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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Mai più come a Gush Katif !
post pubblicato in archivio, il 26 aprile 2012
Gilad Shalit: «Hamas mi ha trattato bene»
post pubblicato in diario, il 19 ottobre 2011


Queste sono state le tue prime parole pronunciate alla televisione Egiziana: «Hamas mi ha trattato bene».


Gilad Shalit al rilascio, visibilmente deperito,
è risultato pieno di ferite su tutto il corpo.

Certo, ebreo Shalit, Hamas ti ha trattato bene, non ti ha ucciso. Solo perché tu per loro eri la gallina dalle uova d'oro, quella che gli ha permesso di rimettere in libertà 1027 assassini. E dare l'ennesimo schiaffo sonoro al tuo Paese.

Hai l'aria stanca e sei deperito Gilad. E io sono molto felice che tu sia tornato a casa. Ti abbraccio. Sappi che in questi anni il mio pensiero è andato a te tutti i giorni, sebbene non ti conosca di persona. Non prego mai, ma è come se lo avessi fatto, esclusivamente per te.

Spero che lo schifo di questi anni di prigionia assurda non ti lasci il segno e che la vita tua possa riprendere serena.

E spero che venga al più presto il giorno in cui chi fa il male è punito severamente e non premiato!


Dietro le quinte dell'intervista
la presenza dei terroristi di Hamas
Dall'Eurabia ci salveranno le donne
post pubblicato in diario, il 29 aprile 2010
Come è ormai evidente, l'Europa perde giorno dopo giorno pezzi della sua identità e sembra aver rinunciato del tutto alla sua dignità. Non essendo in grado di trasmettere ai propri figli dei valori etici che siano coerenti con la realtà in continua evoluzione, nella maggior parte dei casi si arrocca su posizioni anacronistiche o finisce per arrendersi supinamente.

Da ciò, scaturiscono reazioni totalmente irrazionali e contraddittorie. Da un lato c'è un'Europa conservatrice che dice di voler preservare le sue  "tradizioni", accanendosi però su  problematiche di facciata, impuntandosi su crocifissi da esporre o altre sciocchezze; dall'altro lato c'è un'Europa che assorbe di tutto, acriticamente e apaticamente come lasciandosi morire e che confonde fra i vari diritti umani perfino il "diritto alla burqa"!

In questo contesto, accade che alcune comunità di immigrati continuino dopo 3-4 generazioni a non sentirsi integrate, se non all'apparenza. Questo succede anche fra ragazzi di buona famiglia,. Anzi è proprio lì che nasce molto spesso l'insofferenza verso il paese "ospitante", che continua a essere percepito come terra straniera e ostile.

Questo fenomeno avviene maggiormente fra le comunità di immigrati islamici che hanno tendenza a chiudersi nel loro mondo per non dover rinunciare a dei "costumi religiosi" che in Occidente fino a ieri erano considerati intollerabili.

Per fortuna esistono delle eccezioni come V.

V. è una diciassettenne mussulmana italo-tunisina (di cui riporto in basso i bellissimi occhi verdi) la quale, appena inaugurata la sua pagina facebook, si è vista contattare da M., un bel diciottenne "dagli occhi sognanti", di buona famiglia e con ottimi voti a scuola, autodefinitosi "palestinese".

V., dimostrando grande maestria nel difendersi dalle advances maschiliste, ha sottoposto M. a una serie di domande da KO. E' evidente  quanto il contributo delle donne rappresenti l'unica speranza di cui dispone l'umanità per liberarsi dalla schiavitù imposta da religioni e costumi. V. sostiene che i diritti delle donne vanno di pari passo col diritto di Israele a esistere e difendersi.

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Riporto qui in basso la traduzione dall'Inglese dello scambio di mail fra i due ragazzi. Un caso da manuale che si commenta da solo.

Quanto segue viene pubblicato col pieno consenso dei genitori di V., i quali hanno autorizzato la pubblicazione del seguente materiale a patto del rispetto assoluto dell'anonimato della loro figlia. Inoltre, sempre per ragioni di sicurezza, l'account Facebook di V. è stato rimosso.
  




M - Dove vivi?

V - In Italia e tu?

M - in Svezia :D     sei proprio bella ?

V - Grazie. Mi dispiace non poter dire altrettanto di te, perché non hai pubblicato nessuna foto in cui possa vedere la tua faccia! Ma sono sicura che sei ragazzo carino. Quanti anni hai? E di dove sei... il tuo non è affatto un nome svedese :)

M - grazie ...vengo dalla Palestina e ho 18 anni . E tu sembri una principessa

V - Oh che carino, grazie! Da quale città della Palestina vieni?

M - hehe....Sono di akka

V - Akka?.... Forse intendi dire Akko? (scirtto in Arabo nell'originale) Ma non è in Israele?

M - Sì ma è Palestina. e loro se la sono presa da noi

V - Caro M., l'ho trovata sull'enciclopedia e c'è scritto Israele, non Palestina. Adesso non so quando Akko è stata Palestina, forse mai, perché in nessun libro di storia ho mai trovato lo Stato di Palestina prima dello Stato Palestinese dell'ANP. Io penso che se adesso Akko è Israele e noi diciamo "è Palestina" noi possiamo solo apparire ignoranti, non credi? Come se dicessimo "Napoli è Magna Graecia".
Amichevolmente ;-)

M - ma si chiamava Akka molto tempo fa, prima che gli Israeliani prendessero il paese .. stai con gli israeliani? Intendo dire stai con la Palestina o con Israele?

V - E Napoli si chiamava Parthenopis molto tempo fa... sto con la Palestina o con Israele? Che domanda vuota! Che cosa cambia? Adesso tu sei Israeliano, il tuo passaporto è israeliano, no? Ascolta, mia madre si chiama Amira C. (cognome arabo) e io ho i suoi stessi occhi verdi. Mio padre è di Ancona e si è convertito all'Islam per sopsare mia madre. Ok? Ora io sono fiera di essere Italiana e mussulmana allo stesso tempo. Perché non sei anche tu fiero di essere allo stesso tempo Arabo mussulmano e Israeliano???

M - Non posso stare con gli Israeliani, dopo che hanno ucciso tanto a Gaza .. e loro hanno ammazzato quasi tutti gli Arabi in Palestina. pensi che potremmo essere amici? Mai! non possiamo essere amici dei nostri nemici. (Il caso non solo per me stesso, ma per tutti gli Arabi, non possiamo essere amici) ed è lo stesso per gli Israeliani, loro non vogliono essere nostri amici e vogliono solo ucciderci

V - Il tuo modo di ragionare è dannoso anche per te stesso. Ascolta: i cristiani e i mussulmani sono stati in guerra per secoli. I cristiani fecero le crociate contro i mussulmani... Ora, chiedimi: stai con i cristiani o con i mussulmani?
Non è una domanda stupida? Mio padre è nato cristiano e (penso) lo sia ancora nel suo cuore. Ma lui non da molta importanza alle questioni religiose... come invece ha fatto mio nonno (materno). Così lui ha preferito convertirsi all'Islam. E ha fatto la cosa giusta.
Cosa pensi, che mia madre e mio padre dovrebbero odiarsi perché i cristiani uccisero i mussulmani e i mussulmani uccisero i cristiani?
Basta! Fermiamo le uccisioni! Fermiamo l'odio!!
Ho vergogna di essere mussulmana quando sento che c'è gente che ammazza in nome di Allah!! Allah li maledica!! Allah maledice chiunque fa il male. Anche chi dice che combatte per dei giusti ideali. Non c'è nessun "giusto ideale" che chiede di uccidere la gente.
Ok? Questo è il mio punto di vista mussulmano.
Adesso chiacchieriamo di cose più serie!
Quanti anni hai?
Studi o lavori?
Com'è la vita ad Akko?
Ho visto le foto di Akko su internet, e sembra meravigliosa! Io amo le città di mare come la mia. Ma Napoli è diventata troppo caotica! E io penso che Akko è della misura giusta! Poi di fronte ad Akko c'è Haifa che è anche un'altra città meravigliosa.
Dimmi della tua vita nel tuo paese (chiamalo come preferisci, Palestina o Israele...)
Ok, qui in Magna Graecia, la vita sta diventando difficile perché Berlusconi sta legalizzando la mafia, la camorra ecc.. Berlusconi è un criminale, ma la gente ignorante fa sempre il tifo per lui, come facevano i Tedeschi con Hitler!
Conosci Souad Massi? Io la adoro. Ascolta questa canzone:
http://www.youtube.com/watch?v=_Oekfi7ExXY
La dedico a te.

M - Non odio i cristiani se non vengono vicino a noi con qualcosa di sbagliato, loro hanno la loro religione e noi abbiamo la nostra. Ma gli Israeliani non vogliono finire la guerra finché non hanno tutti il paese. Quando un Mussulmano ammazza qualcuno, lo fa per la sua terra
Non sono mai stato in Palestina da quando gli Israeliani sono lì. Vivo in Svezia e ho 18 anni. Quanti anni hai? Sei sposata?

V- Ho la tua stessa età (in Arabo nell'originale).
Conoscevi già Souad Massi?
Hai ascoltato la sua canzone? Ti è piaciuta?

M - no non l'ho ascoltata, non so chi è

V - Devi ascoltare Souad Massi!!! Come fai a dire di essere Arabo se non conosci Souad Massi? Come fai a vivere se non conosci Souad Massi? Che genere di musica ascolti?

M - haha di solito non lo ascolto, ma ascolto le canzoni arabe (canzoni d'amore)... Quanti anni hai?

V - Te l'ho già detto! Ho la tua stessa età (in Arabo nell'originale)
Caro dolce amico svedese dai bellissimi occhi sognanti da bambino.
Ora sono sicura che tu non sei in grado di leggere l'Arabo, perché ti ho scritto in Arabo che ho la tua stessa età, ma tu non mi hai capito... Bene Mohammed, entrambi abbiamo 18 anni, ma forse io potrei essere tua madre. Ascolta: essere Arabi significa parlare Arabo, sognare Arabo, mangiare Arabo ecc.. Mia madre mi ha insegnato queste cose, così come mio padre mi ha insegnato a essere Italiana e perfino Napoletana. Essere Arabi non vuol dire odiare gli Israeliani. Cerca di essere felice, mio giovane amico! Io credo che gli Israeliani siano nostri fratelli. Il Santo Corano dice che noi siamo un grande popolo e che gli Ebrei sono un piccolo popolo nostro fratello, il quale ha la sua terra attorno a Gerusalemme, e loro saranno sotto la nostra protezione e sotto la protezione di Allah.
Ricorda: la pace ci sarà solo quando il nostro amore per la vita e per i nostri bambini sarà più forte del nostro odio.
E adesso, abbi buoni pensieri, bel tempo, begli amori!
E' un bene non dimenticarsi delle proprie origini, ma adesso è importante vivere nella propria realtà.
Un abbraccio fraterno.

M - So leggere l'Arabo molto bene, ma non capivo cosa intendevi... non voglio più discutere di Israeliani.. ma non posso considerarli come miei familiari (in Svedese nell'originale)
hai altre tue foto?

(A questo punto V. inserisce in bacheca altre sue foto, di cui un paio in bikini)

M - oh mio dio...sei mooooooltoo moooooloto seeeexyyyyyyyyyy......  i tuoi occhi sono da tigre

V - Mia madre dice che io sono una tigre e mia sorella una pantera nera!

M - hehe spero di incontrarti un giorno

V - Così, dove pensi che debbano andare a vivere gli Israeliani? Solo a Tel Aviv? O nemmeno a Tel Aviv? I dico: tutta la Palestina agli Ebrei... il resto del mondo ai Mussulmani! Che ne pensi?

M - perché dovebbero stare in Palestina, è nostra. merda là dentro adesso parliamo d'altro. hai MSN?

V - Peché dici che la Palestina è tua? Non l'hai mai vista!! E dove dovrebbero andare gli ebrei secondo te???

M - sì .. grazie a loro, io non ho potuto vedere il Paese non mi interessa dove loro devono andare, loro non si curano di noi. perché io dovrei curarmi di loro?

V - Spero tu stia scherzando, altrimenti sei uno stupido! In che modo credi si possa fare la pace? Molto spesso i fratelli litigano. E i litigi fra fratelli sono i peggiori. Ma è essenziale trovare la pace, per il bene di entrambi i fratelli. Ho visto il video di Hamas sul soldato rapito Gilad Shalit. Quel cartone animato è orribile! Cosa pensi di Hamas? Io credo che loro siano solo dei terroristi assassini. Quando noi Arabi andiamo in giro per il mondo, siamo spesso additati come criminali. Per colpa di Hamas, Hezbollah e di Al Qaeda. Non credi?
Piccolo monello svedese!
Cosa pensi dell'uguaglianza di diritti fra uomini e donne? E del matrimonio islamico? Cosa pensi della poligamia?
Io sono contro la poligamia. La poligamia è un retaggio del passato remoto. I soli paesi mussulmani civili sono quelli in cui la poligamia è vietata: la Tunisia (infatti è la mia seconda casa) e la Turchia.

M - perché sei sempre contro di me? Mi piace Hamas, perché dici che Hamas è assassina? Gli Israeliani fanno molto peggio di loro. possiamo parlare di qualcos'altro?

V - Ok, ma puoi ripondermi prima: cosa pensi dell'uguaglianza di diritti fra uomini e donne? E del matrimonio islamico? Cosa pensi della poligamia? Se non mi rispondi io non posso sapere come mi consideri. Potrebbe essere che mi consideri una puttana.

M - Non ho capito esattamente cosa intendi, ma ti dico una cosa! La Palestina è per i Palestinesi e basta. e tu sei una brava ragazza te lo prometto. e ora .. ti prego, parliamo di qualcos'altro ok  ?

V - Perché non mi rispondi: cosa pensi dell'uguaglianza di diritti fra uomini e donne? E del matrimonio islamico? Cosa pensi della poligamia?

M - entrambi, uomini e donne hanno diritti

V - Non sono una stupida, caro ragazzo! Questa non è una risposta! Io non posso immaginare di stare con un uomo che crede che le donne debbano obbedire agli uomini, con un uomo che crede di avere il diritto di sposare più donne! Questa è una questione chiave, e tu non puoi lasciarmi senza una risposta!     
Iran: quello di Berlusconi era solo fumo
post pubblicato in diario, il 28 marzo 2010
"Spero che la comunità internazionale sappia mettere in campo delle sanzioni forti per dissuadere un governo che ha dentro di sé una forte opposizione che credo sia nostro dovere sostenere. Auspico che non si debba arrivare ad uno scontro armato che nessuno vuole"



Parola di... cavaliere! Era febbraio e il Berlusca nazionale era in Israele a recitare la sua ennesima pantomima.

Nella pratica cosa ha fatto l'Italia? Sul Giornale trovo una Nirenstein felice e soddisfatta del nostro paese  diventato -a suo dire- finalmente atlantico ed europeo con Berlusconi...



Ohps e l'amicizia fatale con Putin? gli accordi capestro con Gheddafi?

La nostra amica minimizza chiamandole "zone grigie". Ammette che sono  "discusse e discutibili""ma almeno stavolta ci sono ragioni concrete e non ideologiche per rapporti altrimenti difficili da capire: si chiamano sbarchi (molto diminuiti di fatto) e energia, problemi capitali.
"

Poi, finalmente parla dell'Iran, sostenendo che Berlusconi "nel suo discorso alla Knesset ha collegato la difesa di Israele all’impegno dell’Italia contro il programma atomico iraniano e per il rispetto dei diritti umani. E di fatto, nel 2009 l’Italia ha ridotto del 31 per cento il volume dell’interscambio commerciale con l’Iran. Berlusconi ha anche fatto sapere che l’Eni non avrebbe stipulato nessun nuovo contratto con l’Iran."

Se le cose stessero davvero così, potremmo dormire sonni tranquilli ed essere fieri del nostro Presidente del Consiglio, così diverso dal pessimo D'Alema ideologo dell'equivicinanza e del dialogo col terrorismo di Hamas!!

Purtroppo la realtà è ben altra! Non solo il Cavaliere non ha fatto quanto promesso, ma ha perfino proposto il D'Alema come Ministro degli Esteri UE!!! E dobbiamo ringraziare l'opposizione degli altri Stati se ce lo siamo scampato.

Ecco, se non avessi avuto la mia atavica diffidenza, eredità tanto partenopea quanto sefardita, mi sarei limitato a leggere la nostra Fiamma e avrei raggiunto il nirvana... Ma io non mi accontento mai di una sola voce, soprattutto quando quella dice le cose che mi piacerebbe sentire. Perciò mi sono messo a rovistare nel web, nelle analisi, nelle statistiche e ho appurato che c'è ben poco da stare tranquilli: lo scambio commerciale dell'Italia con l'Iran negli ultimi anni è andato costantemente crescendo, anche col Berlusca al Governo; solo nell'ultimo anno ha conosciuto un calo fisiologico del 30%, dovuto alla crisi. Insomma, quello che sostiene ingenuamente la nostra Fiamma è solo fumo. E, come è scritto sui pacchetti di sigarette IL FUMO UCCIDE !!



Fra le tante cose interessanti che ho trovato nel web, c'è un articolo che spiega in breve e molto chiaramente come stanno in realtà i fatti. L'autore è Alessio Postiglione; potrei sbagliarmi, ma mi sembra un tipo attendibile,  di certo non è estremista di sinistra né di destra, né nemico d'Israele. Anzi, è uno  che in occasione della Fira del libro di Torino scrisse: "...
il Paese condannato è stato Israele. Oibò, Israele è il più cattivo di tutti? E, a quanto pare, i nazisti antisemiti che gli si rivolgono contro, pronti a lanciare boicottaggi, a firmare appelli, e via demagogizando, non finiscono mai in minoranza. L’ultima odiosa riprova ci giunge da Torino..."

Buona lettura



Il bluff di Berlusconi. Ecco le aziende italiane a Teheran
Alessio Postiglione

La presenza delle nostre società nel Paese degli ayatollah non riguarda solo l’Eni ma l’intero Gotha del capitalismo nostrano: Danieli-Duferco, Mediobanca, Telecom, Capitalia, Montedison, Falck. Gli scambi sono in crescita.
Berlusconi ha voluto sigillare mediaticamente la sua visita in Israele con l’impegno dell’Italia a stringere il cerchio delle sanzioni attorno ad Ahmadinejad, bloccando le relazioni con Teheran. Ma i fatti, purtroppo, indicano che la strategia diplomatica del Cavaliere è un bluff, alimentato da un debole governo israeliano, anch’esso bisognoso, come il nostro, di attestare di fronte all’opinione pubblica, successi inesistenti volti a rafforzare consensi vacillanti.
Berlusconi ha dichiarato che dal 2007 gli scambi commerciali con l’Iran sono calati di un terzo. Ma in realtà sono aumentati ininterrottamente fino al 2008, per assestarsi durante la crisi: «L’Italia dal 2001 al 2007 è stato il primo partner commerciale dell’Iran. Lo scambio commerciale tra i due Paesi è passato da 3,5 miliardi di euro a 6 miliardi di euro», lo spiega il segretario generale della Camera di Commercio Iran-Italia, Jamshid Haghgoo.


«Negli ultimi anni, l’Iran ha negoziato contratti con oltre 30 aziende provenienti da nove Paesi europei per la realizzazione di progetti energetici nel Paese, nonostante l’aumento delle sanzioni internazionali e delle pressioni politiche ». Secondo la Camera di Commercio, la somma degli scambi Iran-Italia nel 2008 è aumentata dell’1,2 per cento rispetto al 2007. Anzi, le esportazioni italiane crescono, mentre calano le importazioni.

L’Eni, intanto, sta guidando la seconda fase dello sviluppo del giacimento di Darkhovin per portare la produzione da 50mila a 160mila barili al giorno (valore dell’operazione: un miliardo di dollari). Dato che l’Italia è azionista dell’Eni, ridurre la presenza in Iran di quest’ultima sarebbe la riprova dell’impegno del governo. Scaroni invece ha fatto sapere che il cane a sei zampe porterà a scadenza i patti sottoscritti ma non ne rinnoverà altri.
Peccato che il tre febbraio il direttore operativo della compagnia petrolifera statale iraniana, Nioc Seifollah Jashnsaz, abbia smentito Scaroni: «Le trattative con l’Eni per lo sviluppo della terza fase del giacimento di Darkhovin continuano».


Per ora Jashnsaz non è stato smentito dal nostro governo mentre l’Eni si è rifiutata di rispondere. Intanto, nonostante la ribalta mediatica sia toccata al nostro gigante energetico, parecchie aziende italiane, nell’ombra, continuano a fare affari con gli ayatollah. Nel gennaio del 2008, ad esempio, Edison e l’iraniana Nioc hanno firmato un contratto di esplorazione del valore di 107 milioni di dollari per il centro di estrazione offshore Dayyer, situato nel Golfo Persico.
La Fata sta realizzando, inoltre, un impianto di oltre 300 milioni di euro per la produzione di alluminio primario a Bandar Abbas. A gennaio di quest’anno, è stata la volta della Maire Tecnimont che ha siglato un accordo da 220 miliardi di euro per il gas. Secondo gli esperti di spionaggio dell’israeliana Debka, la Tecnimont parteciperebbe anche alle commesse del programma nucleare iraniano. La Carlo Gavazzi Space, invece, sta costruendo il satelli te militare Mesbah. Mentre Ansaldo ha progettato le turbine iraniane di Karaji per 870 milioni di euro.
Iveco, gruppo Fiat, è il fornitore dei camion dell’esercito persiano e delle Guardie rivoluzionarie. La Fb Design fornisce invece i motoscafi Levrievo all’esercito e, sempre secondo Defka, le Guardie rivoluzionarie a loro volta darebbero questi mezzi anche ad Hezbollah. La Seli vende i mezzi di movimentazione terra alla iraniana Ghaem che è stata accusata dagli americani di scavare i bunker dove avvengono le sperimentazioni nucleari del regime di Ahmadinejad. Le aziende italiane che operano in Iran, in definitiva, sono il Gotha del capitalismo italiano: la DanieliDuferco, Mediobanca, Eni, Telecom, Capitalia, Montedison, Falck. Anche se l’Eni andasse veramente via dall’Iran, comunque, non sarà un grosso danno. I 15mila barili al giorno che la compagnia petrolifera italiana ricava dall’Iran, o i probabili 160mila alla fine dei lavori a Darkhovin, rappresentano un particolare trascurabile rispetto ad un totale di 1,7 milioni di barili al giorno.


Alessio Postiglione
Un giorno leggeremo che a Roma...
post pubblicato in diario, il 16 marzo 2010

venerdì 28 jumada l-akhira 1439 (venerdì 16 marzo 2018)


Roma, torna la violenza
Battaglia tra residenti e polizia
Protesta contro la nuova chiesa.
Scontri e tensione nel centro storico
L'inviato di Obama rimanda la visita

ROMA

Nella "Giornata della rabbia" proclamata da Hamas-Italia per protestare contro l’inaugurazione della chiesa "Rudere" a Roma est, numerosi scontri sono in corso nella città vecchia tra manifestanti e forze di sicurezza.
Due poliziotti sono rimasti feriti e numerosi manifestanti sono stati arrestati, secondo un portavoce delle forze di sicurezza.
La polizia ha dispiegato oltre 3.000 agenti a Roma est per far fronte a qualsiasi eventuale forma di violenza in occasione delle proteste, che puntano anche alla «difesa di Roma» dalla politica coloniale italiana. Nei giorni scorsi il governo ha annunciato un piano per la costruzione di 1.600 nuovi alloggi nella parte orientale della città, provocando la dura reazione di Stati Uniti e Unione europea.
La Lega Araba ha annunciato l’interruzione di qualsiasi negoziato diretto o indiretto con l'Italia, fino a quando la politica coloniale cattolica non sarà fermata del tutto. Nel campo profughi di Ponte Mammolo, i manifestanti hanno preso di mira i poliziotti che hanno risposto lanciando granate assordanti e sparando proiettili di gomma. Almeno un militante è stato arrestato dalle forze dell’ordine, che hanno momentaneamente ristabilito la calma dopo avere fatto irruzione nel campo. Scontri tra militanti e agenti proseguono invece a Monte Sacro, dove la polizia ha sparato alcuni colpi in aria per disperdere i manifestanti. Tafferugli anche nella zona della Nomentana nel settore orientale di Roma, a maggioranza araba.
Intanto l’inviato statunitense per il Medio Oriente Abdel Mitchell ha rimandato la prevista visita nella regione, dopo le polemiche scatenate dalla decisione italiana di autorizzare la costruzione dei nuovi alloggi a Roma Est: la visita rimarrà in sospeso fino a che l'Italia  non darà una risposta formale alle richieste di Washington.




Proteste contro i progetti di costruzione di 1.600 nuovi alloggi nel settore est della città e contro l'inaugurazione di un'imponente chiesa a ridosso della zona mussulmana.
Gravi scontri a Roma
nella "giornata della collera"

ROMA - Violenti scontri a Roma est tra centinaia di giovani  e le forze di sicurezza. I movimenti islamici, a cominciare da Hamas-Italia, hanno proclamato per oggi una "giornata della collera" contro il progetto di costruire almeno 1.600 nuovi alloggi nel settore orientale della città santa, progetti che hanno creato anche attriti con Washington. E prevedendo incidenti, la polizia e i servizi di emergenza hanno decretato la massima allerta.
A Roma sono stati schierati oltre 2.500 agenti in assetto antisommossa, più moltissimi soldati, e i valichi di transito con la Campania sono rimasti chiusi. Scontri si sono verificati questa mattina in varie zone della città. Nel campo profughi sulla Ponte Mammolo la polizia ha reagito alla sassaiola dei manifestanti sparando proiettili di gomma e granate stordenti. Nel quartiere Nomentano, area a maggioranza mussulmana, le forze di sicurezza hanno sparato alcuni colpi in aria per disperdere i manifestanti. Tafferugli anche nella zona di Monte Sacro.

Un dirigente del Movimento islamico in Italia, lo sceicco 'Abdel al Kamal, ha motivato la "giornata della collera" con l'inaugurazione, ieri nel rione cristiano del centro di Roma, di una maestosa chiesa che topograficamente disturba la vista del rione mussulmano confinante. Esiste il timore, ha aggiunto lo sceicco 'Abdel al Kamal, che questo evento preluda a un tentativo di creare una presenza permanente di cristiani nella zona mussulmana.

Di conseguenza il Movimento islamico ha organizzato dei convogli per portare gruppi di fedeli da tutta la Penisola alla zona mussulmana di Roma. Ma a quanto pare alcuni autobus diretti a Roma sono stati fermati in Toscana dalla polizia iitaliana e costretti a ritornare indietro.

Ieri, nel tentativo di placare i timori islamici, il Papa aveva negato l'esistenza di progetti concreti di edificare una chiesa nei pressi della Zona Islamica di Roma. Ma le sue parole, a quanto pare, non hanno convinto la popolazione mussulmana che è preoccupata anche da altre iniziative italiane. Fra queste l'inclusione di due luoghi di preghiera storicamente islamici, nei siti del patrimonio culturale e religioso cristiano da preservare. In entrambi i casi per i musulmani si tratta di moschee a tutti gli effetti.

(28 jumada l-akhira 1439  - 16 marzo 2018)


I LETTORI SI CHIEDERANNO
COME MAI IO ABBIA PUBBLICATO
UN FATTO COSI' STRANO.
L
A SPIEGAZIONE E' QUI:
memri
Per Berlusconi, esigiamo ricovero immediato coatto in struttura psichiatrica adeguata
post pubblicato in diario, il 4 febbraio 2010
Silvio Berlusconi è stato il primo Presidente del Consiglio italiano a parlare alla Knesset. Fortunatamente i suoi predecessori hanno tutti avuto il buon gusto di non varcare mai quella soglia, altrimenti avrebbero detto porcherie a iosa.



Vi immaginate Massimo D'Alema davanti al parlamento israeliano in preda ai deliri di equivicinanza o a decantare le virtù interlocutorie di Hamas o di Hezbollah?



Ve lo vedete voi Romano Prodi, fresco di abbracci fraterni con il criminale Ahmadinejad, a stringere poi la mano di quelle stesse persone  che il "presidente" iraniano vuole sterminare?



Berlusconi, non avendo questo genere di scheletri nel suo armadio, ha potuto ritenersi avvantaggiato rispetto ai suoi rivali politici ed è riuscito a fare anche un bel discorso:

"Questo Parlamento rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Questo Parlamento testimonia la nascita nel 1948 di uno Stato Ebraico, libero e democratico che raccolse finalmente, dopo l'orrenda esperienza della Shoah, cittadini del mondo che parlavano tutte le lingue e che accorsero da ogni angolo del mondo. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio, se non l'unico, di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista".

Così, con belle frasi scrittegli forse da Bondi, ha saputo incantare perfino il Paese più smaliziato al mondo. Molti gli hanno offerto scherzosamente di rimanere in Israele. Shimon Peres l'ha definito "solare", non perché sia uno che fa molte "sole", ma perché ha sorriso a tutti, regalando a piene mani allegria ed è riuscito a essere, come suo solito, del tutto informale anche in una visita ufficiale così importante.
 


Però le sue parole si sono rivelate solo parole; i suoi sorrisi solo sorrisi; le sue strette di mano, solo strette di mano.

E' vero, è l'unico politico italiano senza peli sulla lingua che ha avuto il coraggio di condannare apertamente il Rapporto Goldstone, difendendo la reazione israeliana a Gaza in risposta agli 8 anni di bombe quotidiane di Hamas.

E' vero, non ha esitato a condannare con fermezza l'Iran di Ahmadinejad senza badare al "politically correct":

"Il problema della sicurezza è fondamentale per Israele. Ora ancora di più perchè c'è uno Stato che prepara l'atomica per usarla contro qualcuno. E' uno Stato che ha una guida che ricorda personaggi nefasti del passato."

Però poi si è lasciato andare alla fantasia, aggiungendo che l'Italia "ha tolto il supporto del governo alle aziende italiane che operano in Iran. Oggi è presente solo l'Eni, che ha un contratto che deve rispettare ma che comunque ha già disdetto lo sviluppo della terza fase di attività di un giacimento petrolifero", e che "l'interscambio commerciale con l'Iran è diminuito di un terzo" dal 2007 e continuerà a calare.

Peccato che non sia affatto vero! Peccato che l'Italia continui a essere uno dei migliori partner commerciali dell'Iran! Peccato che il Governo Berlusconi, col suo ministro Frattini, non abbia mai mosso un dito per isolare l'Iran! Peccato che anche la notizia sull'ENI sia solo una balla!

Sicché le sue parole sono state solo parole; i suoi sorrisi solo sorrisi; le sue strette di mano, solo strette di mano.



Infatti, voltato l'angolo, con Abu Mazen non ha saputo fare a meno di cambiare registro e di adeguarsi al solito copione di tutti, sostenendo che "Il fermo dell'espansione degli insediamenti da parte di Israele" è una "condizione necessaria" per "avviare i negoziati in modo proficuo" e che il rientro di Israele nei confini del 1967 è un'ipotesi positiva e concretamente accettabile.
 
Peggio di così non si poteva. Sembrava di sentire la stessa voce del suo amico D'Alema!!

Ma, come se non bastasse, alla fine Berlusconi ha voluto mettere anche la ciliegina sulla torta con una frase davvero orribile, di quelle destinate a rimanere negli annali:


''Sempre quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno quell'umanità che deve essere sempre mantenuta integra''... ''come è giusto piangere le vittime della shoah è giusto manifestare dolore per quanto avvenuto a Gaza''.

 
Da ciò, si può dedurre una sola cosa: Silvio Berlusconi è un caso di schizofrenia pericoloso per l'umanità, almeno quanto quello del suo predecessore Benito Mussolini.

"KATIUSHA SU MAALOT, KASSAM SU SDEROT"
post pubblicato in diario, il 2 gennaio 2010
Un articolo di Deborah Fait.
Condivido al 100% e pubblico.

Mubarak ha mandato la polizia a menarli di santa ragione, anche due italiani sono stati colpiti di striscio e io mi sono sentita bene, molto bene.

Sto parlando dei pacifisti che si sono trovati in Egitto per entrare a Gaza a dare il loro sostegno a Hamas.
Sto parlando di  Viva Palestina, Ebrei contro l'occupazione, ISM e altre organizzazioni di delinquenti, di quella gente che brucia bandiere,  di quei bacherozzi che urlano  "lo stato di Israele deve essere distrutto", parlo di quelle ong finanziate dall'Europa per dare addosso a Israele e difendere i terroristi, parlo di organizzazioni di cui fanno parte le persone peggiori, quelle che odiano, quelle colla bava alla bocca per la rabbia che Israele esista ancora.
In Egitto , tentando inutilmente di entrare a Gaza, c'erano anche degli ebrei, i peggiori, quelli che odiano se stessi e il popolo da cui provengono, quelli che odiano Israele.
Parlo dei Neturei Karta, gli ebrei che il rabbinato  di Israele non riconosce  come facenti parte del popolo ebraico, ebrei che ammirano Ahmadinejad perche' minaccia di distruggere Israele, ebrei che adoravano Arafat e Saddam Hussein.
Parlo anche di quella ottantacinquenne sopravvissuta alla Shoa' che partecipa allo sciopero della fame perche' le autorita' egiziane li lascino entrare  a Gaza.
Non ne scrivo il nome perche' non lo merita.
Merita solo oblio e vergogna.
Chi puo' essere questa vecchia ebrea che ha provato  l'odio su di se'  e che adesso odia il proprio popolo? E' una comunista dicono  e allora  mi chiedo, basta essere comunisti per avere il cervello diffettoso?
Mi chiedo cosa porti questa vecchia a usare le ultime forze che le restano prima di morire per andare contro l'unico paese che, se  fosse esistito all'epoca della 2 Guerra Mondiale, avrebbe salvato lei dai lager e la sua famiglia dalla morte.
Che tipo di veleno ha questa gente nel cuore?
Perche' odiano tanto il paese degli ebrei, loro che sono ebrei?
Mi piacerebbe guardarla negli occhi a questa vecchia e dirle tutto quello che penso delle persone disgustose come lei.
Mubarak li ha fatti bastonare di santa ragione.
Benissimo, bravo Mubarak.
Israele invece, nella sua immensa democrazia,  ha permesso che arabi israeliani e ebrei israeliani di sinistra, quindi malati di odio,   andassero al confine di Erez, guidati dai deputati arabi della Knesset, quelli che noi  israeliani paghiamo profumatamente, per manifestare il loro amore per i colleghi bloccati in Egitto e per hamas e il terrorismo.
Lo sapete cosa gridavano questi bastardi?
Lo sapete cosa gridavano stando dentro Israele?
Proprio il giorno dopo che hamas aveva festeggiato l'ultimo dell'anno sparando missili Grad iraniani contro la citta' israeliana di Netivot i cui abitanti hanno ringraziato sentitamente per il pensiero, spaventandosi a morte e sfilando, il giorno dopo, portando cartelli che recitavano "Una nuova decade di speranza e di pace".
Questi sono i nostri israeliani  pieni di amore e quelli  sono i palestinesi e i loro sostenitori pieni di odio.
Bene, lo volete proprio sapere cosa gridavano questi bastardissimi arabiisraeliani e sinistri?
Gridavano  "KATIUSHA SU MAALOT, KASSAM SU SDEROT".
 
Questo urlavano, tanto idioti da non pensare che anche loro vivono in Israele e rischiano come tutti, gridavano sventolando le bandiere palestinesi e ascoltando commossi le parole trasmesse dal capo terrorista Hanyeh:
 "Noi abbiamo vinto la guerra contro Israele, noi tutti ci incontreremo a Gerusalemme che sara' sempre araba e islamica. Voi ci date forza e io vi ringrazio"
E' logico  o no pensare che questa gente abbia problemi di intelligenza?
E' proprio vero che, come dice il detto, l'essere comunisti sia una brutta malattia,  e' esattamente  quello che ci fanno pensare i pacifisti bruciabandiere e pieni di odio.
 
Avrei ancora una domanda: dove sono le bandiere arcolbaleno di cui hanno tappezzato tutta l'Europa durante la guerra del terrore scatenata contro Israele da Arafat?
Esponevano le bandiere colorate dappertutto, facevano cortei, manifestazioni, ci auguravano di morire, cosa che accadeva su scala industriale grazie ai kamikaze mandati in Israele da Arafat e dal suo luogotenente Barghouti.
Sventolavano le loro bandiere urlando contro Israele e contro l'America.
E oggi? Dove sono questi eroi  del nulla?
Sono tutti davanti a Gaza per mandare palloncini ai loro cari terroristi ?
Perche' non sono, con le loro bandiere colorate,  in Iran dove Ahmadinejad sta  massacrando i giovani iraniani?
I ragazzi iraniani stanno lottando per  avere la liberta' ma si stanno fecendo uccidere per la persona sbagliata, quel  Moussawi, detto il boia, detto il "macellaio di Beirut", che non e' certo meglio del dittatore Ahmadinejad anche se adesso si fa passare per santo martire.
Beh, dove sono i pacifisti? perche' non sventolano le loro bandiere  della vergogna  per i ragazzi iraniani?
Vergogna a loro e al loro odio.
Vergogna al mondo che non ha interesse per i morti a meno che non siano palestinesi.
Vergogna al movimento pacifista che sostiene i terroristi e facendo cosi' morire i bambini palestinesi.
Vergogna alla disinformazione italiana che continua a mentire e a dare, su Israele, notizie false e tendenziose.
Qualcuno di voi ha letto da qualche parte  che i tre terroristi ammazzati dall'IDF a Nablus, sono usciti dai nascondigli sparando e che uno di essi si faceva scudo col corpo della moglie terrorizzata?
Ve lo immaginate questo campione di vilta' , nascosto dietro il corpo di una donna?
E' loro abitudine usare  scudi umani, lo fanno anche coi bambini, persino coi loro figli.
Nessuno ha letto sui media italiani  quanto siano vigliacchi questi palestinesi che sparano contro Israele, questi eroi dei pacifisti.
E nessuno ha letto  che Goldstone, il giudice ebreo sudafricano,  dopo aver scritto le cose piu' orrende su Israele durante la guerra contro Gaza, ha dichiarato di essere dispiaciuto perche' le cose scritte nel suo rapporto sono false e  tendenziose.
Bene, Giudice, poteva pensarci prima.
Tutto e' stato fatto apposta, come sempre, si lancia la diffamazione contro Israele, poi , "oops, ci dispiace tanto"  si rettifica ma e' assolutamente inutile perche' le prime parole sono quelle che contano, le smentite non le legge nessuno. 
Questo e' successo sempre contro Israele e il mondo ci odia grazie a questi pacifisti seminatori di menzogne.
Un'altra cosa mi riempie di soddisfazione: dopo l'ultimo tentivo di attentato sull'aereo che andava a Detroit, tentativo fatto da un islamico giovanissimo, imbranato e miliardario, tutto firmato Diadora, bene dopo questo  ultimo attentato per fortuna sventato, tutto il mondo viaggera' "all'israeliana".
E tutti quelli che , quando venivano in Israele e ci bestemmiavano contro per tutte le misure di sicurezza....sti ebrei cosa credono di essere....non torneremo mai piu'....che schifo controllarci tanto.... ehehehe benissimo adesso non potranno andare nemmeno da Roma a Milano senza farsi controllare anche le mutande....Sono molto contenta.
 
Bene, amici, augurandovi un meraviglioso 2010, l'augurio che faccio a me stessa e'  che  la gramigna pacifista si estingua..... e' impossibile, lo so, i soldi che ricevono sono tanti e all'Europa, antisemita dalla notte dei tempi,  interessa molto stare dalla parte degli arabi, anzi diventare araba e chiamarsi Eurabia. 
E'  impossibile ma io continuo a sperare e a credere nei miracoli.

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
HAMAS, luridi criminali ricattatori
post pubblicato in diario, il 15 dicembre 2009



Nessuna legge consente di tenere in ostaggio una persona. Nonostante ciò, da tre anni dura il supplizio per Gilad Shalit, per la sua famiglia, per tutte le persone che soffrono per lui perché sono ancora in grado di provare qualcosa di umano nel loro cuore.

Oggi un certo Khaled Mesaal (quell'essere immondo raffigurato nella foto in alto) in conferenza stampa a Teheran (vi lascio immaginare il livello dell'uditorio!), ha alzato ulteriormente il prezzo del ricatto a Israele: "Lo scambio con Shalit avrà luogo quando gli israeliani avranno accettato le richieste di Hamas. In caso contrario non lo rivedranno." Neanche i peggiori  mafiosi si comportano così.


Fanno schifo. Ma fa altrettanto schifo l'Europa che si permette di far arrestare chi ha commesso violazioni dei diritti umani, come Milosevic, Karadzic... ma non vede quello che Hamas sta facendo da quando esiste.

Per poco l'Europa non ha scelto un ministro degli esteri come D'alema, che considera Hamas un ottimo interlocutore e
si permette di fare la morale a Israele,

E non parliamo del mandato d'arresto che Londra ha emanato nei confronti di Tzipi Livni, qualcosa di inaudito.

Questo mondo affonda nella merda, non ho più dubbi.


Se Israele vuole la pace, costruisca insediamenti per 1.500.000 abitanti
post pubblicato in diario, il 8 ottobre 2009
Israele scarcera assassini arabi in cambio delle spoglie dei suoi ragazzi, o addirittura in cambio di un filmato che dimostri che uno di loro è ancora in vita.



Israele cede tutta la Striscia di Gaza e in cambio  riceve bombardamenti più intensi. Israele offre la pace e in risposta è costretto alla guerra.



Il mondo tuona da ogni parte, ogni giorno, che Israele deve fermare i suoi insediamenti nei "territori arabi," se  davvero vuole riprendere i colloqui di pace.

Ma colloqui di pace con chi? Con Hamas che vuole la distruzione di Israele? Inutile farsi illusioni: Israele punti piuttosto alla distruzione di Hamas, se vuole qualche chance.

Allora, colloqui di pace con Fatah che vuole uno stato palestinese judenrein, ripulito dalla presenza ebraica?



Questo è possibile, ma Israele intanto costruisca nei "territori arabi" insediamenti per 1.500.000 abitanti: 3 o 4 città con tanto di infrastrutture, e spazi per attività industriali e commerciali. Poi ponga la sua condizione: Israele permetterà alla Palestina di essere uno stato judenrein, a condizione che tutti i cittadini musulmani d'Israele rinuncino alla loro cittadinanza israeliana e vadano ad abitare nei nuovi insediamenti in Cisgiordania. In caso contrario, Israele provvederà a far popolare quegli stessi insediamenti dai suoi cittadini più agguerriti, armati fino ai denti e determinati a far cagare sangue agli arabi tutti.

Chissà, forse a queste condizioni si potrebbe cominciare a ragionare.
Hamas ha vinto...
post pubblicato in diario, il 20 gennaio 2009

Il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha detto che l'operazione israeliana nella Striscia di Gaza è stata un fallimento e che il suo gruppo ha riportato "una grande vittoria" contro Israele.

Come dargli torto? Anzi, direi che ha proprio ragione: Hamas ha raggiunto il suo obiettivo, mentre Israele no. Almeno per adesso.

E sì, riflettiamoci un attimo. Qual è l'obiettivo di Hamas? Qual è la sua filosofia?

Provate a inserire in google la frase
"Noi amiamo la morte come loro amano la vita".

Fatto? Come avete potuto osservare, quel pensiero è il principio fondante di Hamas.

Hamas ha raggiunto il suo scopo, ha fatto morire un sacco di palestinesi. Adesso le loro famiglie possono essere felici e fiere di avere dei martiri da ricordare.

Israele invece non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi:

  • sono morti 13 soldati, il che vuol dire che almeno 13 famiglie vivranno nel dolore il resto della loro vita;
  • a tutt'oggi nulla garantisce che non cadranno più missili su Israele
  • il povero Gilad Shalit è sempre nelle mani dei rapitori;
  • l'ONU ha colto al volo l'occasione per l'ennesima condanna e per pretendere di interporre una forza internazionale, il che significherebbe regalare a Hamas degli scudi umani internazionali, se non addirittura dei mercenari che coprano le spalle ai terroristi; Bosnia docet.

Io l'ho sempre detto: dopo il ferragosto del 2005, vista la reazione dei palestinesi al ruitiro da Gush Katif (serre distrutte e villaggi rasi al suolo per diventare basi di lancio dei kassam), Israele non avrebbe dovuto esitare un istante, non avrebbe dovuto permettere nemmeno un missile. Invece ha aspettato 3 anni!

Il nome "Piombo Fuso", con cui è stato definito l'intervento militare a Gaza, ha come ghematrià 967, un solitario numero primo. E 967 è la stessa ghematrià di una parola che significa "rimanere invischiati". Infognarsi, insomma. Quello che temo possa avvenire.

Ripongo le mie speranze in Tzipi Livni. Che sia una nuova Golda Meir e spazzi via quest'ombra di incertezza e cerchiobottismo lasciata da Olmert.

Lo ricorderò sempre per quello che ha liberato l'infanticida Samir Kuntar!


 

Per concludere, riporto da http://esperimento.ilcannocchiale.it che a Gaza non si moriva di fame, né durante l'"assedio" e né durante la guerra (vedi il video) 

Inoltre, una testimone diretta racconta: 
E' iniziata in Israele una catena umanitaria per mandare aiuti alla popolazione palestinese. Nei centri di raccolta di SDEROT e dintorni i cittadini di Israele, anche quelli colpiti dai missili, tra essi c'e' una donna che ha avuto il fratello morto e molti  rimasti senza casa,  portano coperte, latte in polvere per i bambini e vari generi alimentari a lunga conservazione, poi l'IDF li porta al di la' del confine e li distribuisce alla gente.Oggi l'IDF ha avvisato di non portare piu' giocattoli e vestiti perche' ne sono pieni.
Cosa non succede in questo paese!
post pubblicato in diario, il 12 gennaio 2009
Nuova pagina 1

Cosa non succede
in questo paese!
 Lo chiamano il Belpaese... ma a me piace sempre meno. 

Ho la sensazione che qui la gente sia la stessa di quando si portava la camicia nera, la stessa di quando si segnalava l'ebreo agli aguzzini fascisti per avere in premio la sua casa o il suo posto di lavoro, la stessa di quando si assisteva al massacro con omertosa complicità.

 No, non è la mia gente. 

Non è la mia gente quella che invita a boicottare i negozi degli ebrei perché Israele dopo anni di pazienza non ha potuto fare a meno di usare di nuovo le armi contro chi vuole la sua distruzione totale. 

Non è la mia gente quella che fino a oggi non
ha visto nulla e che adesso protesta
perché Israele si difende.

Non è la mia gente quella che seduta comodamente in salotto oggi predica vacuamente la pace, rifiutandosi di ammettere che è proprio quella, ciò che da oltre sessant'anni Israele sta cercando di costruire senza mai perdere la speranza. 

Non è la mia gente quella che imbratta la città e inneggia alla vittoria di Hamas. 

Non è la mia gente quella che governa questo paese, proclamandosi solidale con Israele mentre promuove un immediato cessate-il-fuoco, che all'apparenza si rivolge "alle due parti", ma che nelle intenzioni è destinato all'unica parte ragionevole in causa,
cioè a Israele che ancora una volta è stato costretto a imbracciare le armi per fermare
chi anela alla sua cancellazione. 

Non è la mia gente quella che in questi giorni approfitta di ogni occasione per esibire chiassosamente il proprio dolore per i bambini di Gaza morti, per le loro madri in lacrime, fingendo ancora una volta di ignorare che quelle stesse madri sono la causa della loro morte, avendoli indottrinati di terrorismo suicida o avendoli usati come scudi umani. 

 

Non è la mia gente quella che si dice contraria al governo ma che ha la sua stessa voce, quando non è peggiore, quando non gracchia
"Hamas è un interlocutore". 

Non è la mia gente questa che ho attorno tutti i giorni, questa gente che mi guarda con sospetto, mascherato da leziosa gentilezza. 

Non è la mia gente,
questa gente alla quale non dispiacerebbe
se persone come me non esistessero più. 

http://www.youtube.com/watch?v=mH64JHRhUX8 

Luoghi comuni anti-israeliani
post pubblicato in diario, il 6 gennaio 2009

(fonte: www.israele.net)
“Il modo più rapido per porre fine a una guerra è perderla”
George Orwell

Breve disamina di sei tipiche frasi fatte che si incontrano di continuo nelle critiche alla controffensiva anti-Hamas lanciata da Israele nella striscia di Gaza.

1) “La reazione di Israele a Gaza è sproporzionata”.
La guerra non è una gara sportiva né un’equazione matematica. L’obiettivo di fondo di qualunque soggetto in guerra (anche e forse soprattutto di chi in guerra viene trascinato) è quello di infliggere il più alto danno possibile al nemico cercando di subire il minor numero di perdite possibile. In nessuna guerra si è mai chiesto a una parte – specie a quella che reagisce a un’aggressione – di “proporzionare” i propri successi (ad esempio, il numero di combattenti nemici uccisi) al numero di perdite subite. Cosa dovrebbe fare, chi sta vincendo? Esporre i propri militari e civili a più colpi del nemico per soddisfare le esigenze di “proporzionalità” degli spettatori? Come ha scritto André Glucksmann, quale sarebbe la giusta proporzione da rispettare per far sì che Israele si meriti il favore dell’opinione pubblica? L’esercito israeliano dovrebbe forse usare le stesse armi di Hamas, vale a dire il tiro arbitrario dei razzi oppure la strategia delle bombe umane che prendono di mira intenzionalmente la popolazione civile? Oppure dovrebbe pazientare finché Hamas, grazie a Iran e Siria, non sarà in grado di “riequilibrare” la sua potenza di fuoco? Bisogna “proporzionare” anche gli scopi perseguiti? Se Hamas vuole annientare Israele e i suoi cittadini, forse Israele dovrebbe imitarlo annientando la striscia di Gaza e i suoi abitanti? Si vuole davvero che Israele rifletta, in misura proporzionale, i piani di sterminio di Hamas?
In realtà Israele si sta comportando a Gaza esattamente come hanno sempre fatto tutti i paesi civili trascinati in una guerra. Si è mai sentita un’opinione pubblica occidentale (ad esempio, quella italiana durante le missioni in Somalia o in Iraq) lamentare che il proprio paese subisse “troppe poche perdite” rispetto a quelle inflitte al nemico? Come ha scritto Alan M. Dershowitz, è assurdo affermare che Israele avrebbe violato il principio di proporzionalità uccidendo più terroristi di Hamas rispetto al numero di civili uccisi dai razzi di Hamas. Non c’è equivalenza legale tra l’uccisione deliberata di civili innocenti e l’uccisione mirata di combattenti nemici. La proporzionalità non è data dal numero di civili uccisi, bensì dal rischio cui sono sottoposti. Qualche giorno fa un razzo Hamas ha centrato un asilo d’infanzia a Beer Sheva, fortunatamente in quel momento vuoto. Il diritto internazionale non esige da Israele che lasci giocare Hamas alla roulette russa con la vita dei suoi figli. Ha spiegato Michael Gerson: lo scopo di un’azione militare non è uccidere una vita in cambio di una vita uccisa ingiustamente: questa è mera vendetta. Lo scopo è rimuovere le condizioni che hanno portato al conflitto e alla perdita di vite.
Infine, l’inferiorità sul piano militare non significa superiorità sul piano morale. L’intransigenza con cui la parte palestinese, nonostante la propria debolezza militare, ha fatto e continua a fare ricorso alla violenza di fronte alle aperture di Israele (offerte negoziali, ritiri unilaterali) probabilmente dimostra la sua scarsa capacità di giudizio, ma non indica in alcun modo particolari virtù morali. Essere militarmente più deboli non significa aver ragione.

2) “I Qassam non uccidono”.
In realtà, i Qassam uccidono. Non spesso, forse, ma lo fanno: sono decine i civili israeliani uccisi o feriti dai lanci di razzi e missili palestinesi negli ultimi anni. D’altra parte, è a questo scopo che vengono lanciati: colpire i civili israeliani. E poi, in questo momento i terroristi palestinesi hanno iniziato a lanciare anche i razzi Grad (di produzione cinese il primo caduto su Beer Sheva), con maggiori quantità di esplosivo e maggiore gittata, mietendo subito nuove vittime.
Comunque, a parte la cifra esatta delle vittime, il punto principale è l’effetto terroristico: da otto anni una porzione sempre più importante della popolazione israeliana (oggi, un cittadino ogni dieci) è costretta a vivere sotto la perenne minaccia incombente e del tutto arbitraria di razzi che piovono dal cielo sui centri abitati (comprese scuole, fabbriche, giardini d’infanzia) senza nessuna logica né preavviso. Il danno in termini psicologici, sociali, economici e – perché no? – politici è incommensurabile. Per parafrasare Barak Obama, chi mai in tutto l’occidente accetterebbe che la propria famiglia fosse costretta a vivere sotto la costante minaccia di attacchi di questo tipo, regolarmente buttata giù dal letto dalle sirene nel pieno della notte? Chi mai, in tutto l’occidente, accetterebbe di sentirsi dire che una tale situazione non è poi così grave visto che i Qassam “non uccidono” spesso?

3) “E’ tutta colpa dell’assedio israeliano alla striscia di Gaza, Israele dovrebbe lasciar entrare gli aiuti”.
Israele ha sempre lasciato entrare gli aiuti, per tutto il tempo in cui è durato il cosiddetto “assedio” (non israeliano, bensì internazionale, visto che parte del confine della striscia di Gaza è controllato – e chiuso – dall’Egitto, e che è la comunità internazionale che ha dichiarato fuorilegge il regime golpista di Hamas). E poi Hamas ha fatto entrare di tutto, in questi anni, attraverso i tunnel scavati a centinaia (naturalmente avrebbero potuto introdurre più cibo e medicine se avessero evitato di introdurre armi e missili). Il risultato era quello che si è visto anche nelle immagini dei finti black-out elettrici (bambini per le strade di Gaza con le candele in mano mentre dietro di loro erano ben accese le insegne dei negozi; parlamentari riuniti al lume di candela mentre si intravedeva la luce del giorno dietro le tende alle finestre) o le immagini della cognata di Tony Blair che è sbarcata da una delle cinque imbarcazioni di manifestanti anti-israeliani (di fatto pro-Hamas) che Israele ha lasciato passare, e poi si è fatta fotografare in un ben fornito emporio di Gaza.
Quello imposto alla striscia di Gaza non è un “assedio”, bensì un regime di severe sanzioni: un tipico strumento cui si fa ricorso a livello internazionale proprio nel tentativo di scongiurare l’uso delle armi (reso invece inevitabile dall’intransigenza di Hamas). Un giorno prima di lanciare la controffensiva, Israele aveva lasciato passare decine di camion di aiuti verso la striscia di Gaza. Nei giorni successivi, con le operazioni anti-Hamas in pieno corso, ha lasciato transitare decine di camion, più del numero normale. In altri termini, Israele lascia passare gli aiuti alla popolazione civile di Gaza perché non sta combattendo contro di essa, ma contro Hamas. È difficile citare un altro caso di un paese in guerra che abbia favorito in questa misura gli aiuti alla parte nemica, fino al punto di curare nei propri ospedali e a proprie spese pazienti inviati dal territorio nemico.

4) “Non bastava rinnovare la tregua?”
Quale tregua? Dal giugno scorso (inizio della tregua a Gaza, mediata dall’Egitto) i gruppi terroristi hanno sì diradato, ma non hanno mai veramente cessato i lanci, anche se al resto del mondo sembrava interessare poco. Ciò nonostante, Israele aveva più volte e chiaramente dichiarato, per voce dei suoi massimi rappresentanti, che era interessato e disposto a rinnovare la “tregua”. Al contrario, i leader di Hamas hanno dichiarato unilateralmente la fine della tregua, in anticipo sulla scadenza del 19 dicembre, mentre i loro lanci erano già ripresi con crescente intensità da più di un mese. Subito dopo aver interrotto la tregua, Hamas ha riportato i lanci sui civili israeliani al livello di decine al giorno. Si può discettare a lungo sui loro motivi, ma è certo che sono stati i terroristi di Hamas a infrangere la tregua. Ecco perché persino Egitto e Autorità Palestinese questa volta addossano chiaramente a Hamas la responsabilità dell’escalation.

5) “Ma Hamas era stata eletta democraticamente, dunque perché Israele non l’accetta?”
Hamas ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti palestinesi e la maggioranza assoluta dei seggi nel parlamento palestinese nelle elezioni del gennaio 2006. Ma, dopo falliti tentativi di tenere in vita un governo di unità nazionale, nel giugno 2007 ha imposto il proprio potere nella striscia di Gaza con un golpe brutale e sanguinoso, con tanto di raccapriccianti violenze e decimazioni sommarie dei rivali di Fatah.
In ogni caso Israele, sin dalla formazione del primo governo Hamas-Fatah, ha dichiarato che il punto non è la presenza di Hamas nel governo palestinese. Il punto è che il governo palestinese (quale? quello in Cisgiordania o quello a Gaza?) sottoscriva i tre principi fissati dalla comunità internazionale (rappresentata dal Quartetto Usa, Ue, Russia e Onu), e cioè: riconoscimento del diritto di Israele ad esistere, ripudio del terrorismo e della violenza a favore del negoziato, adesione agli accordi fra Israele e palestinesi già firmati negli anni scorsi.
Ad ogni modo, non si può dire che Israele non “riconosca” di fatto il potere di Hamas a Gaza, tant’è che è esattamente questo il motivo per cui attacca le strutture di Hamas “riconoscendo” che la striscia di Gaza è controllata da un’entità terrorista espressamente votata alla cancellazione di Israele. Israele non ha lanciato la controffensiva a Gaza perché Hamas è al potere, ma perché Hamas è un’organizzazione terroristica che da anni mira con tutti i mezzi a sua disposizione a colpire deliberatamente i civili israeliani, convinta com’è di poter in questo modo minare alle fondamenta la società e lo stato di Israele. Il fatto che il tuo nemico mortale vinca eventualmente delle elezioni passabilmente democratiche non ne fa un nemico meno, ma semmai più pericoloso.

6) “Israele spara sui civili”.
Parliamoci fuori dai denti. Cosa si intende dire: che uno degli eserciti più potenti del mondo bombarda la striscia di Gaza mobilitanto il meglio delle sue forze aeree per “fare strage di civili palestinesi” e tutto quello che riesce a fare, dopo una settimana e centinaia di bombe lanciate in una delle aree più densamente abitate del pianeta, è uccidere una cinquantina di non combattenti? A questo punto i casi sono due: o i piloti israeliani non mirano ai civili e anzi fanno di tutto per evitare il più possibile di colpirli, oppure i piloti israeliani sono i più imbecilli e incapaci del mondo. Noi tendiamo a optare per la prima spiegazione.

(Da: israele.net, YnetNews, 30.12.08)

Nella foto in alto: Indottrinamento antisemita negazionista sulla tv di Hamas (18.04.2008). Sullo sfondo, la mappa delle rivendicazioni territoriali di Hamas: Israele è cancellato

Vittime civili e diritto internazionale

La Carta di Hamas


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permalink | inviato da momovedim il 6/1/2009 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Spero che Obama vinca le elezioni
post pubblicato in diario, il 4 novembre 2008

Nella mia sfera magica
vedo Bassolino e Berlusconi che a braccetto ballano il tip tap
su di un tappeto di munnezza che vale miliardi di euro...

Vedo camorristi che si mettono lo smalto sulle unghie
pensando a tutte le nuove sciantz di bisiniss...

 

E vedo ebrei italiani che si accodano a una sorta di rinascente PNF,
regalando candelabri a gnomi che si fidanzano con arredatrici alte e bionde...
sperando, come nel '29, che il coccodrillo sia poi sazio e non li mangi,
che prenda solo i giudei brutti e cattivi e non quelli buoni e ubbidienti.

Sono tempi strani, i nostri. Tempi in cui ci si crede europei, occidentali, schierati con gli USA ecc. mentre i nostri politici al governo e all'opposizione fanno cose assurde: 

quelli al governo abbracciano Putin...

quelli all'opposizione dicono che Hamas è un interlocutore...

quelli al governo firmano trattati di amicizia-capestro con Gheddafi...

quelli all'opposizione fanno amichevolmente salotto con Ahmadinejad...

 

  Spero che Obama vinca le elezioni e ci metta nell'asse del male!
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