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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Un pezzo di merda pentagonale
post pubblicato in diario, il 27 febbraio 2013
Tre anni fa, l'elezione di Obama risvegliò nel mondo un mare di speranze. In quell'occasione, scrissi che l'unidici settembre era finito.

Poi, pian piano, aprendo gli occhi, ci siamo accorti che l'amministrazione Obama è soltanto una grossa fregatura fatta di apparenza e null'altro. Il primo presidente USA dalla pelle scura è peggio del suo collega Jimmy Carter, perché non saprebbe vendere nemmeno noccioline.

Ieri ne abbiamo avuta la conferma, quando il Senato ha messo a capo del Pentagono un essere immondo di nome Chuck Hagel.



Chi è costui? E' uno che s'è fatto mettere alla porta dal Partito Repubblicano; è uno molto amato da Ahmadinejad; è uno che a suo tempo s'era opposto all'occupazione dell'Iraq e che oggi vorrebbe occupare militarmente Israele e confiscarne la capitale.

E' una merda, insomma.

Il Canada apre gli occhi, l'Italia mette la testa sotto alla sabbia dello spread
post pubblicato in diario, il 12 settembre 2012
Alcuni giorni fa anche il Canada ha deciso di chiudere ogni rapporto diplomatico con l'Iran. Qui da noi la notizia non è stata diffusa dai telegiornali ed è stata quasi ignorata dalla carta stampata.

 
E' evidente la forte opposizione delle lobby (in Italia, la Confindustria al primo posto) a ogni decisione chiara nei riguardi dell'Iran, di cui l'UE e primo partner commerciale.
 
Come riporta la Reuter, il Ministro degli Esteri canadese John Baird ha reciso i legami diplomatici con la teocrazia iraniana poiché quel regime rappresenta attualmente un grave pericolo per la pace mondiale, con le sue minacce di eliminazione di Israele dalla faccia della Terra, rese ancor più gravi dai risultati raggiunti dal suo decennale programma nucleare.
 
E' dal 2002 che il cosiddetto Occidente pone ultimatum all'Iran, superando di gran lunga il limite del ridicolo. Ma sui nostri giornali e nelle veline delle nostre agenzie di stampa si continuano a leggere stronzate come quelle che vi propongo qui in basso  (e commento brevemente).

 

 
Iran: Gb ha chiesto a Netanyahu di non attaccare siti nucleari
http://www.asca.it/news-Iran__Gb_ha_chiesto_a_Netanyahu_di_non_attaccare_siti_nucleari-1194964-ATT.html

Come al solito abbiamo al centro Isreale, che rappresenta il peggior pericolo per la pace nel mondo, quel piccolo "Stato di merda" che si è "abusivamente insediato" sulla terra degli indigeni "palestinesi" che "vivevano lì da millenni" (tra virgolette, tutte citazioni famose, a partire dalla prima che è di un diplomatico francese, fino all'ultima che è patrimonio qulturale del popolo lettore del Manifesto).
 
Nell'articolo si legge, fra l'altro:
"Le potenze occidentali e Israele sospettano che l'Iran stia cercando di sviluppare armi atomiche sotto la copertura del suo programma nucleare civile. Circostanza negata categoricamente da Teheran."
Come per dire: le potenze occidentali sono paranoiche e non si fidano della parola dell'ayatollah!
 

 
L'articolo recita così: "Lo ha detto il capo del governo di Tel Aviv, Benjamin Netanyahu"
 
Il governo di Tel Aviv? qualcuno vuol far studiare un po' di geografia a questi cazzoni che scrivono le agenzie, o spiegargli che la sede del governo israeliano è a Gerusalemme e non a Tel Aviv?
 
"la Gran Bretagna avrebbe tentato di convincere segretamente i vertici israeliani a non ordinare un assalto militare contro gli impianti atomici della Repubblica degli ayatollah.", insomma secondo l'ASCA gli inglesi cercherebbero di insegnare il self-control agli israeliani che sarebbero assetati di sangue persiano; però il condizionale fa capire che i poveretti non sono riusciti nel loro intento educativo.
 


Iran. Il bluff israeliano mette in difficoltà Obama
 
Insomma, questi israeliani prenderebbero per culo anche il capo della maggiore potenza mondiale. Sono davvero furbi e satanici...
 

 
... e infatti, sono talmente satanici da riuscire alla fine a far capitolare la fermezza degli USA! Tant'è vero che:
"Il presidente americano Barack Obama ha chiamato il premier israeliano Benjamin Netanyahu per ribadire ''la stretta cooperazione'' e ''l'unita' per impedire all'Iran di ottenere l'arma nucleare''."
 

 
Ed ecco qual è il risultato, i danni all'economia iraniana, uno dei maggiori partner commerciali dell'Italia in Medioriente! Cavolo, e tutto questo per la paranoia degli ebrei che dicono che lì si stia producendo la bomba atomica... infatti nell'articolo si legge:
"colpisce l'economia iraniana alle prese con le sanzioni internazionali contro il suo controverso programma nucleare."
Proprio così, il programma nucleare iraniano è "controverso". Mica ci sono ultimatum dell'ONU e dell'Agenzia Atomica Internazionale dal 2002! Nooo.
 

 
 
L'ANSA riporta pari pari, facendo suo, un dispaccio dell'agenzia iraniana IRNA, in cui si legge che sanzioni sarebbero uno strumento "sorpassato e inutile" "per dissuadere l'Iran dallo sviluppo del proprio programma nucleare sospettato di una dimensione militare."
 
"Sospettato", capite!?
 

 
Ed ecco che invece dall'Iran arriva un'ottima notizia, a dimostrazione che il regime teocratico non è così cattivo come vuol farci credere Israele.
L'apertura dell'articolo recita "Libertà di religione". Sì, proprio così. Lo so è da non credere, ma provate a leggere coi vostri occhi: "Libertà di religione". Non perché questa sia negata fino all'inverosimile, ma perché infondo la magnanimità del regime risparmia la vita a un infedele. Infatti il titolo continua con un esultante "Dall’Iran arriva una buona, ottima  notizia."
 
"A favorire la sua assoluzione è stata, dunque, l’ampia mobilitazione delle organizzazioni internazionali per i diritti umani unita, probabilmente, a una valutazione di opportunità da parte delle autorità di Teheran: mettere a morte un cristiano apostata, il cui caso aveva assunto notorietà internazionale, avrebbe fatto troppo rumore."
 
Con questo, cosa si vorrebbe far credere? che le mobilitazioni delle organizzazioni internazionali siano la carta vincente? anche sulla questione nucleare? Ma ceeertamente! Che vi credete che l'Iran sia una dittatura oscurantista che tiene in galera innocenti, rei di aver cambiato credo o di aver spostato il foulard dai capelli? Ma no, leggete l'articolo che segue e capirete che lì almeno i violentatori sono asssicurati alla gisustizia e puniti come si deve. Mica come qui da noi!
 

 
Questo articolo è di una ipocrisisa da brivido. Che il tizio in questione, un certo Sadeg Moradi, "impiccato, appeso ad una gru, ad un incrocio della capitale e lasciato in bella vista" sia davvero autore di "vari casi di stupro e torture praticate alle sue vittime" può essere, ma può anche non essere: nessuno ci assicura che non sia stato l'ennesimo oppositore del regime, fatto passare per criminale.
Più in basso si legge: "L’81% delle esecuzioni, continua Shahid, sono relazionate al traffico di droga", senza mettere in dubbio minimamente che certe accuse possano essere costruite ad arte.
 
"In Iran, Stato teocratico musulmano sciita, vige l’interpretazione della sharia che prevede la condanna a morte per assassini, violentatori, narcotrafficanti.", fingendo di ignorare le centinaia esecuzioni per il "reato" di omosessualità.
Terroristi contro il terrore?
post pubblicato in diario, il 1 luglio 2011
Ora che gli USA andranno in pensione, chi combatterà contro il terrorismo internazionale?
I terroristi stessi, è ovvio!
C'è da fidarsi?
Massì! e c'è pure il sito:
http://www.peacetribune.com/

Così a Teheran si incontrano pezzi da novanta ospiti dell'attuale numero uno, Ahmadinejad. Il tutto dettagliatamente documentato su PressTV, nuovo canale allnews iraniano in lingua inglese.

Ecco un bellllisssssimo servizio in due puntate:
http://www.youtube.com/watch?v=8_JNiJo2MtE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=QGd6iIb5LFY

E chi fa capolino fra i grandi ospiti, oltre il doppiogiochista Gillani e il macellaio Bashir ricercato per crimini di guerra?
Indovinate un po'?

Eccolo qua, Yisroel Dovid Viess, uno di quei malati di mente di Naturei Karta. Poteva mai mancare? Certo che no e il canale Sahar 1 lo mette in mostra e gli dedica dei bei primi piani in cui si esibisce in un vero e proprio comizio delirante contro Israele.




Commercio Italia con Teheran cresce
post pubblicato in archivio, il 14 settembre 2010
Import ed export aumentano di oltre 800 mln euro

Malgrado le promesse fatte dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una visita in Israele a febbraio, il volume degli scambi tra Italia e Iran è aumentato esponenzialmente: nella prima metà del 2010 le importazioni dalla repubblica islamica del Bel Paese sono lievitate fino a due miliardi di euro. Lo ha rivelato il quotidiano israeliano Yedioth Ahronot, che ha analizzato i rapporti commerciali tra Roma e Teheran in un dettagliato articolo dal titolo 'Sanzioni sulla carta'. Verificando i dati Istat, Yedioth Ahronot ha riscontrato "che le importazioni italiane dall'Iran nella prima metà del 2010 sono più che raddoppiate, aumentando a una somma di oltre due miliardi di euro". Una cifra che il quotidiano israeliano non ha esitato a definire "veramente mostruosa". Nel periodo corrispondente del 2009, ha aggiunto, "le importazioni sono aumentate di 847 milioni di euro. Anche le esportazioni verso l'Iran sono cresciute notevolmente: da 892 milioni di euro nella prima metà del 2009, quest'anno le esportazioni italiane verso l'Iran sono aumentate a oltre un miliardo di euro". "Le dichiarazioni sono una cosa, ma le azioni sono un altro paio di maniche", ha scritto nella sua corrispondenza da Roma il quotidiano. "Sei mesi dopo il suo ritorno da una visita in Israele, nella quale il presidente del Consiglio Berlusconi ha promesso di impegnarsi per diminuire l'interscambio Italia-Iran, risulta che di fatto anche quest'anno Roma è una fervida sostenitrice dell'economia iraniana".

Di fatto, la politica di Roma aiuta regime a ottenere stabilità


"E' vero", ha evidenziato Yedioth Ahronoth, "che Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini hanno dichiarato in passato di comprendere la necessità di erodere l'abilità di Teheran a sviluppare armi nucleari che mettono a repentaglio la sicurezza e l'esistenza dello stato di Israele, ma di fatto la politica del loro governo indica una promozione dell'interscambio con Teheran. Che aiuta il regime degli ayatollah a ottenere stabilità". Il quotidiano ha messo sotto accusa anche la natura dei rapporti. "Nonostante non siano ancora stati pubblicati dati precisi sulla tendenza dell'interscambio", ha spiegato, "non si tratta di un commercio basato su generi alimentari basilari. Dai dati Istat emerge chiaramente che anche quest'anno l'interscambio tra i due Paesi è caratterizzato da prodotti industriali, lavori di infrastruttura, energia, satellitare per la comunicazione, prodotti scientifici e tecnologici. In passato, era già emerso da indagini giornalistiche che aziende italiane hanno fornito all'estero appoggio all'esercito iraniano". Nell'articolo è stato ricordato che "all'inizio dell'anno, l'amministratore delegato di Eni (Paolo Scaroni, ndr) era stato convocato dal Dipartimento di Stato americano per spiegare le enormi dimensioni dell'interscambio tra i due Paesi". Il quotidiano ha evidenziato che "questo è il quarto anno consecutivo in cui detto interscambio dimostra di crescere, malgrado le sanzioni imposte all'Iran dall'Onu, tutte le promesse fatte all'amministrazione di Washington e i calorosi abbracci profusi da Berlusconi durante la sua visita in Israele". Il quotidiano ha fatto sapere di aver contattato per un commento a Roma sia la presidenza del Consiglio, che ha spiegato che i dati sono ancora in fase di studio, sia il ministero degli Esteri, che li ha confermati. La Farnesina ha spiegato che "la forte crescita delle importazioni dall'Iran dipende dalla variazione del tasso di cambio euro/dollaro e dai prezzi del petrolio. Le esportazioni verso l'Iran non violano le sanzioni imposte dall'Onu: le grandi aziende italiane hanno fermato le proprie transazioni e non c'è alcun uso doppio, civile-militare, della loro attività. Nel contempo, le piccole e medie imprese che avvertono l'accelerazione dell'economia italiana commerciano con l'Iran, correndo rischi in assenza dell'assicurazione governativa per la loro attività".


(FONTE: notizie.virgilio.it)



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permalink | inviato da momovedim il 14/9/2010 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Iran: quello di Berlusconi era solo fumo
post pubblicato in diario, il 28 marzo 2010
"Spero che la comunità internazionale sappia mettere in campo delle sanzioni forti per dissuadere un governo che ha dentro di sé una forte opposizione che credo sia nostro dovere sostenere. Auspico che non si debba arrivare ad uno scontro armato che nessuno vuole"



Parola di... cavaliere! Era febbraio e il Berlusca nazionale era in Israele a recitare la sua ennesima pantomima.

Nella pratica cosa ha fatto l'Italia? Sul Giornale trovo una Nirenstein felice e soddisfatta del nostro paese  diventato -a suo dire- finalmente atlantico ed europeo con Berlusconi...



Ohps e l'amicizia fatale con Putin? gli accordi capestro con Gheddafi?

La nostra amica minimizza chiamandole "zone grigie". Ammette che sono  "discusse e discutibili""ma almeno stavolta ci sono ragioni concrete e non ideologiche per rapporti altrimenti difficili da capire: si chiamano sbarchi (molto diminuiti di fatto) e energia, problemi capitali.
"

Poi, finalmente parla dell'Iran, sostenendo che Berlusconi "nel suo discorso alla Knesset ha collegato la difesa di Israele all’impegno dell’Italia contro il programma atomico iraniano e per il rispetto dei diritti umani. E di fatto, nel 2009 l’Italia ha ridotto del 31 per cento il volume dell’interscambio commerciale con l’Iran. Berlusconi ha anche fatto sapere che l’Eni non avrebbe stipulato nessun nuovo contratto con l’Iran."

Se le cose stessero davvero così, potremmo dormire sonni tranquilli ed essere fieri del nostro Presidente del Consiglio, così diverso dal pessimo D'Alema ideologo dell'equivicinanza e del dialogo col terrorismo di Hamas!!

Purtroppo la realtà è ben altra! Non solo il Cavaliere non ha fatto quanto promesso, ma ha perfino proposto il D'Alema come Ministro degli Esteri UE!!! E dobbiamo ringraziare l'opposizione degli altri Stati se ce lo siamo scampato.

Ecco, se non avessi avuto la mia atavica diffidenza, eredità tanto partenopea quanto sefardita, mi sarei limitato a leggere la nostra Fiamma e avrei raggiunto il nirvana... Ma io non mi accontento mai di una sola voce, soprattutto quando quella dice le cose che mi piacerebbe sentire. Perciò mi sono messo a rovistare nel web, nelle analisi, nelle statistiche e ho appurato che c'è ben poco da stare tranquilli: lo scambio commerciale dell'Italia con l'Iran negli ultimi anni è andato costantemente crescendo, anche col Berlusca al Governo; solo nell'ultimo anno ha conosciuto un calo fisiologico del 30%, dovuto alla crisi. Insomma, quello che sostiene ingenuamente la nostra Fiamma è solo fumo. E, come è scritto sui pacchetti di sigarette IL FUMO UCCIDE !!



Fra le tante cose interessanti che ho trovato nel web, c'è un articolo che spiega in breve e molto chiaramente come stanno in realtà i fatti. L'autore è Alessio Postiglione; potrei sbagliarmi, ma mi sembra un tipo attendibile,  di certo non è estremista di sinistra né di destra, né nemico d'Israele. Anzi, è uno  che in occasione della Fira del libro di Torino scrisse: "...
il Paese condannato è stato Israele. Oibò, Israele è il più cattivo di tutti? E, a quanto pare, i nazisti antisemiti che gli si rivolgono contro, pronti a lanciare boicottaggi, a firmare appelli, e via demagogizando, non finiscono mai in minoranza. L’ultima odiosa riprova ci giunge da Torino..."

Buona lettura



Il bluff di Berlusconi. Ecco le aziende italiane a Teheran
Alessio Postiglione

La presenza delle nostre società nel Paese degli ayatollah non riguarda solo l’Eni ma l’intero Gotha del capitalismo nostrano: Danieli-Duferco, Mediobanca, Telecom, Capitalia, Montedison, Falck. Gli scambi sono in crescita.
Berlusconi ha voluto sigillare mediaticamente la sua visita in Israele con l’impegno dell’Italia a stringere il cerchio delle sanzioni attorno ad Ahmadinejad, bloccando le relazioni con Teheran. Ma i fatti, purtroppo, indicano che la strategia diplomatica del Cavaliere è un bluff, alimentato da un debole governo israeliano, anch’esso bisognoso, come il nostro, di attestare di fronte all’opinione pubblica, successi inesistenti volti a rafforzare consensi vacillanti.
Berlusconi ha dichiarato che dal 2007 gli scambi commerciali con l’Iran sono calati di un terzo. Ma in realtà sono aumentati ininterrottamente fino al 2008, per assestarsi durante la crisi: «L’Italia dal 2001 al 2007 è stato il primo partner commerciale dell’Iran. Lo scambio commerciale tra i due Paesi è passato da 3,5 miliardi di euro a 6 miliardi di euro», lo spiega il segretario generale della Camera di Commercio Iran-Italia, Jamshid Haghgoo.


«Negli ultimi anni, l’Iran ha negoziato contratti con oltre 30 aziende provenienti da nove Paesi europei per la realizzazione di progetti energetici nel Paese, nonostante l’aumento delle sanzioni internazionali e delle pressioni politiche ». Secondo la Camera di Commercio, la somma degli scambi Iran-Italia nel 2008 è aumentata dell’1,2 per cento rispetto al 2007. Anzi, le esportazioni italiane crescono, mentre calano le importazioni.

L’Eni, intanto, sta guidando la seconda fase dello sviluppo del giacimento di Darkhovin per portare la produzione da 50mila a 160mila barili al giorno (valore dell’operazione: un miliardo di dollari). Dato che l’Italia è azionista dell’Eni, ridurre la presenza in Iran di quest’ultima sarebbe la riprova dell’impegno del governo. Scaroni invece ha fatto sapere che il cane a sei zampe porterà a scadenza i patti sottoscritti ma non ne rinnoverà altri.
Peccato che il tre febbraio il direttore operativo della compagnia petrolifera statale iraniana, Nioc Seifollah Jashnsaz, abbia smentito Scaroni: «Le trattative con l’Eni per lo sviluppo della terza fase del giacimento di Darkhovin continuano».


Per ora Jashnsaz non è stato smentito dal nostro governo mentre l’Eni si è rifiutata di rispondere. Intanto, nonostante la ribalta mediatica sia toccata al nostro gigante energetico, parecchie aziende italiane, nell’ombra, continuano a fare affari con gli ayatollah. Nel gennaio del 2008, ad esempio, Edison e l’iraniana Nioc hanno firmato un contratto di esplorazione del valore di 107 milioni di dollari per il centro di estrazione offshore Dayyer, situato nel Golfo Persico.
La Fata sta realizzando, inoltre, un impianto di oltre 300 milioni di euro per la produzione di alluminio primario a Bandar Abbas. A gennaio di quest’anno, è stata la volta della Maire Tecnimont che ha siglato un accordo da 220 miliardi di euro per il gas. Secondo gli esperti di spionaggio dell’israeliana Debka, la Tecnimont parteciperebbe anche alle commesse del programma nucleare iraniano. La Carlo Gavazzi Space, invece, sta costruendo il satelli te militare Mesbah. Mentre Ansaldo ha progettato le turbine iraniane di Karaji per 870 milioni di euro.
Iveco, gruppo Fiat, è il fornitore dei camion dell’esercito persiano e delle Guardie rivoluzionarie. La Fb Design fornisce invece i motoscafi Levrievo all’esercito e, sempre secondo Defka, le Guardie rivoluzionarie a loro volta darebbero questi mezzi anche ad Hezbollah. La Seli vende i mezzi di movimentazione terra alla iraniana Ghaem che è stata accusata dagli americani di scavare i bunker dove avvengono le sperimentazioni nucleari del regime di Ahmadinejad. Le aziende italiane che operano in Iran, in definitiva, sono il Gotha del capitalismo italiano: la DanieliDuferco, Mediobanca, Eni, Telecom, Capitalia, Montedison, Falck. Anche se l’Eni andasse veramente via dall’Iran, comunque, non sarà un grosso danno. I 15mila barili al giorno che la compagnia petrolifera italiana ricava dall’Iran, o i probabili 160mila alla fine dei lavori a Darkhovin, rappresentano un particolare trascurabile rispetto ad un totale di 1,7 milioni di barili al giorno.


Alessio Postiglione
Notizie esilaranti sull'arresto di Hamid Masoumi Nejad
post pubblicato in diario, il 4 marzo 2010
L'arresto di Hamid Masoumi Nejad è presentato in modo particolarmente esilarante dalla stampa iraniana. Sul sito di IRIB si legge che il suo arresto sarebbe avvenuto a causa delle sue "rivelazioni sulla corruzione politica italiana". Corruzione politica in Italia!? Caspitina! un fatto di cui eravamo del tutto all'oscuro!!

Insomma il poveretto con le sue rivelazioni inedite adesso si trova ingiustamente accusato di essere un trafficante di armi.

Ma la cosa più bella è che esistono anche nostri concittadini a sostegno di questa tesi, come ad esempio questi qui.



Esteri. Dalla Libia all'Iran, la politica improvvisata di Berlusconi
post pubblicato in diario, il 16 febbraio 2010
La Libia blocca i cittadini Schengen alla frontiera. 20 italiani bloccati all'aeroporto di Tripoli. Ecco i frutti della politica estera "di pancia" del governo Berlusconi.
di Andrea Camboni

Il 14 febbraio, con una decisione comunicata all'Ufficio dell'Immigrazione, il Comitato Generale del Popolo, ovvero il governo libico, ha deciso di non rilasciare più i visti di ingresso ai cittadini provenienti dall'area Schengen e, inoltre, di non ammettere sul territorio quei cittadini già provvisti di un regolare visto. Fonti consolari italiane hanno fatto sapere che, di un gruppo di 40 connazionali arrivati in Libia il 14 febbraio scorso, 22 persone sono tutt'ora bloccate all'interno dell'aeroporto di Tripoli.
Se non si vuole ritenere fallita la politica estera del governo Berlusconi sull'asse Italia - Libia, è necessario credere che anche questa ennesima provocazione di Gheddafi sia stata avallata dalle ripetute strette di mano tra il Cavaliere e il Colonnello.
L'unica voce istituzionale costretta a pronunciarsi sul caso è la Farnesina, che sul sito www.viaggiaresicuri.it "sconsiglia" ai cittadini italiani tutti i viaggi verso la Libia a seguito delle "improvvise e non annunciate misure restrittive". Per il resto, le bocche restano cucite. Tace anche Silvio Berlusconi, dimostrando - se ancora ce ne fosse stato bisogno - la propria sudditanza nei confronti del fascino dittatoriale di Muammar Gheddafi. D'altronde niente di nuovo. Visto che Berlusconi, pur vantando - cosa di per sé già opinabile - legami di amicizia personale con Gheddafi, ha ritenuto in passato di non dover sollevare alcuna questione nei casi dell'immigrazione e della mancata sottoscrizione di Tripoli dei trattati internazionali per la protezione dei rifugiati internazionali.

Per queste ragioni - in relazioni agli accordi libici - anche le mosse del governo italiano appaiono "improvvise e non annunciate". Nel senso che le dichiarazioni 'spontanee' di Berlusconi non rappresentano una linea programmatica del governo in politica estera. Non sono cioè l'espressione di decisioni condivise, ma si lasciano andare all'emozione del momento, senza alcuna analisi politica delle conseguenze.

Ultimo esempio, in ordine di tempo, sono le dichiarazioni di Berlusconi durante la firma degli accordi bilaterali tra Italia e Israele nel palazzo del Governo a Gerusalemme.
"Il problema della sicurezza è fondamentale per Israele. Ora ancora di più perché c'è uno Stato che prepara l'atomica per usarla contro qualcuno. È uno Stato che ha una guida che ricorda personaggi nefasti del passato".
Dichiarazioni che possono essere facilmente condivisibili, come quella secondo la quale "è un dovere sostenere ed aiutare la forte opposizione" in Iran. Ma che - come ha ricordato Lucio Caracciolo su Limes (Se Berlusconi lancia l'offensiva in Iran, 3 febbraio 2010) - "proprio nelle settimane in cui si discutono i dettagli di un nuovo giro di sanzioni contro il regime dei pasdaran e in cui l’America, per ordine di Barack Obama, rafforza la sua presenza navale nel Golfo, in funzione dichiaratamente anti-iraniana" potrebbero esporre per prima l'Italia a ritorsioni da parte del governo di Tehran. L'importante è che Berlusconi ne fosse consapevole, ovvero avesse in precedenza concordato tale condotta con le autorità diplomatichen e militari. Caracciolo ne dubita. Infatti conclude:
"I nostri uomini in Libano e Afghanistan sono, di fatto, sotto un ambiguo ombrello di protezione iraniano. È ovvio che, in caso di conflitto, questa protezione cadrà. I nostri contingenti sarebbero probabilmente oggetto delle prime rappresaglie iraniane. Ma non è detto che queste considerazioni siano state presenti a Berlusconi nel momento in cui si lanciava nell’offensiva verbale contro Teheran".

Insomma, Berlusconi parla. Poi si corre ai ripari.

Andrea Camboni

http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Esteri.-Dalla-Libia-all-Iran-la-politica-improvvisata-di-Berlusconi.html
Morte all'Italia? VIVA L'ITALIA !
post pubblicato in diario, il 10 febbraio 2010
Il regime nazislamico iraniano inscena proteste davanti alla nostra ambasciata a Teheran. La loro radio tuona contro di noi nella nostra lingua. Intanto, l'Italia promette che all'ONU sarà in prima fila a richiedere nuove severe sanzioni al regime degli ayatollah.



Ma allora il Berlusca diceva sul serio? Anche a lui ha fatto bene l'aria di Israele? E' la volta buona? Dobbiamo credergli?

Non voglio farmi illusioni, ma... se davvero qualcosa è cambiato nei rapporti Italia-Iran, se non è solo il solito teatrino alla Canale 5... allora, tanto di cappello davanti a quel vecchio pazzo coi capelli finti e liftato dalla testa ai piedi, mafioso e piduista.



Che il Duomo in fronte gli abbia finalmente smosso qualche rotella inceppata?
Lo spero! lo spero per il futuro dell'Iran, per noi, e per il bene di tutto il mondo.


Per Berlusconi, esigiamo ricovero immediato coatto in struttura psichiatrica adeguata
post pubblicato in diario, il 4 febbraio 2010
Silvio Berlusconi è stato il primo Presidente del Consiglio italiano a parlare alla Knesset. Fortunatamente i suoi predecessori hanno tutti avuto il buon gusto di non varcare mai quella soglia, altrimenti avrebbero detto porcherie a iosa.



Vi immaginate Massimo D'Alema davanti al parlamento israeliano in preda ai deliri di equivicinanza o a decantare le virtù interlocutorie di Hamas o di Hezbollah?



Ve lo vedete voi Romano Prodi, fresco di abbracci fraterni con il criminale Ahmadinejad, a stringere poi la mano di quelle stesse persone  che il "presidente" iraniano vuole sterminare?



Berlusconi, non avendo questo genere di scheletri nel suo armadio, ha potuto ritenersi avvantaggiato rispetto ai suoi rivali politici ed è riuscito a fare anche un bel discorso:

"Questo Parlamento rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Questo Parlamento testimonia la nascita nel 1948 di uno Stato Ebraico, libero e democratico che raccolse finalmente, dopo l'orrenda esperienza della Shoah, cittadini del mondo che parlavano tutte le lingue e che accorsero da ogni angolo del mondo. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio, se non l'unico, di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista".

Così, con belle frasi scrittegli forse da Bondi, ha saputo incantare perfino il Paese più smaliziato al mondo. Molti gli hanno offerto scherzosamente di rimanere in Israele. Shimon Peres l'ha definito "solare", non perché sia uno che fa molte "sole", ma perché ha sorriso a tutti, regalando a piene mani allegria ed è riuscito a essere, come suo solito, del tutto informale anche in una visita ufficiale così importante.
 


Però le sue parole si sono rivelate solo parole; i suoi sorrisi solo sorrisi; le sue strette di mano, solo strette di mano.

E' vero, è l'unico politico italiano senza peli sulla lingua che ha avuto il coraggio di condannare apertamente il Rapporto Goldstone, difendendo la reazione israeliana a Gaza in risposta agli 8 anni di bombe quotidiane di Hamas.

E' vero, non ha esitato a condannare con fermezza l'Iran di Ahmadinejad senza badare al "politically correct":

"Il problema della sicurezza è fondamentale per Israele. Ora ancora di più perchè c'è uno Stato che prepara l'atomica per usarla contro qualcuno. E' uno Stato che ha una guida che ricorda personaggi nefasti del passato."

Però poi si è lasciato andare alla fantasia, aggiungendo che l'Italia "ha tolto il supporto del governo alle aziende italiane che operano in Iran. Oggi è presente solo l'Eni, che ha un contratto che deve rispettare ma che comunque ha già disdetto lo sviluppo della terza fase di attività di un giacimento petrolifero", e che "l'interscambio commerciale con l'Iran è diminuito di un terzo" dal 2007 e continuerà a calare.

Peccato che non sia affatto vero! Peccato che l'Italia continui a essere uno dei migliori partner commerciali dell'Iran! Peccato che il Governo Berlusconi, col suo ministro Frattini, non abbia mai mosso un dito per isolare l'Iran! Peccato che anche la notizia sull'ENI sia solo una balla!

Sicché le sue parole sono state solo parole; i suoi sorrisi solo sorrisi; le sue strette di mano, solo strette di mano.



Infatti, voltato l'angolo, con Abu Mazen non ha saputo fare a meno di cambiare registro e di adeguarsi al solito copione di tutti, sostenendo che "Il fermo dell'espansione degli insediamenti da parte di Israele" è una "condizione necessaria" per "avviare i negoziati in modo proficuo" e che il rientro di Israele nei confini del 1967 è un'ipotesi positiva e concretamente accettabile.
 
Peggio di così non si poteva. Sembrava di sentire la stessa voce del suo amico D'Alema!!

Ma, come se non bastasse, alla fine Berlusconi ha voluto mettere anche la ciliegina sulla torta con una frase davvero orribile, di quelle destinate a rimanere negli annali:


''Sempre quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno quell'umanità che deve essere sempre mantenuta integra''... ''come è giusto piangere le vittime della shoah è giusto manifestare dolore per quanto avvenuto a Gaza''.

 
Da ciò, si può dedurre una sola cosa: Silvio Berlusconi è un caso di schizofrenia pericoloso per l'umanità, almeno quanto quello del suo predecessore Benito Mussolini.

E dell'Iran la TV non parla più?
post pubblicato in diario, il 21 gennaio 2010
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A parte le solite banalità contenute nelle pagine interne dei nostri giornali, l'Onda Verde iraniana sembra passata decisamente in secondo piano.

Intanto il regime ha oscurato gran parte del web e ha messo sotto controllo i telefonini, attraverso i quali le immagini del crimine nazislamico in atto avevano  raggiunto finora il mondo intero, fornendone la prova schiacciante.

L'umanità ha assistito comodamente in poltrona alla reazione bestiale di quel regime schifoso; quello stesso regime che sta preparando la bomba atomica con la quale minaccia di far scomparire Israele dalla faccia della terra.

L'Europeo medio ha potuto indignarsi a giorni alterni, e senza mai muovere un dito,
dell'assassinio di Neda o del massacro della moltitudine di giovani, vittime preferenziali di quell'incubo, iniziato il maledetto giorno del ritorno in patria di Khomeini e che non sembra finire mai.







Ancora oggi non mi rendo conto come certi governi e la stampa internazionale abbiano potuto dipingere Khomeini come un santo o addirittura un nuovo Gandhi.

Farah Diba Palavi





Oggi come ieri, mi rendo perfettamente conto del perché certi governi e certi sedicenti giornalisti abbiano potuto dipingere Khomeini come un santo o addirittura un nuovo Gandhi: per loro, il giro di affari con l'Iran ha sempre contato molto di più dei diritti umani.

Fulvio Del Deo


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Armi iraniane per colpire Israele
post pubblicato in diario, il 6 novembre 2009
Il 4 novembre la Marina Israeliana ha intercettato il "Francop", cargo contenente circa 500 tonnellate di armi nascoste tra i carichi civili. I 36 contenitori di armi rinvenuti erano stati inviati dall'Iran ed erano destinati all'organizzazione terroristica Hezbollah in Libano.


Per ulteriori informazioni, vedere l'annuncio ufficiale dell'IDF.


La minaccia iraniana nel Mediterraneo

Nella notte fra il 3 e il 4 novembre 2009 la marina israeliana ha intercettato e confiscato la nave Francop, che navigava battendo bandiera di Antigua e Barbuda diretta in Siria con uno scalo previsto a Beirut. Un’ispezione condotta a bordo, in accordo con le autorità competenti, ha portato alla scoperta di numerosi container pieni di armi di origine iraniana. A quel punto veniva inoltrata richiesta di scortare la nave nel porto israeliano di Ashdod per ulteriori ispezioni. Il capitano della nave acconsentiva alla richiesta.
La Francop, di proprietà della compagnia di navigazione cipriota UFS, trasportava container chiaramente etichettati IRISL (Islamic Republic of Iran Shipping Lines), come si può agevolmente vedere nelle immagini della nave confiscata nel porto di Ashdod.
Nei mesi scorsi altre navi con a bordo un carico IRISL, come la russa Monchegorsk e la tedesca Hansa India, erano state intercettate da altre forze mentre contrabbandavano armi.
La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n. 1747 (24 marzo 2007) proibisce l’esportazione di armi dall’Iran: “L’Iran – recita la risoluzione – non dovrà fornire, vendere o trasferire direttamente o indirettamente armi o materiale ad esse collegati dal suo territorio o da parte dei suoi cittadini o utilizzando navi o aerei battenti la propria bandiera, e che tutti gli Stati dovranno proibire ai propri cittadini di ottenere tali materiali dall’Iran o utilizzando navi o aerei battenti la loro bandiera, indipendentemente dal fatto che siano originari del territorio dell’Iran”.
La presenza di armi iraniane nei container sulla Francop costituisce, pertanto, un’altra grave violazione di questa risoluzione. L’Iran continua a ignorare sistematicamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza fornendo armamenti a organizzazioni terroristiche. Inoltre, questo incidente dimostra ancora una volta che qualunque soggetto conduca affari, direttamente o indirettamente, con il regime iraniano o con la compagnia di spedizioni iraniana IRISL, si mette in condizione di correre il rischio di violare le risoluzioni del Coniglio di Sicurezza.
Sotto le mentite spoglie di commerci legittimi, utilizzando navi, bandiere e porti di paesi incolpevoli, l’Iran sta trasformando il Mediterraneo in una base per le sue nefaste attività, con lo scopo di destabilizzare la sicurezza della regione.
Tutti i paesi dovrebbero adottare misure preventive allo scopo di proteggere se stessi e le proprie aziende, come afferma la risoluzione citata. Un buon esempio in questo senso è la decisione presa dal governo britannico il mese scorso di proibire alle aziende del settore privato di commerciare con la IRISL, a norma della propria legislazione anti-terrorismo.
L’Iran sta sfidando l’autorità del Consiglio di Sicurezza, facendosi beffe della comunità internazionale e delle sue istituzioni. L’Iran rappresenta una minaccia strategica alla pace e alla sicurezza mondiale. La comunità internazionale deve agire con determinazione contro l’incessante azione dell’Iran volta a conseguire capacità nucleare militare, a sostenere organizzazioni terroristiche, a reprimere la sua stessa popolazione.
Il recente test di lancio con cui Hamas ha sperimentato un razzo della gittata di 60 km (in grado di raggiungere Tel Aviv dalla striscia di Gaza) non fa che confermare la minaccia posta dall’Iran alla stabilità in Medio Oriente.
Infine, giacché a quanto pare le armi a bordo della Francop erano destinate a organizzazioni terroristiche in Libano, ciò costituisce una violazione anche della risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 1701 (11 agosto 2006). In realtà il trasferimento di armamenti dall’Iran a dalla Siria a Hezbollah prosegue praticamente senza ostacoli, mirando a far arrivare anche nuovi tipi di arma sempre più pericolosi.

(Da: comunicato del ministero degli esteri israeliano, 5.11.09 - traduzione www.israele.net)

Filmato e foto della nave Francop intercettata dalla marina israeliana: http://www.mfa.gov.il/MFA/Terrorism-+Obstacle+to+Peace/Terrorism+and+Islamic+Fundamentalism-/nava-force-intercepts-Iranian-weapon-ship-4-Nov-2009.htm
Il regime misogino dei mullah ha impiccato la donna più povera e più sola dell'Iran
post pubblicato in diario, il 23 ottobre 2009


Domenica scorsa, la sala delle impiccagioni di Evin a Teheran ha ospitato e ha accolto tra la sua fune la donna più sola e più povera del paese. La donna si chiamava Soheila Ghadiri, 28 anni che per "amore" aveva ucciso il suo figlio di appena 5 giorni. Soheila era arrivata a Teheran dal Kurdistan quando aveva appena solo 18 anni. Era una ragazza semplice della campagna. Era sola e non aveva nessuno e passava le sue giornate tra i parchi e zone appartate di Teheran mendicando e prostituendosi. Ha passato molti anni dormendo nel caldo e nel freddo della città nei parchi e nei palazzi abbandonati. Era caduta molte volte tra le btaccia di coloro che la volevano per quei pochi minuti e basta. Soheila non aveva mai provato amore e accarrezze. Aveva subito solo violenze e attenzioni sessuali delgi uomini che l'abbandonavano a volte nemmeno pagando il prezzo della prestazione! Soheila non aveva mai visto il calore e la protezione di una casa propria. Soheila non aveva vista e provato il piacere di preparare un minestrone caldo quando il gelo di Teheran arrivava sotto lo zero. Soheila non aveva mai provato il piacere di sentire la parola " augrui, buon compleanno"! Soheila non aveva provato mai la soddisfazione di avere un vestito nuovo. Soheila non aveva mai provato il piacere di avere una accarrezza oppure una parola di dolcezza quando nel suo grembo cresceva una creatura, frutto di una delle tante violenze sessuali subite nelle sue notti di solitudine. Soheila viveva nell'incubo del futuro del suo figlio. Soheila non voleva consegnare alla società una creatura che finisse come lei nella più sperduta zona della società iraniana. Dove, nel nord di Teheran i cani randaggi sono più sazzi dei bambini che popolano la zona sud della città. Le uniche accarezze ricevute da Soheila provenivano dagli uomini poveri o ricchi che l'avrebbero abbandonato subito dopo la fine del rapporto. Soheila era arrivata a Teheran per costituirsi una vita migliore. Il frutto di questa vita fu un bambino che, Soheila, come aveva molte volte gridato in tribunale, amava e non voleva che diventasse come lei un oggetto di piacere oppure un uomo vagabondo. Per amore, dopo 5 giorni dal parto, soheila uccide il suo " amore" e chiama la poliza dicendo di aver sgozzaato il figlio. Durante il processo Soheila aveva gridato che ha "ucciso il figlio solo per amore e basta". Ma il regime misogino dei mullah ha voluto vendicarsi di Lei perchè si era macchiata del sangue di un "maschio". Nella maligna legislatura del regime fondamentalista iraniana se "un padre uccide la figlia" può essere perdonato e liberato. Ma se una donna per qualsiasi motivo uccide il figlio deve passare gli ultimi secondi della sua vita nella " stanza della morte del carcere di Evin" accompagnato da una fune che la accompagnerà fino al di la! Questo è la giustizia di un regime che discrimina le donne e riconosce molteplici diritti al genere maschile.

Soheila non aveva un avvocato del taglio del premio Nobel che la difendesse e la scagionasse dalla terribile accusa di essere assassina del figlio. Soheila, povera, prostituta e minorata mentale aveva solo alcuni metri di fune che la attendeva nella stanza della morte per liberarla da questo regime misogino e fondamentalista che ha speso miliardi di dollari per costituire la sua bomba atomica islamica e per finanziare i gruppi terroristici del mezzo mondo.
Le nostre più sentite conoglianze a tutte le donne e mamme del mondo.
Cara mia sorella Soheila sei e rimani nei nostri cuori!
Nell'Iran di domani ci ricorderemo di te come la mamma più bella del mondo.

Karimi Davood - http://irandemocraticoweb.blogspot.com/
Il G2 e nuovo ordine mondiale
post pubblicato in diario, il 26 settembre 2009
Ieri l'Iran ha rivelato all'Aiea di possedere un altro sito per l'arricchimento dell'uranio. Tutto il mondo (tranne qualcuno) si è mostrato allibito, indignato. E' stata una recita planetaria, perché quel "segreto rivelato" era il solito segreto di pulcinella di cui già tutti erano a conoscenza.


 
Frattini, il nostro Ministro degli Esteri, ha recitato il solito copione di condanna, misera pantomima da facciata del rappresentante di un paese che intrattiene ottimi rapporti commerciali con la dittatura khomeinista.


 
Intanto al G20 l'America era felice di tagliare il cordone ombelicale che la teneva legata all'Europa dai tempi di Colombo, inaugurando il nuovo Asse Mondiale formato da USA e CINA, le due potenze che guideranno il mondo nei prossimi secoli.


 
Viene così ufficializzato il ruolo secondario che d'ora in poi l'Europa continentale dovrà ricoprire nel mondo, più vicina all'Impero Russo e alle dittature nordafricane e mediorientali che al mondo progredito.

   

Del resto già si era intuito negli ultimi tempi quale sarebbe stato il corso degli eventi, con un Europa sempre più tollerante nei confronti dell'intolleranza islamica, prostrata al terrorismo fondamentalista, con leader nazionali sempre più distanti dalla politica occidentale, amci intimi di Putin e Gheddafi da una parte, di Castro e Chavez dall'altra.


 
Oggi il dado è tratto. La nostra unica speranza è che l'Italia si liberi in fretta della sua attuale classe politica tutta orientata a est e si candidi almeno a difesa dei "valori cristiani": se tutto va bene, potremo accontentarci di questo, visto che finora abbiamo ampiamente dimostrato di non essere in grado di difendere i valori laici della libertà, della fraternità e dell'uguaglianza.

   
 
Così, col Partito Pontificio in testa, guidati dai triumvirato Rutelli-Fini-Casini, potremo almeno essere fieri di rappresentare l'ultimo baluardo del cristianesimo in Eurabia. Nella cartina geografica tutta di color verde ci saranno solo due minuscoli trattini di un altro colore: da una parte noi, intrisi d'incenso e messe in Latino, ancorati al nostro passato di artisti, santi e navigatori; dall'altra Israele, proteso verso il futuro.
Iran
post pubblicato in diario, il 21 maggio 2009


L'Italia è in ottimi rapporti commerciali con l'Iran



L'Iran è un nostro partner privilegiato in Medio Oriente




L'Iran è un Paese progredito che ha tutto il diritto di sviluppare le tecnologie di cui ha bisogno




Il governo iraniano sostiene lo sviluppo e la pace




In Iran i diritti delle minoranze sono  tutelati




La Repubblica islamica dell'Iran dà molto spazio ai giovani




Le donne in Iran godono di maggiori diritti che in molti altri paesi islamici




In Iran è molto viva la partecipazione popolare alla vita politica




L'altro giorno il ministro degli esteri italiano Frattini non è riuscito ad andare in Iran per uno spiacevole contrattempo. Il presidente Ahmadinejad accetterà di buon grado le sue scuse.

Assassinata Delara Darabi
post pubblicato in diario, il 2 maggio 2009



i chiamava Delara Darabi ed era una pittrice di 23 anni.


Era in prigione da quando aveva 17 anni, per un omicidio che non aveva commesso.



E' la vittima numero 140 del regime iraniano nel 2009.

(immagini dei suoi quadri tratte dal sito: http://www.savedelara.com/Delara_Paintings.html
)

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