Peppino «Si può?»

La donna mi prende le mani e le bacia «Grazie signora, tu hai fatto tantissimo per la nostra vita e nostra felicità. Signore ti premierà. Tu oggi è così nel letto e questa è una brutta cosa, ma domani hai grande gioia e tanto amore, perché tu sai dare gioia e amore!

Peppino sorride «Le vedi come sono belle qui!? Tu hai lavorato molto e anche pregato per questo. E adesso eccole!»

Mi viene voglia di alzarmi subito dal letto per farmi fare i capelli a treccine. Non sarà la violenza di un criminale a farmi smettere di credere nella misericordia di Allah.
Amore halal e amore haram
post pubblicato in diario, il 18 aprile 2012


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L'antica cultura di coloro che fecero dono all'umanità del tesoro dei numeri
post pubblicato in diario, il 2 dicembre 2011
Qui in Occidente, c'è gente talmente spocchiosa da sentirsi in diritto di giudicare le altre culture con aria di superiorità, auspicando perfino interventi di esportazione della democrazia e dei diritti umani, invece di starsene lì a guardare, magari prendendo esempio dagli altri.

Ecco una storia di quotidiana normalità che si svolge in una di quelle società che noi Occidentali-mentalmente-chiusi ancora ci rifiutiamo di fare nostra.



C'è una ragazza di 23 anni. Non sappiamo che volto ha, né come sono le sue curve perché è una ragazza saudita imbacuccata dalla testa ai piedi con il niqab nero. Un suo connazionale gentilissimo le offre un passaggio in macchina e lei, dopo un po' di titubanza, accetta.

Cosa succede dopo? Lui, invece di accompagnarla a casa, la porta in una rest house di periferia. A fare che? A scoprirle gli occhi e innamorarsene? No. A sedurla per fare allegramente sesso sfrenato, in un paese dove le donne sono invisibili e gli uomini possono solo fantasticare coi dvd porno? Ebbene no!! Lui è un vero altruista, perciò invita generosamente quattro dei suoi amici più cari per spartire equamente la preziosa preda per un'intera notte.

"Be', tutto il mondo è paese!" -direte voi- "L'antica cultura di coloro che fecero dono all'umanità del tesoro dei numeri non è poi così diversa dalle nostre sane tradizioni mediterranee..."

Infatti. Però loro, a differenza di noi meschini Occidentali, hanno una marcia in più. Leggete l'epilogo di questa storia edificante e capirete qual è la differenza sostanziale fra noi e loro.

Circa due mesi e mezzo più tardi, la ragazza si accorge di essere incinta di uno dei suoi aguzzini; per questo si reca all'ospedale chiedendo di abortire.

La donna, non essendo sposata, viene giustamente trasferita in galera, dove sconterà una pena di un anno più cento frustate che, per somma magnanimità della corte, le saranno somministrate solo dopo il parto. Il bambino porterà il cognome della mamma, il che, nell'evolutissima società araba, sarà il meritato marchio a vita di "figlio di puttana".

La notizia per intero è riportata 
in Inglese da Saudi Gazette:

Come vedete, quello che da noi è ingiustamente considerato reato di stupro, in una società evoluta e giusta come quella araba è tutelato dalla legge di Maometto. Fortunatamente per l'umanità intera, la Primavera Araba ha abbattuto definitivamente i regimi totalitari del Nord Africa sostenuti dal maligno Occidente, per far posto anche lì a società sane e giuste guidate da ideali di antica civiltà. Già in Tunisia si cominciano a vedere i primi risultati; in Egitto le Elezioni Democratiche stanno evidenziando la vittoria dei Fratelli Musulmani; in Libia la caduta di Gheddafi ha fatto posto alla vera libertà.

Così potremo essere tutti più felici pensando che finalmente anche in quei Paesi un tempo soggiogati dall'Occidente, d'ora in poi gli uomini saranno sottomessi solo alla legge divina, mentre le donne avranno pieno diritto di sottomettersi totalmente all'uomo e di coprirsi fino all'inverosimile anche col caldo più torrido. E si spera che così nessuno si sognerà mai più di condannare chi per diletto stupra una donna che contravviene ai suoi obblighi morali.

(Dite la verità: dovreste ringraziarmi per avervi fatto cominciare la giornata con dei pensieri così leggiadri, eh!?)
Ramadan a Capo Nord
post pubblicato in diario, il 8 agosto 2011











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Terroristi contro il terrore?
post pubblicato in diario, il 1 luglio 2011
Ora che gli USA andranno in pensione, chi combatterà contro il terrorismo internazionale?
I terroristi stessi, è ovvio!
C'è da fidarsi?
Massì! e c'è pure il sito:
http://www.peacetribune.com/

Così a Teheran si incontrano pezzi da novanta ospiti dell'attuale numero uno, Ahmadinejad. Il tutto dettagliatamente documentato su PressTV, nuovo canale allnews iraniano in lingua inglese.

Ecco un bellllisssssimo servizio in due puntate:
http://www.youtube.com/watch?v=8_JNiJo2MtE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=QGd6iIb5LFY

E chi fa capolino fra i grandi ospiti, oltre il doppiogiochista Gillani e il macellaio Bashir ricercato per crimini di guerra?
Indovinate un po'?

Eccolo qua, Yisroel Dovid Viess, uno di quei malati di mente di Naturei Karta. Poteva mai mancare? Certo che no e il canale Sahar 1 lo mette in mostra e gli dedica dei bei primi piani in cui si esibisce in un vero e proprio comizio delirante contro Israele.




Erdogan è allergico alle donne
post pubblicato in diario, il 20 giugno 2011
E' vero che sua moglie è imbacuccata come una befana, ma ciò non vuol dire che le donne turche siano tutte come lei. Il neo-rieletto primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, nel suo lungo e noioso discorso di ringraziamento alla nazione, ha pronunciato solo due volte la parola "kadin" (donna) come osserva Çigdem Aydin, presidente dell'Associazione per il sostegno e la formazione delle candidate donne (KA.DER).




La prosopopea del duce d'Anatolia, intrisa di stucchcevole nazionalismo è svolazzata dappertutto, perfino a Sarajevo per ricordare al mondo dove punta la sua politica... però ha sorvolato solo distrattamente la questione femminile, in un paese dove il fondamentalismo religioso rappresentato del rampante leader troverà filo da torcere nell'altra metà del cielo, soprattutto nelle aree urbane.

Se è pur vero che nel nuovo parlamento il numero di donne è passato dall' 8,72% al 14,2%, è anche vero che le donne nella società turca odierna contano meno di ieri, a causa delle numerose scelte maschiliste del governo. Nonostante ciò, la signora Aydin non si perde d'animo: "Alcune delle nuove elette in Parlamento sono strettamente legate ai problemi delle donne. Spero che saremo in grado di fare un lavoro efficace col loro supporto."

Riguardo la nuova Costituzione che il Governo Turco intende varare, Çigdem Aydin afferma: "Non accetteremo una Costituzione che non consideri le esigenze delle donne. Oggi è necessario che la Costituzioni anticipi di fatto la piena parità di genere."

Aydin ha anche menzionato il nuovo ministero della Famiglia e Politiche Sociali. Ha inoltre ricordato che il Ministero per le Donne e la Famiglia è stato chiuso, nonostante le numerose obiezioni totalmente ignorate dal Ministero per l'Uguaglianza.

Aydin ha elencato altre aspettative delle donne per il nuovo mandato in parlamento come segue: "Una costituzione che si concentri sull'individuo piuttosto che dello Stato; far rispettare la legge sulla parità, che modifica la legge n. 4320 sulla tutela della famiglia, secondo le proposte delle donne; avere almeno il 50 per cento delle donne nel personale dirigente dei ministeri e una quota del 50 per cento per le donne dirigenti dei consigli e dei governatorati ".


(vedi anche: http://www.bianet.org/english/women/130729-gender-imbalance-in-new-parliament)
Katya Koren'
post pubblicato in diario, il 1 giugno 2011
Katya Koren' da oggi è una pagina facebook.
Eccola http://www.facebook.com/profile.php?id=100002441753816



Ekaterina Koren' fino a ieri era solo una ragazzina, carina e forse un po' vanitosa come tante della sua età, di quelle che amano indossare abiti alla moda sognando a occhi aperti una vita meno grigia di quella dei propri genitori: magari un futuro da attrici, da top model, o chissà che altro. A 19 anni tutto è possibile. Anche a Simferopoli, in Crimea.

Ed è possibile pure che il proprio corpo venga poi ritrovato sfigurato e privo di vita, proprio perché si è osato sognare. Katya Koren era bella, abbastanza da aggiudicarsi il 7° posto in una selezione di bellezza per Miss Ucraina. Ma poi è spuntato il lupo, sottoforma di amico di scuola che, offrendole un passaggio su di una vecchia motocicletta, invece di portarla a casa l'ha portata nel bosco e l'ha massacrata.

Bilal Gaziyev si chiama il suo carnefice, un ragazzo di 16 anni, adottato all'età di due mesi da una coppia agiata di genitori, lui musulmano e lei cristiana. Bilal passa molto tempo al computer ed è forse lì che s'indottrina del male di cui il web è zeppo. E farnetica sull'islam integralista.

Bilal dice ai poliziotti di aver agito per fini nobili applicando la Sharìa, la legge islamica che punisce con la lapidazione le donne che espongono la bellezza del proprio corpo. E infatti sul corpo della povera Katya sono evidenti i segni delle pietre, di cui una molto pesante deve averle spezzato il collo.

Ibrahim Pazelovich, padre di Bilal, esclude categoricamente ogni implicazione a sfondo religioso nell'omicidio, sostenendo che suo figlio non è un fanatico. Di tutt'altro avviso è sua moglie Biljana, cristiana ortodossa, che non ci sta a coprire le responsabilità della fede che i due uomini di casa condividono e che da alcuni anni viene imposta anche alla figlia minore.

«Mio figlio -racconta il padre- come ogni mussulmano è stato circonciso; però a 6 anni è stato battezzato come ha chiesto sua madre, cristiana ortodossa. Così è libero di abbracciare la fede che vorrà quando sarà grande.»

Di sua figlia di 8 anni, invece, dice che dovrà mantenere la tradizione musulmana, per questa ragione è costretta frequentare la scuola islamica.

In ogni modo, il capo della milizia della Crimea Sergei Reznikov tende a minimizzare, escludendo ogni movente religioso o etnico, e ascrivendo il fatto a un comune reato di tentata violenza sessuale. Del medesimo avviso è Olga Kondrashov, portavoce della polizia di Crimea. Medzhdisa Mustafa Dzhemilev, capo religioso della minoranza tartara della regione, sostiene che Bilal non s'è mai recato in moschea in vita sua.

«La polizia ha raccolto prove per condannare ad almeno 8 anni di prigione Bilal. -come riferisce Larissa Petrovna, madre dalla ragazzina uccisa- La famiglia dell'assassino di mia figlia ha messo in vendita la casa, ho visto di recente l'annuncio sul giornale locale. Secondo me sperano che loro figlio sia rilasciato, per poi abbandonare di corsa il paese. Mi è stato detto che potrei avvalermi di un risarcimento morale in denaro, ma nessuno potrà mai restituirmi la mia bambina!»




fonti:
Gazeta.ua
Politikantrop
V Gorode
KyivPost.ua
NEWSru.co.il
A qualcuno non dispiacerebbe... senza "se" e senza "ma"
post pubblicato in diario, il 18 novembre 2010
Qui in Occidente ci sono uomini che guardano con interesse all'arretratezza dei costumi islamici, con la speranza che il fondamentalismo faccia ritornare i bei tempi andati, quando anche l'ultimo dei coglioni in casa sua era il re e la sua donna obbediva come un cagnolino.













































Il primo sultano d'Europa
post pubblicato in diario, il 8 novembre 2010
La Gran Bretagna ammette il burqa e la poligamia islamica; la Francia lascia liberi gli adolescenti  islamici di divertirsi a incendiare le scuole ebraiche, mentre espelle  cittadini europei di "impura" etnia rom e censura un video perché ritenuto offensivo nei confronti dell'islam..

Un po' ovunque è in atto una vera e propria corsa all'eurabizzazione; ma il primato ce l'abbiamo noi, guidati dal primo sultano d'Europa, che col suo esempio sta instradando i suoi concittadini verso la via italiana all'islam:
  • mentire fino all'inverosimile se la menzogna serve a più alti scopi;
  • incremetare gli scambi commerciali con la Repubblica Islamica di Iran e altri stati canaglia;
  • firmare contratti-capestro con la Libia, baciando la mano al sommo Gheddafi, plaudendo la sua predilezione per le donnine italiane;
  • considerare le donne un passatempo per il dopo-lavoro;
  • ritenere le bambine mature per il sesso a partire dai 9 anni, come scritto nel Corano; 
  • apprendere la danza del ventre da ragazzine marocchine;
  • ecc.


Intervista a Dio
post pubblicato in archivio, il 29 ottobre 2010
Intervista a Dio
 
Salve signor Dio, sono un giornalista freelance e vorrei intervistarLa per conoscere il Suo punto di vista sulle tematiche che La riguardano più da vicino.
 
Dio - Faccia pure, sono a Sua completa disposizione.
 
Si sente soddisfatto di aver creato questo mondo?
 
Dio - Mha, per certi versi sì, per altri no. Ad esempio, sono molto orgoglioso degli anelli di Saturno, ma non mi piace affatto come mi sono riusciti gli asteroidi...
 
Chiedo scusa, sono stato un tantino impreciso nel formulare la domanda. Per "mondo" intendevo limitarmi al pianeta Terra.
 
Dio - Eh, la Terra... molto carina da guardare dallo spazio con quel bel cielo blu venato di nuvole bianche... Niente male, è uno di quei pianeti su cui ho messo anche i vegetali e gli animali.
 
Cosa ne pensa del cosiddetto "genere umano"?
 
Dio - Il "genere umano"... be', mi fa lo stesso effetto degli asteroidi: non è venuto granché.
 
Qual è a Suo giudizio il peggior difetto del  "genere umano"?
 
Dio - Bella domanda! In verità, non so da dove prendere il principio. Per fare prima potremmo parlare dei pregi che forse si contano con un dito solo, o forse ne basta anche mezzo...
 
In particolare, cosa ne pensa delle religioni?
 
Dio - Direi che sono la più grossa cavolata che si potesse inventare. Alcune le trovo inutili, altre dannose se non addirittura offensive nei miei confronti.
 
L'Ebraismo?
 
Dio - Uhm... Ah sì, quello dei due vecchietti che volevano a tutti i costi un figlio. E lui dapprima mise incinta la colf straniera poi (non si sa in virtù di quale miracolo) rimase incinta pure la moglie. Nato il pargolo, il vecchiaccio già alle prime colichette notturne era sul punto di sgozzarlo, quando fu sorpreso da sua moglie. E lui cosa disse? Che ero stato io a ordinarglielo. Cose dell'altro mondo! Al "genere umano", io ho dettato solo le 10 tavole della Legge a quel tizio balbuziente,  sperando che le scrivesse senza errori d'ortografia e senza stravolgerne il significato, e raccomandandomi di non dire a nessuno che gliele avevo passate io, per non alzare un polverone inutile. Lui invece che fece? Uno: le scrisse maluccio; due: disse a tutti che ero stato io a dettargliele parlando da un cespuglio in fiamme. Che cazzata!
 
Il Cristianesimo?
 
Dio - Quando sento parlare di cristianesimo mi prende un diavolo per capello. Tanto per cominciare, voglio mettere bene in chiaro una cosa: io sono un essere infinito, eterno, immateriale e soprattutto asessuato; di conseguenza non potrei mai e poi mai sentirmi attratto dalle bellezze femminili, e men che meno da quelle delle minorenni. Perciò, si smetta di diffamarmi insinuando che io abbia messo incinta una ragazzina e che questa abbia poi partorito mio figlio! Quel tizio di Nazareth non era altro che una delle tante persone che, a un certo punto della loro vita, decidono di "scendere in campo". Lui (a differenza di tanti altri) aveva perfino nobili ideali, non lo metto in dubbio, gli premeva di preservare il valore delle mie 10 tavole (e per questo gli sono grato!), ma non aveva un buon piano d'azione o una loggia segreta che lo spalleggiasse... così è finito in croce. E' noto a tutti che, disgraziatamente, in seguito si sono compiute numerose atrocità in nome suo.
 
L'islam?
 
Dio - L'islam? Ah sì, la religione inventata dal quel tizio che aveva passato tutta la vita a fare bagordi, poi a un certo punto ha scoperto di aver messo su troppa pancia e ha iniziato a odiare le donne (prima fra tutte le tentazioni terrene!) dando loro la colpa di ogni male, e scoprendo nel contempo di essere attratto dal posteriore maschile... per questa ragione inventò la preghiera a chiappe all'aria.
 
L'induismo?
 
Dio - Le prime soap-opera di Bollywood... solo che non c'erano ancora la televisione e il cinema.
 
Il buddismo?
 
Dio - Un modo un tantino egoistico di scimmiottarmi, inventato da un tizio che aveva imparato come vivere beato in mezzo ai guai altrui, fregandosene altamente di tutto e di tutti.
 
Il confucianesimo?
 
Dio - Un modo per spacciare come saggezza la strafottenza e il maschilismo.
 
Mi corregga se sbaglio: per Lei il mondo non dovrebbe avere religioni.
 
Dio - Proprio così. E soprattutto non dovrebbe sprecare tempo ed energie a volerle imporre agli altri, a combattere contro le religioni degli altri, o a combattere contro le religioni in genere. Un'ultima cosa: se gli esseri umani smettessero di aprofittare della preghiera per venirmi ad accattonare ogni giorno qualcosa, io gliene sarei grato. A tutto c'è un limite, anche alla mia pazienza infinita!


A Hina Saleem e alle ragazze vive
post pubblicato in archivio, il 19 ottobre 2010
Racconto ispirato a una storia purtroppo vera.
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Occhidimirtillo udì parlare fuori in giardino. Si alzò dalla sua sedia e si avvicinò quanto più possibile alla finestra, tendendo al massimo la catena che le imprigionava la caviglia.

Farida Capellidifiamma era ritta di fronte al vecchio artigiano sefardita che accordava  l'oud che suo padre aveva detto di far riparare. Lei era luminosa nei suoi dodici anni, occhi come due olive nere e profilo dolcemente camuso, curva di duna del Sahara. Lui la ricordava appena nata. I suoi genitori motocliclisti in pelle nera, gonna di un palmo la mamma, giubbotto di borchie il padre, lasciarono in fretta la Cabilia insanguinata di colli tagliati dal Fronte Isalmico di Salvezza. Ne sono passati di anni da quel giorno: la gonna è sparita ed è apparso un foulard nero sui capelli della donna, le borchie oggi sono chiodi nel cuore dell'uomo.

Farida sgrana gli occhi e fa: «Mio padre mi ha fatta digiunare a Ramadan, mette da parte soldi per la Mecca e vuole che da domani indossi il velo. Io non voglio, e appena compirò 18 anni lascerò la sua religione e la sua casa...»

Il vecchio sefardita si fermò, alzò lo sguardo dallo strumento e fissò la bambina per un istante che a lei parve un'eternità.

«Ricordi la piccola Hamida, tua compagna di scuola? Una sera nel letto da sola scoprì le vertigini di una carezza. Giunse la mamma per la buonanotte, e lei "Mamma ti voglio bene", ma le sua guance erano rosse, e gli occhi felici la tradirono. La mamma capì che era giunto il momento. Week-end dai nonni: intervento in cucina. Oggi ha ricordo di quella felicità come chi, divenuto cieco, ricorda la luce. Non aspettare per cambiare. Compiuti tre lustri e tre anni, non accadrà null'altro alla tua vita che ritrovarsi sola senza più nessuna tutela sul minore che ora rappresenta. Ribellati oggi che ti è sufficiente la cornetta azzurra di un numero verde. Altrimenti, se non morirai nel corpo come Hamida o come la povera Hina Saleem, di certo morirai nell'anima.

Farida Capellidifiamma sciolse la sua treccia e lanciò al vento il suo grido di felicità come in un matrimonio amazigh. Lasciò al vecchio sefardita il liuto di suo padre e corse, corse più forte che poté verso la libertà, quella stessa libertà che la moto di suo padre, prima di tradirla, un giorno aveva promesso a sua madre.

Occhidimirtillo al chiuso della sua casetta sotto-sequestro osservò la scena battendo le mani entusiasta... poi ritornò a sedere sul suo sgabello massaggiandosi la caviglia indolenzita. La cornetta azzurra luceva davanti ai suoi occhi sognanti, la sua mano tremava a quell'invito. Nell'aria ancora l'eco di Farida.



Violenza per educare alla violenza
post pubblicato in archivio, il 15 settembre 2010
L' addestramento dei cani da combattimento può avvenire solo grazie a crudeltà e torture, che coinvolgono anche il cane da "preparare". L' animale viene prima incappucciato, poi frustato e picchiato, con lo scopo di fare crescere la sua rabbia. Quando è sufficientemente aggressivo e "pronto" per la prova, viene liberato davanti a un cagnolino qualsiasi, spesso trovato per strada o rubato, che viene letteralmente fatto a pezzi. (fonte)

Il trattamento subito dagli animali coinvolti è crudele: l’addestramento è un percorso di maltrattamenti sistematici, quotidiani, che devastano la psicologia dei cani. A questo va aggiunto la morte degli animali nel corso dei combattimenti. (fonte)


Gheddafi di nuovo a Roma
post pubblicato in archivio, il 29 agosto 2010
Del suo alito pestilenziale nessuno sentiva la mancanza ma nemmeno della sua brutta faccia. La Guida della Rivoluzione Libica è giunta a Roma in "lieve ritardo", come precisa col giusto tono reverenziale e sottomesso gran parte della stampa italiana. Lui ha portato con sé una trentina di cavalli da abbeverare e sfamare (che in cambio cacheranno sul nostro "amato suolo"); inoltre è stato accolto dai 200 sorrisi perfetti delle escort che lui stesso ha scelto fra le più islamicamente fighe sul catalogo online.

La sua visita serve a ricordarci che sono passati già due anni dalla firma di quel contratto-capestro che il nanerottolo nostrano impose all'Italia senza consultarne il parere, come suo solito. Del resto, a un vice come lui non è dato ascoltare la plebe neanche come passatempo.

Spero che l'incontro fra i due dittatorelli mediterranei sia costellato di gaffes e figure di merda da entrambe le parti. Oramai che siamo alla frutta... è meglio ridere che piangere!


Moschea a Gruond Zero
post pubblicato in archivio, il 16 agosto 2010
Non la vuole una maggioranza schiacciante, e non solo in America. Ma soprattutto non la vuole il buon senso, perché costruire una moschea dove il terrorismo suicida ha ucciso in nome di Allah è un'offesa alla memoria di quelle vittime, ed è una pugnalata alle spalle dell'umanità.

A tutt'oggi, non c'è stata condanna unanime e ufficiale da parte delle autorità islamiche al terrorismo in nome di Allah. Non si è detto "Chi uccide in nome di Allah, o invita a farlo, o predica il terrorismo, (omicida o suicida che sia) è irrimediabilmente fuori dall'Islam!" No, solo flebili voci isolate e nulla di più.

Sull'altro versante non esiste legge che possa impedire la costruzione di una moschea. E in America, si sa, la libertà è il primo dei valori. Non avrebbe potuto impedirlo Bush e non sarà Obama a farlo.

Eppure una cosa non ce la stiamo dicendo... cioè che la mossa dovrebbe venire dall'Islam. Dovrebbero essere gli islamici a rinunciare alla costruzione di quella moschea, proprio lì in quel luogo di dolore. Se non l'hanno fatto finora (e sono certo che non lo faranno) sarà l'ennesima prova della loro malafede, del loro odio per chi è diverso da loro.

Solo qualche intellettuale di origine islamica si oppone oggi a quello scempio... ma si tratta di voci isolate che tali rimarranno.




Scuote l’America la moschea da cento milioni di dollari che un gruppo islamico intende costruire a Ground Zero.

Sarebbe una delle più grandi dell’occidente, nell’edificio che un tempo ospitava i grandi magazzini Burlington Coat Factory seriamente danneggiati l’11 settembre 2001. Contro il progetto, finanziato dai sauditi, non ci sono soltanto noti critici dell’islamismo, ma anche una fitta schiera di intellettuali, giornalisti e studiosi musulmani. Fra i volti più noti, quello del celebre professor Akbar Ahmed, cattedra Ibn Khaldun all’Università americana di Washington e firmatario della fatidica “lettera dei 138” saggi islamici a benedetto XVI. “La leadership musulmana non ha compreso l’impatto dell’11 settembre sull’America”, dice Ahmed. “Pensano che gli americani l’abbiano dimenticato e perdonato. Ma le ferite sono aperte e costruire una casa di preghiera lì sarebbe come gettare sale sulle ferite”.

I saggisti musulmani Raheel Raza e Tarek Fatah, entrambi siedono nel Muslim Canadian Congress, hanno lanciato un appello contro la moschea. “Non è sensibile costruire un luogo di preghiera islamica esclusiva nel luogo in cui dei musulmani hanno ucciso migliaia di newyorkesi. E’ come consentire una chiesa serbo- ortodossa a Srebrenica, dove furono uccisi ottomila uomini e ragazzi musulmani”. I due autori sostengono che i promotori della moschea “avrebbero potuto proporre a un memoriale dell’11 settembre la denuncia del jihad, ma non lo hanno fatto”. Altrettanto duro è il giornalista bengalese Salah Uddin Shoaib Choudhury, che parla del progetto come di una “conquista islam-suprematista”.

Sul Washington Post Neda Bolourchi ha pubblicato il commento più sferzante contro il progetto di Ground Zero. “Non ho una tomba da visitare o un luogo in cui portare i fiori gialli preferiti da mia madre, tutto quello che ho è Ground Zero”. La madre di Neda era infatti sul volo United Flight 175 che si è schiantato contro il World Trade Center. “Sono nata nell’Iran pre-rivoluzionario. La mia famiglia ha condotto un’esistenza laica, ma l’islam era parte della nostra cultura. Temo che la costruzione della moschea al World Trade Center diventerà un simbolo della vittoria dei musulmani militanti e coltiverà una visione fondamentalista della fede islamica”. Bolourchi lancia un appello personale: “Ground Zero non è mio, devo condividerlo con turisti e politici. Una moschea lo trasformerebbe in un campo di battaglia religioso e politico. Non mi vergogno della mia fede, ma ai sostenitori della moschea dico: costruite il vostro monumento ideologico da qualunque altra parte, ma non sulla tomba di mia madre. Lasciatela riposare in pace”.

(Tratto da Il Foglio del 12 agosto 2010)
Dall'Eurabia ci salveranno le donne
post pubblicato in diario, il 29 aprile 2010
Come è ormai evidente, l'Europa perde giorno dopo giorno pezzi della sua identità e sembra aver rinunciato del tutto alla sua dignità. Non essendo in grado di trasmettere ai propri figli dei valori etici che siano coerenti con la realtà in continua evoluzione, nella maggior parte dei casi si arrocca su posizioni anacronistiche o finisce per arrendersi supinamente.

Da ciò, scaturiscono reazioni totalmente irrazionali e contraddittorie. Da un lato c'è un'Europa conservatrice che dice di voler preservare le sue  "tradizioni", accanendosi però su  problematiche di facciata, impuntandosi su crocifissi da esporre o altre sciocchezze; dall'altro lato c'è un'Europa che assorbe di tutto, acriticamente e apaticamente come lasciandosi morire e che confonde fra i vari diritti umani perfino il "diritto alla burqa"!

In questo contesto, accade che alcune comunità di immigrati continuino dopo 3-4 generazioni a non sentirsi integrate, se non all'apparenza. Questo succede anche fra ragazzi di buona famiglia,. Anzi è proprio lì che nasce molto spesso l'insofferenza verso il paese "ospitante", che continua a essere percepito come terra straniera e ostile.

Questo fenomeno avviene maggiormente fra le comunità di immigrati islamici che hanno tendenza a chiudersi nel loro mondo per non dover rinunciare a dei "costumi religiosi" che in Occidente fino a ieri erano considerati intollerabili.

Per fortuna esistono delle eccezioni come V.

V. è una diciassettenne mussulmana italo-tunisina (di cui riporto in basso i bellissimi occhi verdi) la quale, appena inaugurata la sua pagina facebook, si è vista contattare da M., un bel diciottenne "dagli occhi sognanti", di buona famiglia e con ottimi voti a scuola, autodefinitosi "palestinese".

V., dimostrando grande maestria nel difendersi dalle advances maschiliste, ha sottoposto M. a una serie di domande da KO. E' evidente  quanto il contributo delle donne rappresenti l'unica speranza di cui dispone l'umanità per liberarsi dalla schiavitù imposta da religioni e costumi. V. sostiene che i diritti delle donne vanno di pari passo col diritto di Israele a esistere e difendersi.

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Riporto qui in basso la traduzione dall'Inglese dello scambio di mail fra i due ragazzi. Un caso da manuale che si commenta da solo.

Quanto segue viene pubblicato col pieno consenso dei genitori di V., i quali hanno autorizzato la pubblicazione del seguente materiale a patto del rispetto assoluto dell'anonimato della loro figlia. Inoltre, sempre per ragioni di sicurezza, l'account Facebook di V. è stato rimosso.
  




M - Dove vivi?

V - In Italia e tu?

M - in Svezia :D     sei proprio bella ?

V - Grazie. Mi dispiace non poter dire altrettanto di te, perché non hai pubblicato nessuna foto in cui possa vedere la tua faccia! Ma sono sicura che sei ragazzo carino. Quanti anni hai? E di dove sei... il tuo non è affatto un nome svedese :)

M - grazie ...vengo dalla Palestina e ho 18 anni . E tu sembri una principessa

V - Oh che carino, grazie! Da quale città della Palestina vieni?

M - hehe....Sono di akka

V - Akka?.... Forse intendi dire Akko? (scirtto in Arabo nell'originale) Ma non è in Israele?

M - Sì ma è Palestina. e loro se la sono presa da noi

V - Caro M., l'ho trovata sull'enciclopedia e c'è scritto Israele, non Palestina. Adesso non so quando Akko è stata Palestina, forse mai, perché in nessun libro di storia ho mai trovato lo Stato di Palestina prima dello Stato Palestinese dell'ANP. Io penso che se adesso Akko è Israele e noi diciamo "è Palestina" noi possiamo solo apparire ignoranti, non credi? Come se dicessimo "Napoli è Magna Graecia".
Amichevolmente ;-)

M - ma si chiamava Akka molto tempo fa, prima che gli Israeliani prendessero il paese .. stai con gli israeliani? Intendo dire stai con la Palestina o con Israele?

V - E Napoli si chiamava Parthenopis molto tempo fa... sto con la Palestina o con Israele? Che domanda vuota! Che cosa cambia? Adesso tu sei Israeliano, il tuo passaporto è israeliano, no? Ascolta, mia madre si chiama Amira C. (cognome arabo) e io ho i suoi stessi occhi verdi. Mio padre è di Ancona e si è convertito all'Islam per sopsare mia madre. Ok? Ora io sono fiera di essere Italiana e mussulmana allo stesso tempo. Perché non sei anche tu fiero di essere allo stesso tempo Arabo mussulmano e Israeliano???

M - Non posso stare con gli Israeliani, dopo che hanno ucciso tanto a Gaza .. e loro hanno ammazzato quasi tutti gli Arabi in Palestina. pensi che potremmo essere amici? Mai! non possiamo essere amici dei nostri nemici. (Il caso non solo per me stesso, ma per tutti gli Arabi, non possiamo essere amici) ed è lo stesso per gli Israeliani, loro non vogliono essere nostri amici e vogliono solo ucciderci

V - Il tuo modo di ragionare è dannoso anche per te stesso. Ascolta: i cristiani e i mussulmani sono stati in guerra per secoli. I cristiani fecero le crociate contro i mussulmani... Ora, chiedimi: stai con i cristiani o con i mussulmani?
Non è una domanda stupida? Mio padre è nato cristiano e (penso) lo sia ancora nel suo cuore. Ma lui non da molta importanza alle questioni religiose... come invece ha fatto mio nonno (materno). Così lui ha preferito convertirsi all'Islam. E ha fatto la cosa giusta.
Cosa pensi, che mia madre e mio padre dovrebbero odiarsi perché i cristiani uccisero i mussulmani e i mussulmani uccisero i cristiani?
Basta! Fermiamo le uccisioni! Fermiamo l'odio!!
Ho vergogna di essere mussulmana quando sento che c'è gente che ammazza in nome di Allah!! Allah li maledica!! Allah maledice chiunque fa il male. Anche chi dice che combatte per dei giusti ideali. Non c'è nessun "giusto ideale" che chiede di uccidere la gente.
Ok? Questo è il mio punto di vista mussulmano.
Adesso chiacchieriamo di cose più serie!
Quanti anni hai?
Studi o lavori?
Com'è la vita ad Akko?
Ho visto le foto di Akko su internet, e sembra meravigliosa! Io amo le città di mare come la mia. Ma Napoli è diventata troppo caotica! E io penso che Akko è della misura giusta! Poi di fronte ad Akko c'è Haifa che è anche un'altra città meravigliosa.
Dimmi della tua vita nel tuo paese (chiamalo come preferisci, Palestina o Israele...)
Ok, qui in Magna Graecia, la vita sta diventando difficile perché Berlusconi sta legalizzando la mafia, la camorra ecc.. Berlusconi è un criminale, ma la gente ignorante fa sempre il tifo per lui, come facevano i Tedeschi con Hitler!
Conosci Souad Massi? Io la adoro. Ascolta questa canzone:
http://www.youtube.com/watch?v=_Oekfi7ExXY
La dedico a te.

M - Non odio i cristiani se non vengono vicino a noi con qualcosa di sbagliato, loro hanno la loro religione e noi abbiamo la nostra. Ma gli Israeliani non vogliono finire la guerra finché non hanno tutti il paese. Quando un Mussulmano ammazza qualcuno, lo fa per la sua terra
Non sono mai stato in Palestina da quando gli Israeliani sono lì. Vivo in Svezia e ho 18 anni. Quanti anni hai? Sei sposata?

V- Ho la tua stessa età (in Arabo nell'originale).
Conoscevi già Souad Massi?
Hai ascoltato la sua canzone? Ti è piaciuta?

M - no non l'ho ascoltata, non so chi è

V - Devi ascoltare Souad Massi!!! Come fai a dire di essere Arabo se non conosci Souad Massi? Come fai a vivere se non conosci Souad Massi? Che genere di musica ascolti?

M - haha di solito non lo ascolto, ma ascolto le canzoni arabe (canzoni d'amore)... Quanti anni hai?

V - Te l'ho già detto! Ho la tua stessa età (in Arabo nell'originale)
Caro dolce amico svedese dai bellissimi occhi sognanti da bambino.
Ora sono sicura che tu non sei in grado di leggere l'Arabo, perché ti ho scritto in Arabo che ho la tua stessa età, ma tu non mi hai capito... Bene Mohammed, entrambi abbiamo 18 anni, ma forse io potrei essere tua madre. Ascolta: essere Arabi significa parlare Arabo, sognare Arabo, mangiare Arabo ecc.. Mia madre mi ha insegnato queste cose, così come mio padre mi ha insegnato a essere Italiana e perfino Napoletana. Essere Arabi non vuol dire odiare gli Israeliani. Cerca di essere felice, mio giovane amico! Io credo che gli Israeliani siano nostri fratelli. Il Santo Corano dice che noi siamo un grande popolo e che gli Ebrei sono un piccolo popolo nostro fratello, il quale ha la sua terra attorno a Gerusalemme, e loro saranno sotto la nostra protezione e sotto la protezione di Allah.
Ricorda: la pace ci sarà solo quando il nostro amore per la vita e per i nostri bambini sarà più forte del nostro odio.
E adesso, abbi buoni pensieri, bel tempo, begli amori!
E' un bene non dimenticarsi delle proprie origini, ma adesso è importante vivere nella propria realtà.
Un abbraccio fraterno.

M - So leggere l'Arabo molto bene, ma non capivo cosa intendevi... non voglio più discutere di Israeliani.. ma non posso considerarli come miei familiari (in Svedese nell'originale)
hai altre tue foto?

(A questo punto V. inserisce in bacheca altre sue foto, di cui un paio in bikini)

M - oh mio dio...sei mooooooltoo moooooloto seeeexyyyyyyyyyy......  i tuoi occhi sono da tigre

V - Mia madre dice che io sono una tigre e mia sorella una pantera nera!

M - hehe spero di incontrarti un giorno

V - Così, dove pensi che debbano andare a vivere gli Israeliani? Solo a Tel Aviv? O nemmeno a Tel Aviv? I dico: tutta la Palestina agli Ebrei... il resto del mondo ai Mussulmani! Che ne pensi?

M - perché dovebbero stare in Palestina, è nostra. merda là dentro adesso parliamo d'altro. hai MSN?

V - Peché dici che la Palestina è tua? Non l'hai mai vista!! E dove dovrebbero andare gli ebrei secondo te???

M - sì .. grazie a loro, io non ho potuto vedere il Paese non mi interessa dove loro devono andare, loro non si curano di noi. perché io dovrei curarmi di loro?

V - Spero tu stia scherzando, altrimenti sei uno stupido! In che modo credi si possa fare la pace? Molto spesso i fratelli litigano. E i litigi fra fratelli sono i peggiori. Ma è essenziale trovare la pace, per il bene di entrambi i fratelli. Ho visto il video di Hamas sul soldato rapito Gilad Shalit. Quel cartone animato è orribile! Cosa pensi di Hamas? Io credo che loro siano solo dei terroristi assassini. Quando noi Arabi andiamo in giro per il mondo, siamo spesso additati come criminali. Per colpa di Hamas, Hezbollah e di Al Qaeda. Non credi?
Piccolo monello svedese!
Cosa pensi dell'uguaglianza di diritti fra uomini e donne? E del matrimonio islamico? Cosa pensi della poligamia?
Io sono contro la poligamia. La poligamia è un retaggio del passato remoto. I soli paesi mussulmani civili sono quelli in cui la poligamia è vietata: la Tunisia (infatti è la mia seconda casa) e la Turchia.

M - perché sei sempre contro di me? Mi piace Hamas, perché dici che Hamas è assassina? Gli Israeliani fanno molto peggio di loro. possiamo parlare di qualcos'altro?

V - Ok, ma puoi ripondermi prima: cosa pensi dell'uguaglianza di diritti fra uomini e donne? E del matrimonio islamico? Cosa pensi della poligamia? Se non mi rispondi io non posso sapere come mi consideri. Potrebbe essere che mi consideri una puttana.

M - Non ho capito esattamente cosa intendi, ma ti dico una cosa! La Palestina è per i Palestinesi e basta. e tu sei una brava ragazza te lo prometto. e ora .. ti prego, parliamo di qualcos'altro ok  ?

V - Perché non mi rispondi: cosa pensi dell'uguaglianza di diritti fra uomini e donne? E del matrimonio islamico? Cosa pensi della poligamia?

M - entrambi, uomini e donne hanno diritti

V - Non sono una stupida, caro ragazzo! Questa non è una risposta! Io non posso immaginare di stare con un uomo che crede che le donne debbano obbedire agli uomini, con un uomo che crede di avere il diritto di sposare più donne! Questa è una questione chiave, e tu non puoi lasciarmi senza una risposta!     
Un giorno leggeremo che a Roma...
post pubblicato in diario, il 16 marzo 2010

venerdì 28 jumada l-akhira 1439 (venerdì 16 marzo 2018)


Roma, torna la violenza
Battaglia tra residenti e polizia
Protesta contro la nuova chiesa.
Scontri e tensione nel centro storico
L'inviato di Obama rimanda la visita

ROMA

Nella "Giornata della rabbia" proclamata da Hamas-Italia per protestare contro l’inaugurazione della chiesa "Rudere" a Roma est, numerosi scontri sono in corso nella città vecchia tra manifestanti e forze di sicurezza.
Due poliziotti sono rimasti feriti e numerosi manifestanti sono stati arrestati, secondo un portavoce delle forze di sicurezza.
La polizia ha dispiegato oltre 3.000 agenti a Roma est per far fronte a qualsiasi eventuale forma di violenza in occasione delle proteste, che puntano anche alla «difesa di Roma» dalla politica coloniale italiana. Nei giorni scorsi il governo ha annunciato un piano per la costruzione di 1.600 nuovi alloggi nella parte orientale della città, provocando la dura reazione di Stati Uniti e Unione europea.
La Lega Araba ha annunciato l’interruzione di qualsiasi negoziato diretto o indiretto con l'Italia, fino a quando la politica coloniale cattolica non sarà fermata del tutto. Nel campo profughi di Ponte Mammolo, i manifestanti hanno preso di mira i poliziotti che hanno risposto lanciando granate assordanti e sparando proiettili di gomma. Almeno un militante è stato arrestato dalle forze dell’ordine, che hanno momentaneamente ristabilito la calma dopo avere fatto irruzione nel campo. Scontri tra militanti e agenti proseguono invece a Monte Sacro, dove la polizia ha sparato alcuni colpi in aria per disperdere i manifestanti. Tafferugli anche nella zona della Nomentana nel settore orientale di Roma, a maggioranza araba.
Intanto l’inviato statunitense per il Medio Oriente Abdel Mitchell ha rimandato la prevista visita nella regione, dopo le polemiche scatenate dalla decisione italiana di autorizzare la costruzione dei nuovi alloggi a Roma Est: la visita rimarrà in sospeso fino a che l'Italia  non darà una risposta formale alle richieste di Washington.




Proteste contro i progetti di costruzione di 1.600 nuovi alloggi nel settore est della città e contro l'inaugurazione di un'imponente chiesa a ridosso della zona mussulmana.
Gravi scontri a Roma
nella "giornata della collera"

ROMA - Violenti scontri a Roma est tra centinaia di giovani  e le forze di sicurezza. I movimenti islamici, a cominciare da Hamas-Italia, hanno proclamato per oggi una "giornata della collera" contro il progetto di costruire almeno 1.600 nuovi alloggi nel settore orientale della città santa, progetti che hanno creato anche attriti con Washington. E prevedendo incidenti, la polizia e i servizi di emergenza hanno decretato la massima allerta.
A Roma sono stati schierati oltre 2.500 agenti in assetto antisommossa, più moltissimi soldati, e i valichi di transito con la Campania sono rimasti chiusi. Scontri si sono verificati questa mattina in varie zone della città. Nel campo profughi sulla Ponte Mammolo la polizia ha reagito alla sassaiola dei manifestanti sparando proiettili di gomma e granate stordenti. Nel quartiere Nomentano, area a maggioranza mussulmana, le forze di sicurezza hanno sparato alcuni colpi in aria per disperdere i manifestanti. Tafferugli anche nella zona di Monte Sacro.

Un dirigente del Movimento islamico in Italia, lo sceicco 'Abdel al Kamal, ha motivato la "giornata della collera" con l'inaugurazione, ieri nel rione cristiano del centro di Roma, di una maestosa chiesa che topograficamente disturba la vista del rione mussulmano confinante. Esiste il timore, ha aggiunto lo sceicco 'Abdel al Kamal, che questo evento preluda a un tentativo di creare una presenza permanente di cristiani nella zona mussulmana.

Di conseguenza il Movimento islamico ha organizzato dei convogli per portare gruppi di fedeli da tutta la Penisola alla zona mussulmana di Roma. Ma a quanto pare alcuni autobus diretti a Roma sono stati fermati in Toscana dalla polizia iitaliana e costretti a ritornare indietro.

Ieri, nel tentativo di placare i timori islamici, il Papa aveva negato l'esistenza di progetti concreti di edificare una chiesa nei pressi della Zona Islamica di Roma. Ma le sue parole, a quanto pare, non hanno convinto la popolazione mussulmana che è preoccupata anche da altre iniziative italiane. Fra queste l'inclusione di due luoghi di preghiera storicamente islamici, nei siti del patrimonio culturale e religioso cristiano da preservare. In entrambi i casi per i musulmani si tratta di moschee a tutti gli effetti.

(28 jumada l-akhira 1439  - 16 marzo 2018)


I LETTORI SI CHIEDERANNO
COME MAI IO ABBIA PUBBLICATO
UN FATTO COSI' STRANO.
L
A SPIEGAZIONE E' QUI:
memri
Ragazze musulmane al mare?
post pubblicato in archivio, il 8 marzo 2010
Ogni tanto faccio delle ricerche su temi di costume nel web in lingua araba. A tale scopo mi servo del traduttore automatico di google perché non conosco l'Arabo.

Oggi, col freddo che fa e stanco del pallore invernale, ero alla ricerca di un po' di mare abbordabile per programmare un week-end non appena esce un raggio di sole, quando mi viene l'idea: ma come si comportano a mare gli Arabi?

Così ho tradotto alcune parole chiave e ho trovato un po' di cose interessanti. Prima fra tutte, è la demonizzazione del bikini che la stampa araba sta attuando a tappeto, prendendo spunto dai discutibilissimi risultati di una ricerca condotta presso l'Università di Princeton dall'equipe di Susan Fisk

Così se in google si mette la chiave "donna bikini" in Arabo, si trova una caterva di articoli che parlano tutti di quella stessa ricerca, la quale a dir loro fornirebbe così le basi scientifiche alla "sana abitudine" di cancellare totalmente dalla vista il corpo femminile!
(vedi: arabic CNN Delta Schools Bokra  Al-Khayma  ecc.)


Se poi cerchiamo "donne in spiaggia", c'è davvero poco da scegliere: si trovano unicamente citazioni dello stesso versetto del Corano.
(vedi: Islam.on.line XN  Fatakat)

Vi si afferma che coprire il volto è un bene perché esso scatena tentazione e desiderio. E la domanda che si pone è sempre la stessa: "è consentito a una ragazza di scoprire le sue braccia e le sue gambe mentre è sulla riva del mare?" 

La risposta è unica: la donna può scoprire solo con molta moderazione i propri "ornamenti", ma esclusivamente in assenza di persone che non rientrino nella categoria dei "mahram", ossia di quelli che non possono nutrire desideri sessuali illeciti nei loro confronti (mariti, padri, fratelli ecc.. Vedi qui sotto)

Nur versetto 31: E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare.

Il bello è fare la ricerca per immagini con la stessa frase. Provare per credere!






Se poi al posto di "donne in spiaggia" inserisco come chiave di ricerca immagini "ragazze in spiaggia" trovo nel sito di Al-Quds la foto di ragazze in bikini su di una spiaggia libanese, dal titolo: LIBANESI GODONO SULLA SPIAGGIA. Poi l'articolo continua così: "Il libano può godere di una sfilata di moda sulla spiaggia, in una località balneare vicina alla città archeologica di Byblos."
 


 
Inutile dire che segue una sfilza infinita di commenti, tutti rigorosamente maschili, in cui si alterna l'odio verso gli Ebrei che seminano questo genere di schifezze, con le maledizioni a quell'immagine definita "avidamente lussuriosa", oppure che dà "l'idea di bestie al bagno"... Poi c'è chi protesta che così non si va da nessuna parte e che i problemi sono la liberazione della Palestina e non le ragazze "nude" in spiaggia.

Uno osserva:
"Vi sembra questa una cosa interessante da commentare, per amor di Dio!
Cosa c'è di sbagliato negli Arabi? Se si fosse trattato di un fatto storico, politico, o di un articolo scientifico no ci sarebbero stati tanti commenti!
Quando invece l'argomento è irrisorio e stupido, tutti hanno qualcosa da dire!
Foto di spiaggia, matrimoni, fatwa sessuale, roba civile, critica alle altre religioni attirano un sacco di ragazzi!
Se vogliamo un cambiamento dobbiamo tralasciare le cose futili e interessarci alle cose reali!
Non si andrà da nessuna parte con la mentalità che hanno gli Arabi e le loro priorità.
Vergogna!"


Poi c'è un altro che fa:
"Sai che il mare si arrabbia quando uomini e donne si mescolano nella loro nuda vergogna. Allora come vuole questa nazione una vittoria contro gli Ebrei?"

Insomma in Arabo "ragazze in spiaggia", quando non è pruderie, significa perdizione, guerra, maledizione divina.




Alla stessa voce, un'altra immagine ritrae tre ragazzini che trascinano verso l'acqua altrettante pecore. La didascalia dice: "violentate tre ragazze."
 
 


 


"Le donne a Gaza non trovano niente di male ad andare a mare. Ma mantenendo il vestiario islamico", si legge su Hejabweb.
 



"Mentre in Francia il velo viene vietato, le coste di Gaza vantano migliaia di donne al bagno vestite accuratamente secondo i dettami dell'islam con hijab, niquab, jilbab. Queste donne non trovano nulla di male a starsene sedute in spiaggia a Gaza a preparare i pasti per i loro figli, o a scendere un po' in acqua e nuotare per hobby anche se per pochi metri perché le donne di Gaza non hanno ancora una formazione adeguata in questa specialità. L'inquinamento del mare non ferma le migliaia di famiglie che sfuggono al caldo torrido di questi giorni."

E conclude così: "La madre di Ahmed crede che le ragazze giovani pensano troppo a godersi la vita allontanandosi  dalle buone abitudini e dalla fedeltà ai costumi e alle sane abitudini, e condanna ciò che avviene su altre spiagge. Dice: 'Non vorrei mai vedere una donna mezza nuda sul litorale di Gaza, questo sarebbe distruttivo per la società, e possono farlo solo le bambine di età inferiore a dieci anni.'




Poi c'è questa foto con la didascalia: "le figlie d'Israele in costume da bagno sulla spiaggia".
 

 



Infine, una vignetta dall'alto contenuto morale










La didascalia dice: "Queste immagini mostrano quanto rischiano le ragazze a fare certe cose, e cosa può accadere a chi le ragazze non le rispetta e non le considera come sorelle!
 
 

72 ragazze per me posson bastareeee...
post pubblicato in diario, il 20 febbraio 2010
Svizzera, un turco tra i promotori del referendum contro i minareti
post pubblicato in diario, il 10 dicembre 2009

Ankara, 9 dicembre 2009 - Ma chi ha proposto un referendum sul divieto di costruire minareti in Svizzera? La domanda in tono ironico se la pone il sito del quotidiano turco Hurriyet, che svela così lo scoop di un altro quotidiano turco. Il Milliyet ha infatti rivelato che tra gli ideatori del controverso referendum del 29 novembre c’è un cittadino turco.


Si tratta di Soli Pardo, ex leader del nazionalista Partito svizzero del Popolo (Svp) per il cantone di Ginevra e membro del Comitato che ha promosso il referendum. Pardo, di madre svizzera e padre turco e musulmano, è nato a Smirne, nel sud della Turchia, da dove è emigrato all’età di 5 anni.


Pur essendo tra gli ideatori del referendum in cui hanno vinto i ‘no' alla costruzione di nuovi minareti in Svizzera, Pardo si è detto "amico dei turchi", ha assicurato di "non avere nulla contro i musulmani" e di "non accettare l’islamofobia in Svizzera".


La notizia delle origini turche di Pardo è rimbalzata oggi su tutti i media della Turchia, paese che ha assunto posizioni di condanna nette contro il referendum, arrivando a chiedere, per bocca del capo negoziatore con l’Ue, Egemen Bagis, il boicottaggio delle banche svizzere da parte dei musulmani di tutto il mondo.


"Non abbiamo nulla contro le moschee - si è difeso Pardo - ma solo contro minareti alti cinque o sei metri".

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/esteri/2009/12/09/269560-svizzera_turco_promotori_referendum_contro_minareti.shtml

Le Italiane non sono puttane !
post pubblicato in diario, il 16 novembre 2009
Anche i peggiori boss, quando sono a quattr'occhi fra di loro, si lasciano andare a confidenze intime. Io me li vedo, Silvio e Vladimir, completamente sbronzi che fanno a gara a chi ha le donnine più zoccole.

Il primo, scolando l'ennesimo bicchiere, biascica che tutte le Italiane sono più belle che intelligenti, non solo Rosy Bindi, e che questo è un bene perché lui è allergico all'intelligenza che gli inibisce il sesso.



Vladimir di rimando se la ride e fa con aria di mistero: «Si vede che non hai mai provato la specialità delle labbra carnose delle ragazze di Ekaterinburg...»

A quel punto Silvio indispettito risponde: «Guarda che per quello, in Italia siamo diventati famosi nel mondo: un tempo erano le Bolognesi, ma io ho scoperto che a sud c'è ancora di meglio. E se fai il bravo ti faccio conoscere salernitane tutto pepe...»

Ecco, immagino così un dopo-cena tipico alla reggia putiniana di Valdai: due adolescenti molto avanti con gli anni che fanno a gara a chi ce le ha più troie; passatempo assai comune nei bassifondi dei paesi neolatini ed est europei.

Quando Silvio Berlusconi ha provato a fare altrettanto con Muammar Gheddafi, è rimasto di stucco poiché in cambio ha ricevuto solo un sorrisino sornione accompagnato da un lungo silenzio imbarazzante, rotto solo dall'arrivo in tavola di un gigantesco ananas.



In compenso quella notte gli è stata recapitata nel letto una bellissima ragazza alta e bruna, con il viso da bambola e la pelle olivastra. Dimostrava sì e no i diciott'anni che dichiarava e sembrava la regina di Saba da bambina.

«Sei Tripolina?» s'informò Silvio, convinto fosse un'africana purosangue. Ma lei lo lasciò di stucco: «Sono di Arcore, signore -rispose con marcatissimo accento lombardo- sono la figlia della signora Rosina, quella di via Roma»



Da quella notte, sono passati mesi e mesi, ma Gheddafi se l'è legata al dito. Così ieri per la sua partecipazione al vertice FAO a Roma, il terrorista libico ha provato a inscenare la più grande umiliazione internazionale delle donne italiane di questo secolo: per appena 50 euro a testa, ha assoldato 500 donnine che facessero da uditorio alle sue farneticazioni e ai suoi inviti alla conversione all'islam.

Le ha volute bellissime e alte da far girare la testa, ma stupide e ignoranti, al punto da accettare una simile proposta indecente. Dovevano essere 500, le escort di Gheddafi, ma alla fine ne erano presenti solo 200.

Nel gergo calcistico diremmo che ci siamo salvati in corner.

Care donne e uomini italiani, adesso è il caso di far sentire la nostra indignazione forte e chiara.
I passi da gigante della Turchia, tutti in retromarcia!
post pubblicato in diario, il 10 novembre 2009
La Turchia, quella invasa dai turisti, e che sembrava già in Europa da sempre. La Turchia, quella laica e repubblicana, quella che fra un colpo di stato e l'altro cercava di costruire una democrazia e di salvaguardare il suo ruolo centrale fra Oriente e Occidente. Questa, era la Turchia di ieri.

La Turchia di oggi è tutta un rifiorire di elegantissimi esarp variopinti...



La Turchia di oggi è la riscoperta del Corano, è la fratellanza con gli altri musulmani, è il ritorno delle vecchie usanze. La Turchia di oggi è l'escalation spaventosa della violenza sulle donne.

Le donne uccise in Turchia dal gennaio 2002 al luglio 2009:

ANNO
DONNE UCCISE
 200266
 200383
 2004 164
 2005 317
 2006 663
 20071011
 2008 806
 2009
(fino a luglio)
 953

(dati forniti dal ministro della Giustizia in risposta a un’interrogazione parlamentare della deputata Fatma Kurtulan del partito per una Società democratica)



Le stime per l'intero anno 2009 sono 1630 circa. Quasi 5 donne al giorno.

E' un dato molto allarmante, come sono allarmanti gli stretti legami che Erdogan sta stringendo con i peggiori regimi, quali l'Iran, la Russia, ecc.. Ma a quanto pare tutto ciò non ostacola minimamente i progetti di cooperazione economica con l'UE.


Palestifrenìa
post pubblicato in diario, il 7 novembre 2009
Non di rado capita che gli psichiatri siano matti, anche più dei loro stessi pazienti. Se poi il dottore in questione soffre di palestifrenìa, il rischio raddoppia.

La palestifrenìa è una forma di schizofrenia, diffusa in tutto il mondo. Chi ne è affetto soffre di un grave sdoppiamento della personalità: all'esterno c'è il brav'uomo di tutti i giorni, apparentemente normale e integrato nella società;  dentro alla testa, invece, c'è  uno strano mister Hide che ripete con la sua voce minacciosa per tutto il giorno e per tutta la notte "Palestina Libera, Palestina Libera!"



L'individuo in questione, ovunque sia nato e ovunque viva, è ossessionato dal pensiero di essere stato defraudato del desiderio cui è più affezionato: la "Palestina" liberata da sionisti.

Se è cristiano, sogna una nuova crociata che cancelli i perfidi giudei. Se è ebreo, passa la vita in giro per il mondo
ad autoflagellarsi e a dire che lui non è come gli altri, e che sarebbe contento di vedere abbattutti tutti i muri, anche il Muro del Pianto.



Se il malato in questione è  infine musulmano, dedica la giornata a pregare Allah affinché cancelli l'entità sionista e restituisca quella terra occupata ai legittimi proprietari arabi che l'abitavano fin dal lontano Giurassico.



Fintanto che il soggetto in esame è disarmato, il pericolo per la comunità che lo circonda è contenuto: al massimo potrà infettare qualcun altro psichicamente debole.


Purtroppo però il palestifrenico musulmano prova sempre un'attrazione irresistibile per armi ed esplosivi e non di rado tende ad arruolarsi nelle Forze Armate del suo paese, pur di avere accesso a quella che per lui è una vera cuccagna.



In quel caso la tragedia è inevitabile.



Il caso finito in cronaca ieri è quello di Nidal Malik Hasan, psichiatra militare americano di 39 anni. La sua palestifrenìa (di cui si ha prova dai documenti sui cui lui dichiara di essere di nazionalità "palestinese" sebbene sia statunitense) l'ha spinto a compiere l'ennesima strage di innocenti al grido di Allah Akbar.


Fra qualche giorno sarebbe dovuto partire per l'Iraq ed, essendo lui musulmano, l'idea di poter uccidere degli altri musulmani non gli andava a genio.

E già, perché quando si è in guerra nessuno dà importanza alla religione del nemico. Solo i cittadini musulmani dei paesi occidentali fanno questo distinguo: io altri musulmani non li ammazzo, neanche se stessero per spazzar via il mio paese. Piuttosto ammazzo i miei concittadini infedeli!


Il caso di Hassan è stato accostato a quello di un altro soldato, Hasan Akbar. Californiano convertito all’Islam, entra nell’esercito e fa parte del contingente americano schierato in Kuwait. Nel marzo 2003 uccide due commilitoni. Il racconto che emerge da una sorta di diario e dalle testimonianze della madre parla di «discriminazione». Inoltre Akbar non era disposto a sparare su altri musulmani ma temeva, in quanto soldato, di essere costretto a farlo. Il presunto movente personale di Malik Hassan non esclude però altre ipotesi. L’Fbi vuole accertare se dietro la sparatoria non ci siano anche motivazioni politiche. La crisi interiore – in base ad uno scenario disegnato da alcuni osservatori – può essersi saldata con un’opposizione portata agli estremi nei confronti della guerra. Una pista rafforzata dai testi lasciati su un blog che potrebbero essere stati scritti proprio dall’assassino circa sei mesi fa. In un messaggio l’autore fa un elogio degli attentatori suicidi. Una traccia interessante che viene studiata in queste ore dall’investigatori federali.

http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_06/profilo-killer-fort-hood-guido-olimpio_175f1b8e-ca9e-11de-89f9-00144f02aabc.shtml
A Cambridge vanno in scena i fantasmi
post pubblicato in diario, il 2 novembre 2009
A Cambridge vige la discriminazione sessuale al contrario: se si è donne laurearsi diventa facilissimo, basta pagare una piccola sommetta alla più secchiona delle secchione e questa si presenterà al posto vostro a tutti gli esami indossando il burqa. Ovviamente voi dovrete essere studentesse islamiche o spacciarvi per tali.





01. nov. - Se per l'Europa si aggira lo spettro dell'Islam integralista, a esorcizzarlo, a sorpresa, ci pensa l'universita' inglese di Cambridge. Mentre nel Vecchio continente ormai multietnico, e anche in Italia, opinioni pubbliche oltre a governi e parlamenti si avvitano sul dilemma se proibire o no il velo prescritto per le donne islamiche, l'antica universita' britannica, arca e simbolo di eccellenza accademica, di prestigio e tradizione, ha deciso che le sue studentesse musulmane potranno indossare il velo e persino il burqa integrale sotto la feluca durante le cerimonie formali di consegna delle lauree.
La revisione del rigido regolamento sull'abbigliamento dell'ateneo nelle occasioni formali, di cui parla la stampa britannica online, e' stata ufficializzata oggi da un portavoce della Cambridge University, che sul Daily Express dichiara: ''Diamo il permesso di indossare il burqa integrale se la studentessa l'ha indossato quotidianamente'', facendo capire di aver di fatto gia' ''sdoganato'' il velo integrale. Solo una raccomandazione: che sia scuro, consono al decoro richiesto dall'occasione solenne.
Ma in gioco non c'e' solo la tradizione: la decisione di Cambridge arriva solo pochi giorni dopo che, sempre in Inghilterra, il Burnley College, nel Lancaschire, ha imposto fra le polemiche a una studentessa di togliersi il burqa. E arriva nel pieno del dibattito sulla proibizione o meno del velo alle donne, un confronto fra l'esigenza di tutelare la dignita' della donna e quella di non intaccare la fondamentale liberta' religiosa dell'Occidente. Oppure fra un laicita' di stato inteso come ''laissez-faire'' anche in tema religioso e uno inteso come tutela del cittadino dalle imposizioni e dalla forza evocativa dei simboli religiosi.
La Francia, pioniere in questo campo, ha abbracciato la seconda accezione di laicita': li' il velo in tutte le forme e' proibito per legge dello stato dal 2005 nelle scuole e lo scorso giugno il parlamento ha messo in cantiere un progetto di legge per vietare il velo integrale (burqa o niqab) in pubblico.
Il burqa, disse allora il presidente Nicolas Sarkozy, umilia le donne nella loro dignita', e si attiro' gli strali di al Qaida, che ha minacciato ritorsioni Oltralpe. In Italia la Lega ha di recente depositato una proposta di legge per vietare il burqa sulla base del principio della identificabilita' delle persone. Nel resto del continente le decisioni in materia finora le hanno prese singoli enti o le corti di giustizia, rinfocolando la discussione ogni volta che una scuola, un'universita' o una azienda proibisce l'accesso a una donna velata o coperta da burqa o un'authority annulla una decisione in tal senso.
Dibattito che paradossalmente arriva rovesciato in un Paese a grande maggioranza musulmana come l'Egitto, dove il grande imam del faro dell'Islam sunnita, l'universita' al Azhar del Cairo, ha intimato di recente alle ragazze di non indossare il naqib in aula con la motivazione di si tratta di ''un'abitudine che non ha nulla a che fare con la religione'' L'agenda francese in materia raccoglie il consenso anche dall'altra parte della Manica, con una una comunita' musulmana di 2,4 milioni di persone, dove un sondaggio rivela che il 98% dei britannici sarebbe favorevole a vietare il velo integrale in pubblico. In completa controtendenza, dunque, la decisione di Cambridge, che raccoglie subito il plauso dei musulmani del Paese: ''E' stata una decisione assennata...credo sia stata la cosa giusta da fare e spero che altri faranno altrettanto'', ha dichiarato sul Telegraph Ahsan Mohammed, presidente della moschea di Newmarket.

http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/17855-gb-islam-cambridge-dice-si-al-burqa-per-la-la.html
Il regime misogino dei mullah ha impiccato la donna più povera e più sola dell'Iran
post pubblicato in diario, il 23 ottobre 2009


Domenica scorsa, la sala delle impiccagioni di Evin a Teheran ha ospitato e ha accolto tra la sua fune la donna più sola e più povera del paese. La donna si chiamava Soheila Ghadiri, 28 anni che per "amore" aveva ucciso il suo figlio di appena 5 giorni. Soheila era arrivata a Teheran dal Kurdistan quando aveva appena solo 18 anni. Era una ragazza semplice della campagna. Era sola e non aveva nessuno e passava le sue giornate tra i parchi e zone appartate di Teheran mendicando e prostituendosi. Ha passato molti anni dormendo nel caldo e nel freddo della città nei parchi e nei palazzi abbandonati. Era caduta molte volte tra le btaccia di coloro che la volevano per quei pochi minuti e basta. Soheila non aveva mai provato amore e accarrezze. Aveva subito solo violenze e attenzioni sessuali delgi uomini che l'abbandonavano a volte nemmeno pagando il prezzo della prestazione! Soheila non aveva mai visto il calore e la protezione di una casa propria. Soheila non aveva vista e provato il piacere di preparare un minestrone caldo quando il gelo di Teheran arrivava sotto lo zero. Soheila non aveva mai provato il piacere di sentire la parola " augrui, buon compleanno"! Soheila non aveva provato mai la soddisfazione di avere un vestito nuovo. Soheila non aveva mai provato il piacere di avere una accarrezza oppure una parola di dolcezza quando nel suo grembo cresceva una creatura, frutto di una delle tante violenze sessuali subite nelle sue notti di solitudine. Soheila viveva nell'incubo del futuro del suo figlio. Soheila non voleva consegnare alla società una creatura che finisse come lei nella più sperduta zona della società iraniana. Dove, nel nord di Teheran i cani randaggi sono più sazzi dei bambini che popolano la zona sud della città. Le uniche accarezze ricevute da Soheila provenivano dagli uomini poveri o ricchi che l'avrebbero abbandonato subito dopo la fine del rapporto. Soheila era arrivata a Teheran per costituirsi una vita migliore. Il frutto di questa vita fu un bambino che, Soheila, come aveva molte volte gridato in tribunale, amava e non voleva che diventasse come lei un oggetto di piacere oppure un uomo vagabondo. Per amore, dopo 5 giorni dal parto, soheila uccide il suo " amore" e chiama la poliza dicendo di aver sgozzaato il figlio. Durante il processo Soheila aveva gridato che ha "ucciso il figlio solo per amore e basta". Ma il regime misogino dei mullah ha voluto vendicarsi di Lei perchè si era macchiata del sangue di un "maschio". Nella maligna legislatura del regime fondamentalista iraniana se "un padre uccide la figlia" può essere perdonato e liberato. Ma se una donna per qualsiasi motivo uccide il figlio deve passare gli ultimi secondi della sua vita nella " stanza della morte del carcere di Evin" accompagnato da una fune che la accompagnerà fino al di la! Questo è la giustizia di un regime che discrimina le donne e riconosce molteplici diritti al genere maschile.

Soheila non aveva un avvocato del taglio del premio Nobel che la difendesse e la scagionasse dalla terribile accusa di essere assassina del figlio. Soheila, povera, prostituta e minorata mentale aveva solo alcuni metri di fune che la attendeva nella stanza della morte per liberarla da questo regime misogino e fondamentalista che ha speso miliardi di dollari per costituire la sua bomba atomica islamica e per finanziare i gruppi terroristici del mezzo mondo.
Le nostre più sentite conoglianze a tutte le donne e mamme del mondo.
Cara mia sorella Soheila sei e rimani nei nostri cuori!
Nell'Iran di domani ci ricorderemo di te come la mamma più bella del mondo.

Karimi Davood - http://irandemocraticoweb.blogspot.com/
Don't Cry Maria, We'll Defeat Sharia!
post pubblicato in diario, il 28 settembre 2009
The first light of the rising sun
Is pouring honey on your skin.
The alarm ringing on my bedside
Makes me strong like a Lion King.

Don't care, baby, of the threatening sword
Bloody hanging above our heads
Don't be scared by this sad cruel world
We'll defeat it and and go straight ahead!

Oh...

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't cry, Maria
We shall overcome

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't be afraid Maria
We shall overcome

Downtown walking in the street
I feel the blues dropping down on me
The newsstand's howl on big full sheets
Showing women like slaughtered meat

Butched by her father
Slaied by her brothers
Strangled by her husband
Whipped by the law

Oppressed by her mother
Mutilated by her grandma
Ignored by her neighbors
Stoned by the crowd

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't cry, Maria
We shall overcome

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't be afraid Maria
We shall overcome

Una canzone free share da musicare a piacere e magari mettere in Youtube.
Ben vengano tutte le versioni rock, blues, country, folk ecc...
NAKED AGAINST SHARIA
post pubblicato in diario, il 25 settembre 2009
Pippi Calzelunghe è stata un mito per noi cinquantenni.

Quella ragazzina forte da riuscire a sollevare un'auto con una mano, libera, scaltra, disinibita e allo stesso tempo sensibile e dolce, sempre pronta a intervenire in difesa dei più deboli, ha suscitato l'ammirazione di noi maschietti ed è stata un ottimo esempio per un gran numero di bambine. Non è un caso che anche qui in Italia molte delle sue coetanee fossero soprannominate Pippi, dagli amici o dagli stessi genitori.



E neanche è un caso che quell'esempio di "donna liberata" venisse da un paese come la Svezia, dove la parità fra uomini e donne già era una realtà consolidata, e dove il sesso non era né tabù né arma per fare carriera.



Considero Pippi Calzelunghe mia stretta coetanea, essendo nato pochi giorni dopo di Inger Nillson. Presbiopia, calvizie e acciacchi a parte, non credo di essere molto cambiato dentro, rispetto a quel bambino che guardava Pippi alla TV. Senza dubbio è cambiato di molto il mondo che mi circonda: l'Italia di oggi è irriconoscibile, così come irriconoscibile
è diventata anche la Svezia.

Qual paese incantato di visi-pallidi che si rotolavano nudi nella neve allegramente, quel paese dove i bambini avevano spazi bellissimi per giochi fantasiosi, dove si praticava l'abbraccio universale, la carezza contro la malinconia e la solitudine, il contatto fisico contro la violenza... anche quel paese oggi è irriconoscibile. La sua accoglienza, il suo candore e la sua disponibilità gli si sono ritorte contro.

La libertà diventa un ricordo del passato. Le donne evitano abiti "troppo succinti" come se fossero non più a casa propria ma a Islamabad. Si coprono e d'estate evitano perfino il topless per non infastidire i nuovi venuti. In alcuni centri urbani, durante il ramadan è vietato mangiare per strada, mentre interi quatrieri vengono messi a soqquadro da chi vuole tutto e subito.



"«Vogliamo tutto e subito». In questo slogan si può riassumere la protesta che da alcune settimane si è scatenata in Svezia sotto forma di centinaia di auto incendiate, centri sociali devastati, agenti di polizia feriti e vigili del fuoco fatti segno di sassaiole violente durante l´opera di spegnimento. Autori delle violenze collettive sono i giovani immigrati - o figli di immigrati - che stanno trasformando le periferie delle maggiori città svedesi in campi di battaglia che ricordano i furiosi scontri nelle banlieue parigine. Ma chi sono, dunque, questi giovani e che cosa vogliono? La risposta è contenuta nella frase riportata all´inizio.
Vogliono tutto, cioè ottenere gli stessi beni e privilegi di cui godono gli svedesi senza tener conto del fatto che case, automobili, imbarcazioni ed altri "status symbol" sono il frutto di intere vite di lavoro, talvolta nell´arco di più generazioni.
Difficile cercare motivazioni nei loro gesti. Basta interrogarli per capirlo. Alla domanda che cosa volete, rispondono: «Voglio guidare una Saab turbo ed abitare in una bella villa». Quasi tutti sono senza lavoro e difficilmente lo troveranno visto che hanno abbandonato la scuola dopo la quinta elementare. E se chiedete loro che cosa sanno fare, vi rispondono: «Sono un cannone ai videogiochi, a scuola invece non ci si divertiva». E questo è il guaio maggiore per questo gruppo di giovani che stenta ad orientarsi in una società altamente tecnologica. Sono pochi i giovani immigrati che finiscono la scuola dell´obbligo con una media che consenta loro di accedere al liceo. Non frequentano corsi di addestramento al lavoro e si rifiutano di lavorare da apprendisti. Ad un certo punto spariscono, ingoiati da quella malavita sommersa che fa di loro degli individui asociali a vita. Le "bande" che stanno mettendo a ferro e fuoco le città svedesi sono composte da giovani fra i 16 e i 23 anni. La loro ira si sfoga con aggressioni agli agenti di polizia, sia con pietre, sia con insulti feroci marcati di maschilismo islamico alla volta delle poliziotte che vengono chiamate «prostitute in divisa» e anche peggio. Ieri è stata data alle fiamme, a Helsingborg, una schiera di case, lasciando senza tetto quattordici famiglie. Eppure le famiglie di questi ragazzi vivono nei quartieri periferici di Stoccolma, Goteborg, Malmö, Uppsala che difficilmente si possono chiamare "ghetti" essendo formati da appartamenti moderni, dotati di ogni conforto. E i sussidi che questi individui ricevono sono pari alla paga media di un operaio. Ma loro vogliono ben altro. Vogliono tutto subito. E se non l´ottengono, appiccano il fuoco."
(fonte: l'Avvenire)




La Svezia rischia di diventare troppo diversa da se stessa, e chissà se un giorno  non imporrà perfino il velo a Pippi Calzelunghe!

E' dovere di ognuno di noi combattere contro questa nuova follia che pretende d'instaurare un regime planetario disumano, in cui le donne sono creature inferiori e gli uomini sono costretti a una vita prettamente maschile, in cui l'unico contatto con l'altro sesso è finalizzato solo al coito e alla riproduzione. Perfino le donne dei paesi islamici lottano contro le imposizioni della sharia (vedi:
http://www.abc.net.au/news/stories/2009/08/03/2644541.htm) mentre qui in Europa si tende a uniformarsi ad essa.

L'Italia è ancora in tempo per reagire. Ma reagire non vuol dire rigettare in mare gli immigrati musulmani o maltrattarli, sia ben chiaro!!

Reagire significa dare una spinta vitale alla nostra esistenza, non accettare con passività che gli spazi di libertà vadano a restingersi giorno dopo giorno.

Riprendiamoci la nostra vita, riallacciamo il filo che s'era interrotto e andiamo avanti verso nuove conquiste!!

A tale scopo l'estate 2010 vedrà la nascita di una nuova tendenza, chiamata
NAKED AGAINST SHARIA.

L'idea consiste nel praticare il nudismo ogniqualvolta l'essere vestiti è inutile o fastidioso: a mare, in montagna, nei pic-nic, nelle giornate di gran caldo ecc.

Diffondiamo questa usanza, cambiamo i nostri costumi in direzione opposta a ciò che vorrebbe imporci la legge islamica. Combattiamo la guerra di civiltà con armi non-violente.




Il nudo in spiaggia è osceno solo per due italiani su dieci

II nudo in spiaggia osceno? Macchè, per 8 italiani su 10 è assolutamente naturale e sarebbe opportuno che ai patiti della tintarella integrale fossero riservati più spazi. È quanto emerge da un'indagine condotta dalla rivista “Focus”. Il 58,72% degli intervistati si dichiara d'accordo a prendere il sole senza costume in una spiaggia ove fosse consentito farlo, ben il 69,14% si metterebbe nudo se tutti lo fossero e il 58,82% ha affermato di aver fatto il bagno nudo almeno una volta, ovviamente non nella vasca da bagno di casa. Soltanto il 29,33 % delle persone che hanno risposto al sondaggio considera il nudo in spiaggia un fatto erotico mentre il 39,39% si dichiara indifferente e il 31,28 % nega qualsiasi collegamento tra l'erotismo e il prendere il sole completamente nudi. «I risultati di questa ricerca – afferma Simona Carletti, della Federazione naturista italiana (Fenait) – confermano ancora una volta come in Italia il nudo integrale sulle spiagge o negli spazi a ciò destinati (campeggi o altre strutture) sia ormai accettato dalla stragrande maggioranza degli italiani, così come avviene da tempo in tutta Europa e in molti stati del mondo. Chiediamo quindi – prosegue Carletti – che il Parlamento voti al più presto una legge che regolamenti il naturismo anche nel nostro Paese, evitando che italiani e stranieri siano continuamente alle prese con denunce penali e con maxi-multe, pari a 516 euro, stabilite per chi prende il sole nudo da molti amministratori locali bigotti».



La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ripetutamente stabilito che ‘il nudo integrale –considerando il sentimento medio della comunità ed i valori della coscienza sociale e le reazioni dell’uomo medio normale– (…) [può] essere (…) espressione della libertà individuale o derivare da convinzioni salutiste o da un costume particolarmente disinibito. Esso, se praticato in una spiaggia appartata, frequentata da soli naturisti, è penalmente irrilevante’; e che ‘non può considerarsi indecente la nudità integrale (…) di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata’: tale comportamento non costituisce quindi ‘atto contrario alla pubblica decenza’ ai sensi dell’articolo 726 del codice penale (così Cass. pen., III sez., n.8959, 3 luglio1997 e n.3557, 16 febbraio 2000). La punibilità penale della pratica del naturismo non è in linea con i principi di un moderno diritto penale del fatto: manca quella offensività del bene giuridico tutelato, caposaldo di un sistema penale garantista e liberale.
http://blog.libero.it/psifor/commenti.php?msgid=7493613&id=33336#comments
Iran
post pubblicato in diario, il 21 maggio 2009


L'Italia è in ottimi rapporti commerciali con l'Iran



L'Iran è un nostro partner privilegiato in Medio Oriente




L'Iran è un Paese progredito che ha tutto il diritto di sviluppare le tecnologie di cui ha bisogno




Il governo iraniano sostiene lo sviluppo e la pace




In Iran i diritti delle minoranze sono  tutelati




La Repubblica islamica dell'Iran dà molto spazio ai giovani




Le donne in Iran godono di maggiori diritti che in molti altri paesi islamici




In Iran è molto viva la partecipazione popolare alla vita politica




L'altro giorno il ministro degli esteri italiano Frattini non è riuscito ad andare in Iran per uno spiacevole contrattempo. Il presidente Ahmadinejad accetterà di buon grado le sue scuse.

Aspiranti "martiri"
post pubblicato in diario, il 3 aprile 2009

 MOSCHEA SAN MARCELLINO: INQUIETANTI RETROSCENA SU TIFO PER MARTIRIO

CASERTA - Restano tarati sul livello d'allarme i sensori dell'antiterrorismo in Italia. Questa volta la rete della Polizia è stata tirata su un gruppo di magrebini residenti in varie città che inneggiavano al martirio per la causa islamica e auspicavano un seguito agli attentati dell'11 settembre. Sono 26 gli indagati per associazione a delinquere con finalità di terrorismo, quasi tutti algerini. Si tratta di immigrati regolari, in gran parte operai, che avrebbero tenuto collegamenti con associazioni islamiche integraliste. L'operazione, condotta dalla polizia di prevenzione(Ucigos) e coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia, ha avuto per epicentro Vicenza, dove sono state eseguite 8 perquisizioni, per altrettanti indagati, 7 algerini e un nigeriano. Uno di essi era stato già coinvolto a Vicenza nell'inchiesta su un gruppo Salafita, vicino ad Al Qaida, che nel 2006 aveva portato a 5 arresti. Persone poi assolte nel processo. Nel mirino dei magistrati sono finiti anche due imam, uno attivo nel casertano, il secondo presso la moschea di Via dei Mille a Vicenza. Quest'ultimo, uno yemenita, è in realtà un predicatore itinerante, chiamato di volta in volta dalle comunità islamiche presenti sul territorio italiano. Sarebbe conosciuto come un integralista, che chiede il rispetto totale delle regole del Corano; fra queste, l'obbligo di dare assistenza e ospitalità ai confratelli. Proprio il supporto logistico in favore dei clandestini provenienti dal Maghreb è uno dei punti cardine dell'inchiesta, che ha portato a perquisizioni in sei regioni, nelle province di Vicenza, Venezia, Padova, Brescia, Firenze, Caserta, Como, Cuneo e Trento. Un'indagine "preventiva" - viene sottolineato negli ambienti dell'antiterrorismo - scattata non sulla base di prove riguardanti progetti di attentati o azioni dimostrative, ma per disarticolare una rete che dava assistenza e supporto logistico a clandestini che potevano così spostarsi in vari Paesi d'Europa. Una base di questa rete, secondo l'accusa, gravitava attorno all'imam della moschea di San Marcellino, nel casertano. Agli immigrati venivano offerti ospitalità, assistenza economica e documenti contraffati per restare sul territorio nazionale ed anche per spostarsi agevolmente in area Schengen. Agli indagati è infatti contestata anche l'associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina. Le perquisizioni, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno portato al sequestro di molto materiale cartaceo e di un personal computer (nella casa di un indagato a Padova), che ora dovranno essere analizzati. Gli indagati, da quanto si è appreso, definivano gli attentati dell'11 settembre 2001 una "prova" della grandezza dell'Islam e il "martirio" un modello di lotta, la strada da seguire nel conflitto islam-occidente. Le indagini della Questura di Venezia, sviluppate capillarmente anche in ambito internazionale, hanno documentato il notevole fanatismo ideologico-religioso di alcuni degli indagati, che auspicavano non solo la caduta dell'attuale Governo algerino, ma erano anche animati da profondo rancore nel confronti degli italiani, degli ebrei, e da disprezzo verso la cultura occidentale.
3 APRILE 2009
http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&file=article&sid=16745)


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Primaneve
post pubblicato in diario, il 19 febbraio 2009

 Ieri, la prima neve



ma nell'aria è già primavera con le mimose fiorite



colori delicati



danzano come ballerine



luminose e allegre



dai profumi inebrianti...



ci accompagneranno fino all'estate



tempo di libertà.

Ci scorderemo per un attimo di quel mondo
che ci scorre parallelo nel buio del dolore



dove i colori della gioia sono vietati
dove il profumo dell'amore è peccato



dove la bellezza va nascosta come qualcosa di scabroso



dove le bambine non ridono al sole



dove alle donne non è permesso profumare come fiori...

C'è un mondo buio
in cui le bambine a soli 9 anni
sono costrette a diventare "mogli"
di vecchi bavosi
e non hanno
alcuna possiblità concreta
di difendersi.
Chi ci ha provato
si è ritrovata sfregiata con l'acido
o morta.


La gioia della primavera alle porte
mi provoca un dolore sordo
se penso a questo!

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