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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Quando il lessico famigliare diventa universale...
post pubblicato in diario, il 19 agosto 2009
Ero in terza elementare. Il maestro aveva assegnato un esercizio in classe, del tipo "metti l'aggettivo derivato accanto a ogni sostantivo", e seguiva una lunga sfilza di nomi. Un esercizio facilissimo che finimmo tutti nel giro di cinque minuti. Il maestro diede un'occhiata ai quaderni e sembrò molto soddisfatto. Finché non lesse una parolina bellissima che distrattamente s'era inventato uno dei miei compagni, un certo Alfonso Esposito. Ecco, c'era "calore" con "caldo", c'era "noia" con "noioso", "virtù" con "virtuoso", e "bontà" con... "BONTUOSO" ! Il maestro elogiò divertito la creatività dello scolaro e ci sbellicammo tutti dalle risate, Alfonso compreso.

Da quel giorno, BONTUOSO e tutti i suoi derivati entrarono a far parte del mio lessico famigliare. Bontuoso era tutto ciò che faceva gola, e le bontuosità erano le prelibatezze.





Con l'adolescenza, il termine si arricchì di un ulteriore significato: "bontuose" divennero tutte quelle ragazzine che, alla sola vista, suscitavano qualcosa di molto simile all'acquolina in bocca. Gran parte dei miei amici prese a usare quel termine come fosse uno dei tanti vocaboli della lingua italiana, ma più di ogni altro Salvatore lo Sgorbio apprezzò profondamente l'invenzione e ne fece largo uso.





Oggi, a distanza di 42 anni da quell'esercizio in classe, inserendo BONTUOSO nel motore di ricerca, scopro che un sacco di gente usa quella parola con tutti i suoi derivati, proprio con il significato che io le attribuii nel 1967.



La diffusione nel web di questo termine è da attribuire sicuramente a Salvatore lo Sgorbio che fa larghissimo uso di questo mezzo di comunicazione. Chissà se un giorno BONTUOSO e i suoi derivati non compariranno anche nello Zingarelli...
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