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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

La storia di Cliona Campbell
post pubblicato in archivio, il 25 agosto 2010
La storia di Cliona Campbell, ovvero come l'anti-sionismo riaggiunge nuove vette di bassezza.

 di Ben Cohen - Huffington Post

E' molto raro incontrarsi con qualcuno che merita il titolo di "eroe" o "eroina, ma nel nostro caso ci troviamo di fronte a uno di loro.

Cliona Campbell è una studentessa di 19 anni di Cork, in Irlanda. Lei è qualcosa come una ragazza prodigio, nel 2008 è stata finalista nel concorso Giovane Giornalista dell'Anno tenuto dalla rete televisiva britannica Sky News. L'anno scorso ha vinto il concorso di scrittura editoriale organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza presso il College di Cork, una delle più prestigiose istituzioni di istruzione superiore in Europa. Lei aveva, evidentemente, tutto dalla sua parte.

Solo che in questo momento, Cliona vive nella paura. E 'diventata oggetto di calunnia da parte della stampa irlandese. Alcuni uomini si son messi a camminarle accanto per strada e l'hanno insultata. Visitando un negozio di abbigliamento, la guardia di sicurezza l'ha riconosciuta e ha cominciato a insultarla. Diverse minacce le sono state inviate via email.

E tutto questo, perché Cliona ha trascorso un paio di mesi in Israele come volontario nelle Forze di Difesa israeliane. Quando è ritornata in Irlanda, ha scritto della sua esperienza nel giornale locale, Evening Echo. Un articolo eloquente, ben scritto, ma nonostante ciò risulta raro che un articolo di una studentessa che racconta le sue esperienze di vacanza diventi il centro di attenzione di un paese - e, di fatto, abbia ripercussioni a livello internazionale. A che cosa si deve tutto ciò?

L'esperienza di Cliona suggerisce alcune domande aggiuntive. La più ovvia, il carattere di coloro che l'hanno insultata e minacciata. Che cosa ci suggerisce la natura del movimento di solidarietà con la Palestina, che consente che una giovane indifesa diventi un oggetto di odio? E che dire di quegli anti-sionisti che siedono nei mezzi di comunicazione e nei circoli accademici, che senza dubbio alzeranno le braccia con orrore nel venire associati a tale comportamento da teppisti, però che tanto hanno contribuito a questo clima di odio che sempre più circonda coloro che pubblicamente sostengono Israele? Queste persone sono in qualche modo colpevoli del rancore di quegli individui che inviano a questa graziosa ragazza dai capelli rossi e-mail per dirle che sembra "una bestia"?

Che succede secondo il doppio standard dolorosamente ovvio che si applica a tutto ciò che ha a che fare con quella piccola striscia di terra tra il Mediterraneo e il fiume Giordano? Perché i partecipanti alle buffonate del Movimento di Solidarietà Internazionale pro-Hamas sono idolatrati, perfino paragonati ad Anne Frank, mentre una come Cliona Campbell diventa l'incarnazione del male?

E soprattutto, come è che le regole consolidate della cultura democratica in Irlanda possano essere brutalmente accantonate, al fine di garantire che le persone come Cliona, "non possano esprimere il proprio punto di vista politico, senza essere pubblicamente molestate, minacciate e intimidite?"

A mio parere, Cliona ha già risposto ampiamente a queste domande nel suo articolo del Evening Echo. "Fin dai nove anni, sono stata affascinata dal popolo ebraico", ha scritto, "una nazione che ha sofferto l'odio, la persecuzione e il genocidio, e tuttavia mantiene ancora un'indistruttibile volontà di sopravvivere, unita in una parentela indissolubile. Così ho sempre voluto andare in Israele per vedere di persona. "

E continua: "Ma perché l'esercito? Poiché nel corso degli anni, ho visto come gli israeliani hanno subito incessanti lanci di razzi da parte dei terroristi e quando finalmente hanno risposto, quegli stessi terroristi hanno posto la loro stessa popolazione civile in prima linea come scudo umano ".

Questo acuta osservazione coglie l'essenza della parola tanto diffamata, "sionismo". Se il sionismo significa auto-responsabilità degli ebrei - in altre parole, l'organizzazione di uno stato di cose in cui gli ebrei esercitano il controllo della loro sicurezza e del loro destino - l'esercito israeliano è l'espressione più tangibile di tale principio. Per quelli che intellettualmente simpatizzano con il destino del popolo ebraico marchiato dalla mancanza di sovranità, l'IDF si trasforma in una storia avvincente.

Però, come Cliona Campbell ha scoperto in un modo sorprendentemente personale, esiste un'altra visione che non tollera il dissenso, e rappresenta l'IDF come strumento di violenza radicale. È così che questa immagine ben radicata ha permesso all'autore di un profilo di Cliona per il Sunday Tribune di commentare casualmente che l'esercito israeliano ha "ucciso nove persone pacifiche" a bordo della Mavi Marmara, la nave della flotta turca che recentemente si è diretta a Gaza.

In un'affermazione di questo genere è implicito che i soldati israeliani si dedichino all'assassinio a sangue freddo e con premeditazione. Adesso chiunque abbia seguito la debacle di Mavi Marmara sa che non è assolutamente ciò che è accaduto, come ha dimostrato senza ombra di dubbio un'inchiesta della BBC nel programma Panorama; il fatto è che, se altri media importanti continuano a ricilcare questo sordido mito, c'è forse da meravigliarsi se i meno raffinati si riferiscano a Cliona Campbell, usando il gergo degli attivisti anti-imperialisti, come obiettivo leggitimo?

Una volta ho scritto che l'anti-sionismo nel nostro tempo è più un bistrot, che non un bierkeller (allusione alle origini del movimento nazista - n.d.t.), cioè, un fenomeno che si verifica soprattutto tra le élite intellettuali che si considerano leader del pensiero progressista. Credo che continui a esser vero: ciò che è ugualmente vero è che i confini tra questi due mondi si sovrappongono e diventano sempre più labili, mentre il conflitto tra Israele e i palestinesi assume un potere quasi metafisico. Ecco perché, quando tutto è detto e fatto, ciò che resta è lo spettacolo di una giovane donna che ha visitato una delle centinaia dei conflitti del mondo ed è tornata a casa per essere accolta da furfante.

Sono sicuro che molti degli oppositori di Israele prenderanno le distanze dal trattamento riservato a Cliona Campbell. Può bastare, ma non è sufficiente. Questo caso spiacevole evidenzia che il dibattito su Israele in Occidente è andato molto al di là della preoccupazione per i diritti dei palestinesi, per finire nel regno dell'irrazionale.

I teppisti che se la sono presa con Cliona possono essere ritenuti responsabili per aver recitato il copione, ma non per averlo scritto.

fonte: http://www.huffingtonpost.com/ben-s-cohen/anti-zionists-plumb-new-d_b_688196.html

traduzione: Fulvio Del Deo


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