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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Esteri. Dalla Libia all'Iran, la politica improvvisata di Berlusconi
post pubblicato in diario, il 16 febbraio 2010
La Libia blocca i cittadini Schengen alla frontiera. 20 italiani bloccati all'aeroporto di Tripoli. Ecco i frutti della politica estera "di pancia" del governo Berlusconi.
di Andrea Camboni

Il 14 febbraio, con una decisione comunicata all'Ufficio dell'Immigrazione, il Comitato Generale del Popolo, ovvero il governo libico, ha deciso di non rilasciare più i visti di ingresso ai cittadini provenienti dall'area Schengen e, inoltre, di non ammettere sul territorio quei cittadini già provvisti di un regolare visto. Fonti consolari italiane hanno fatto sapere che, di un gruppo di 40 connazionali arrivati in Libia il 14 febbraio scorso, 22 persone sono tutt'ora bloccate all'interno dell'aeroporto di Tripoli.
Se non si vuole ritenere fallita la politica estera del governo Berlusconi sull'asse Italia - Libia, è necessario credere che anche questa ennesima provocazione di Gheddafi sia stata avallata dalle ripetute strette di mano tra il Cavaliere e il Colonnello.
L'unica voce istituzionale costretta a pronunciarsi sul caso è la Farnesina, che sul sito www.viaggiaresicuri.it "sconsiglia" ai cittadini italiani tutti i viaggi verso la Libia a seguito delle "improvvise e non annunciate misure restrittive". Per il resto, le bocche restano cucite. Tace anche Silvio Berlusconi, dimostrando - se ancora ce ne fosse stato bisogno - la propria sudditanza nei confronti del fascino dittatoriale di Muammar Gheddafi. D'altronde niente di nuovo. Visto che Berlusconi, pur vantando - cosa di per sé già opinabile - legami di amicizia personale con Gheddafi, ha ritenuto in passato di non dover sollevare alcuna questione nei casi dell'immigrazione e della mancata sottoscrizione di Tripoli dei trattati internazionali per la protezione dei rifugiati internazionali.

Per queste ragioni - in relazioni agli accordi libici - anche le mosse del governo italiano appaiono "improvvise e non annunciate". Nel senso che le dichiarazioni 'spontanee' di Berlusconi non rappresentano una linea programmatica del governo in politica estera. Non sono cioè l'espressione di decisioni condivise, ma si lasciano andare all'emozione del momento, senza alcuna analisi politica delle conseguenze.

Ultimo esempio, in ordine di tempo, sono le dichiarazioni di Berlusconi durante la firma degli accordi bilaterali tra Italia e Israele nel palazzo del Governo a Gerusalemme.
"Il problema della sicurezza è fondamentale per Israele. Ora ancora di più perché c'è uno Stato che prepara l'atomica per usarla contro qualcuno. È uno Stato che ha una guida che ricorda personaggi nefasti del passato".
Dichiarazioni che possono essere facilmente condivisibili, come quella secondo la quale "è un dovere sostenere ed aiutare la forte opposizione" in Iran. Ma che - come ha ricordato Lucio Caracciolo su Limes (Se Berlusconi lancia l'offensiva in Iran, 3 febbraio 2010) - "proprio nelle settimane in cui si discutono i dettagli di un nuovo giro di sanzioni contro il regime dei pasdaran e in cui l’America, per ordine di Barack Obama, rafforza la sua presenza navale nel Golfo, in funzione dichiaratamente anti-iraniana" potrebbero esporre per prima l'Italia a ritorsioni da parte del governo di Tehran. L'importante è che Berlusconi ne fosse consapevole, ovvero avesse in precedenza concordato tale condotta con le autorità diplomatichen e militari. Caracciolo ne dubita. Infatti conclude:
"I nostri uomini in Libano e Afghanistan sono, di fatto, sotto un ambiguo ombrello di protezione iraniano. È ovvio che, in caso di conflitto, questa protezione cadrà. I nostri contingenti sarebbero probabilmente oggetto delle prime rappresaglie iraniane. Ma non è detto che queste considerazioni siano state presenti a Berlusconi nel momento in cui si lanciava nell’offensiva verbale contro Teheran".

Insomma, Berlusconi parla. Poi si corre ai ripari.

Andrea Camboni

http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Esteri.-Dalla-Libia-all-Iran-la-politica-improvvisata-di-Berlusconi.html
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