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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

CAMORRISTI, MORIRETE !
post pubblicato in diario, il 6 marzo 2013
Camorristi, presto anche voi morirete. E i nipotini che oggi vi sorridono e giocano sulle vostre ginocchia, domani verranno a profanare le vostre tombe, a pisciarci sopra ridendo insieme agli amici.

Camorristi, le vostre anime bruceranno nel fuoco dell'inferno, e le vostre ripetute invocazioni a Sant'Antonio non varranno a nulla, così come non valsero a nulla quelle dei vostri predecessori sanfedisti che scomodarono il padovano perché si rendesse vostro complice nel defenestrare San Gennaro, reo a loro dire di aver appoggiato i giacobini!

Camorristi, finirete in un girone infernale in cui le vostre anime, dopo essere squagliate nell'acido, si rigenereranno di nuovo per essere
squagliate un'altra volta, e poi ancora e ancora, all'infinito.

Camorristi, site 'o scuorno 'e ll'umanità!



Un pezzo di merda pentagonale
post pubblicato in diario, il 27 febbraio 2013
Tre anni fa, l'elezione di Obama risvegliò nel mondo un mare di speranze. In quell'occasione, scrissi che l'unidici settembre era finito.

Poi, pian piano, aprendo gli occhi, ci siamo accorti che l'amministrazione Obama è soltanto una grossa fregatura fatta di apparenza e null'altro. Il primo presidente USA dalla pelle scura è peggio del suo collega Jimmy Carter, perché non saprebbe vendere nemmeno noccioline.

Ieri ne abbiamo avuta la conferma, quando il Senato ha messo a capo del Pentagono un essere immondo di nome Chuck Hagel.



Chi è costui? E' uno che s'è fatto mettere alla porta dal Partito Repubblicano; è uno molto amato da Ahmadinejad; è uno che a suo tempo s'era opposto all'occupazione dell'Iraq e che oggi vorrebbe occupare militarmente Israele e confiscarne la capitale.

E' una merda, insomma.

"Abbattiamo i muri !"
post pubblicato in diario, il 26 gennaio 2013
Gli Israeliani sono fissati coi muri
Vanno a pregare al MURO DEL PIANTO
Innalzano il MURO DELLA VERGOGNA
E poi costruiscono CASE per dare alloggio alle giovani coppie!

Che scandalo, che inciviltà!

Ed è giusto che si scrivano pagine e pagine sui giornali
contro il MURO DELLA VERGOGNA che impedisce di lavorare
a chi vuole farsi saltare i aria.

Ed è sacrosanto che la diplomazia internazionale protesti
contro questo scempio.

E' giusto invece ciò che si sta compiendo in Siria.

Lì, i muri li abbattono.
E la comunità internazionale
sta a guardare serena.

















Treccine color miele
post pubblicato in diario, il 25 settembre 2012
Treccine color miele
di Fulvio Del Deo



Mi chiamo Ilaria, ho ventisei anni. Sono ancora viva. Riapro gli occhi in un letto sconosciuto. Ho la vista annebbiata e lo zigomo sinistro gonfio che mi ingombra la visuale. Fuori è una giornata stupenda, da starsene a mare fino a tardi. Dalla finestra vedo Capri all'orizzonte, ma non riesco a provare nessuna emozione. Più che il dolore al corpo fa male il vuoto che ho dentro. Un vuoto fisico, carnale. Un'assenza incolmabile.

Riacquisto pian piano coscienza nonostante i farmaci continuino a ottundere i miei sensi, costringendomi in un limbo ovattato. Non ricordo quasi nulla delle botte, dei pugni, solo quel flash improvviso, quella luce accecante che mi ha fatto volare per un attimo su, fino in paradiso ad accompagnare la mia piccina... Il Signore la protegga.

Mi rigiro. Ho il fianco destro pieno di ferite, lividi, escoriazioni e chissà che altro. Vorrei uno specchio. Ma forse è meglio così. Richiudo gli occhi e cerco di capire, mi chiedo come ho fatto ad arrivare fin qui. Fino a questo punto di non-ritorno. Come ha fatto la mia vita a prendere questa piega assurda.

Mi riaddormento. Sogno Andrea, l'estate di tre anni fa. Ma nel sogno non va a finire come andò nella realtà, lui si trasforma in mia madre e così mi risveglio, con un senso di nausea, saranno le medicine... E ho una sete da morire.

L'estate di tre anni fa. Forse fu proprio allora che ebbe inizio il tutto. Era l'ultima sera di vacanze. Eravamo in tenda, nudi, un po' brilli. Ci accarezzavamo e ridevamo di mille sciocchezze. Ero felice. Totalmente serena e allegra. La vita mi sorrideva.

Ci baciavamo, quando Radomir da fuori: «Andrea, veri amici divide tutto. Noi qui ho sljivovica e noi solo in due!» Feci segno con l'indice sul naso, sperando capisse al volo la mia intenzione di fingere di dormire. Invece aprì subito la zip e lasciò entrare lui e la sua biondina tedesca, di cui ho rimosso il nome.

Bevemmo tutti dalla stessa bottiglia. Il bicchiere della staffa: domani ci si dice addio! Veri amici divide tutto. La biondina cominciò ad accarezzare Andrea e Radomir mi guardò con occhi da predatore. A quel punto ero ciucca al 100%, così lo lasciai fare. Intanto vedevo Andrea che scopava sotto i miei occhi con la tedesca. Poi quell'odore estraneo e acre di Radomir mi richiamò alla realtà. Altro che amore universale, qua mi sembrava di essere in un film porno! Mi lasciai fare di tutto, passivamente. A supplizio finito, mi addormentai.

Nel cuore dalle notte uscii a vomitare, mentre in tenda Andrea continuava a dormire indisturbato. Aspettai il chiarore del giorno in riva al mare. Avevo freddo. Mi sentivo sporca, violata. Avrei fatto una doccia bollente.

In viaggio rimasi in silenzio e misi lo stereo al massimo. Per Andrea era tutto ok, guidava portando il tempo sul volante. Finsi di dormire al suo fianco. E così feci sul traghetto e in macchina fino a Padova, dove lui si stava specializzando in psicoanalisi. Io cominciavo a non credere più in niente e in nessuno.

«Non ti fermi un po' per spezzare il viaggio?» «No, a Napoli ho un casino di cose in sospeso... avrei dovuto essere lì già da una settimana», mentii. Sul treno mi accorsi di odiare tutti. Passai tutto il tempo a guardare fuori dal finestrino.

Napoli mi fece tenerezza, nel suo sfacelo quotidiano. Piazza Garibaldi coi suoi emarginati e i suoi emigrati sfigati mi ricordò la proposta di Angela di lavorare nel volontariato, sfruttando la mia conoscenza -si fa per dire- delle lingue straniere.

Mia madre capì subito che era successo qualcosa: «Perché avete litigato?» «Non abbiamo litigato. Semplicemente non voglio più vederlo. Ma lui ancora non lo sa.» Glielo dissi per sms. E lui chiamò subito sul fisso. Sentii la voce melliflua di mia madre in cucina: lei lo adorava. Me lo passò: «Senti, prendila così: le storie finiscono perché qualcosa si esaurisce. Come una batteria non ricaricabile. Mi dispiace.»

Mi buttai a capofitto nel volontariato per cercare di credere di nuovo in qualcosa. C'erano dei ragazzoni neri, cuccioloni bisognosi di famiglia. E io ero lì per loro. Mi spezzavo letteralmente la schiena, dall'alba alla sera. E a casa continuavo a lavorare al computer fino a notte, tentando di risolvere i loro problemi.

"Peppino" si fa chiamare, è da tre anni che cerca di avere il ricongiungimento con la famiglia, ma lo schifo della burocrazia gli mette sempre il bastone fra le ruote. Intanto sua figlia cresce e fra poco dovrà andare a scuola. E lui vorrebbe farle frequentare la scuola qui in Italia, dove ha intenzione di vivere. E poi sua moglie! «Come fa un omo senza la moglie? lui è solo una metà di omo, uno sfigato! Guardo la fotografia e la bacio? Dici, tu faresti così per la vita?» E mi mostra la foto di una ragazza stupenda, con un sorriso bianchissimo fra due guance nerissime.

Io, Angela  e gli altri ci facciamo il culo per un mese per procurarci dei computer vecchi, funzionanti quel minimo per poter scrivere mail, per connettersi con skype, in modo che quei poveretti non spendano tutto in schede telefoniche. E sono tutti così riconoscenti da farmi commuovere fino alle lacrime. Sempre. Non mi abituerò mai alla riconoscenza. Li amo tutti. Sono così indifesi... Non immaginavo che dei giganti come loro potessero scatenare il mio istinto materno.

Poi in quello stesso contesto compare Samir... Fu allora che cominciai a cantare a squarciagola una vecchia canzone di Gianna Nannini. E fu proprio quel "sapor mediorientale" a travolgere la mia vita. Lui era completamente diverso dagli altri, dai cuccioloni neri e indifesi. Lui era determinato, aveva le idee chiare, parlava di politica, di diritti. Era un uomo. Vero, come non se ne vedono più da queste parti.

Aveva lo stesso nome di uno zio paterno che aveva perso un braccio durante la Prima Intifada: «Lui è stato la mia guida spirituale e io sono in debito verso di lui. Perciò continuerò la sua lotta, che è una lotta di diritti di tutti i diseredati del pianeta. Noi dobbiamo combattere contro lo strapotere dei ricchi che vogliono affamare l'umanità e rubare i diritti e la terra ai popoli! Tu per me sei come un angelo, una creatura celeste che porta soccorso, che fa il bene dove c'è chi ne ha bisogno. Tu sei il mio ideale di donna che dà forza all'uomo e coraggio per combattere.»

Vedevo il suo viso abbronzato, e lo sovrapponevo a quello pallido di Andrea. Ascoltavo la sua storia, quella della sua famiglia, della sue gente, narrate con quell'accento arabo che mi fa sempre squagliare... e mettevo a confronto quelle vite piene di ideali con il degrado di quella mia notte ubriaca in tenda.

Mio padre divenne grande amico di Samir. La domenica si mettevano a chiacchierare di politica in soggiorno, mentre io aiutavo mia madre a sbrigare la cucina. Poi portavo loro il caffè.

Quando seppe che ero incinta, ci sposammo. Fu allora che mi chiese di vestire alla maniera islamica. Io accettai di buon grado, perché era una cosa che mi faceva sentire di nuovo "pulita". Mi ero finalmente liberata di quel sudiciume tenace che non voleva scollarsi di dosso, da quelle notte in Croazia.

Peppino invece non fu affatto contento di vedermi velata «No, no! tu hai i capelli belli come il miele, non devi copprire. Allah ama i capelli delle donne come te. Tu non sei superba e non fai arma della tua bellezza. Non devi copprire! Mia moglie, quando tu riuscirai a far venire qui, ti farà le belle treccine piccole come ha la mia bambina. Guarda, ho stampate stamattina con internet la sua foto...»

Lo abbracciai e lo rassicurai che non sarebbe cambiato niente. A lui Samir non era mai piaciuto, lo avevo capito fin dal primo istante. Ma io amavo tutti e due, anche se in modo totalmente diverso. I due avevano una filosofia di vita troppo differente. Peppino diceva: «Si prega Allah. E chi fa il bene avrà da Allah ciò che ha pregato. Non si usa le armi per avere. Allah non vuole che tu uccidi le vite! Lui le ha date e solo lui le toglie. Le armi sono solo per difendere le vite, non per toglierle a persone innocenti!»

Anche a mia madre non era mai piaciuto Samir. Ma le mamme -si sa- rompono sempre! Almeno così credevo all'epoca.

E poi arriviamo a ieri, giovedì 2 agosto. Napoli, via Toledo ore 12 e 45 circa. Un caldo da morire. Io al quinto mese di gravidanza e tanta folla per la strada. Samir cammina accanto a me, leggermente più avanti, fiero. Non vedo l'ora di sedermi in funicolare per risalire al Vomero a casa dei miei. E sì, noi adesso abitiamo quaggiù. Non è il massimo come casa, ma col tempo miglioreremo... La mia piccina scalcia nella pancia? La sento muoversi. Mi gira la testa. Chiedo a Samir di rallentare un po'. Lui premuroso si preoccupa «Problemi?» «No no, ho caldo però. Molto caldo...» «Fa caldo», e continua a camminare.

A un certo punto mi sento proprio soffocare. Così mi scopro la testa, mi levo il foulard e prendo a farmi aria con la mano. Samir si volta rabbuiato «Rimetti subito!» Io lo guardo implorante «Si muore...» «Ti uccido io se non metti subito!!», ripete sottovoce con rabbia. Non lo reggo, non sopporto chi si preoccupa solo delle apparenze. Sbottono anche la camicia e faccio entrare un po' d'aria nella scollatura.

Ecco, è stato allora. Da quell'istante il mio mondo è cambiato: ho sentito un colpo fortissimo alla guancia sinistra. In vita mia, non avevo mai ricevuto un pugno. Sono caduta. Ora ricordo tutto. Lui mi ha presa a calci, ora ricordo. Poi c'è stata la luce, quando ho accompagnato Yazmin dal Signore. Che riposi in pace!

La porta si apre. Compare una donna bellissima, nerissima con la testa piena di treccine, insieme a un bimba ancor più bella di lei, anche lei con la testa piena di treccine. Poi fa capolino Peppino «Si può?»

La donna mi prende le mani e le bacia «Grazie signora, tu hai fatto tantissimo per la nostra vita e nostra felicità. Signore ti premierà. Tu oggi è così nel letto e questa è una brutta cosa, ma domani hai grande gioia e tanto amore, perché tu sai dare gioia e amore!

Peppino sorride «Le vedi come sono belle qui!? Tu hai lavorato molto e anche pregato per questo. E adesso eccole!»

Mi viene voglia di alzarmi subito dal letto per farmi fare i capelli a treccine. Non sarà la violenza di un criminale a farmi smettere di credere nella misericordia di Allah.
Il Canada apre gli occhi, l'Italia mette la testa sotto alla sabbia dello spread
post pubblicato in diario, il 12 settembre 2012
Alcuni giorni fa anche il Canada ha deciso di chiudere ogni rapporto diplomatico con l'Iran. Qui da noi la notizia non è stata diffusa dai telegiornali ed è stata quasi ignorata dalla carta stampata.

 
E' evidente la forte opposizione delle lobby (in Italia, la Confindustria al primo posto) a ogni decisione chiara nei riguardi dell'Iran, di cui l'UE e primo partner commerciale.
 
Come riporta la Reuter, il Ministro degli Esteri canadese John Baird ha reciso i legami diplomatici con la teocrazia iraniana poiché quel regime rappresenta attualmente un grave pericolo per la pace mondiale, con le sue minacce di eliminazione di Israele dalla faccia della Terra, rese ancor più gravi dai risultati raggiunti dal suo decennale programma nucleare.
 
E' dal 2002 che il cosiddetto Occidente pone ultimatum all'Iran, superando di gran lunga il limite del ridicolo. Ma sui nostri giornali e nelle veline delle nostre agenzie di stampa si continuano a leggere stronzate come quelle che vi propongo qui in basso  (e commento brevemente).

 

 
Iran: Gb ha chiesto a Netanyahu di non attaccare siti nucleari
http://www.asca.it/news-Iran__Gb_ha_chiesto_a_Netanyahu_di_non_attaccare_siti_nucleari-1194964-ATT.html

Come al solito abbiamo al centro Isreale, che rappresenta il peggior pericolo per la pace nel mondo, quel piccolo "Stato di merda" che si è "abusivamente insediato" sulla terra degli indigeni "palestinesi" che "vivevano lì da millenni" (tra virgolette, tutte citazioni famose, a partire dalla prima che è di un diplomatico francese, fino all'ultima che è patrimonio qulturale del popolo lettore del Manifesto).
 
Nell'articolo si legge, fra l'altro:
"Le potenze occidentali e Israele sospettano che l'Iran stia cercando di sviluppare armi atomiche sotto la copertura del suo programma nucleare civile. Circostanza negata categoricamente da Teheran."
Come per dire: le potenze occidentali sono paranoiche e non si fidano della parola dell'ayatollah!
 

 
L'articolo recita così: "Lo ha detto il capo del governo di Tel Aviv, Benjamin Netanyahu"
 
Il governo di Tel Aviv? qualcuno vuol far studiare un po' di geografia a questi cazzoni che scrivono le agenzie, o spiegargli che la sede del governo israeliano è a Gerusalemme e non a Tel Aviv?
 
"la Gran Bretagna avrebbe tentato di convincere segretamente i vertici israeliani a non ordinare un assalto militare contro gli impianti atomici della Repubblica degli ayatollah.", insomma secondo l'ASCA gli inglesi cercherebbero di insegnare il self-control agli israeliani che sarebbero assetati di sangue persiano; però il condizionale fa capire che i poveretti non sono riusciti nel loro intento educativo.
 


Iran. Il bluff israeliano mette in difficoltà Obama
 
Insomma, questi israeliani prenderebbero per culo anche il capo della maggiore potenza mondiale. Sono davvero furbi e satanici...
 

 
... e infatti, sono talmente satanici da riuscire alla fine a far capitolare la fermezza degli USA! Tant'è vero che:
"Il presidente americano Barack Obama ha chiamato il premier israeliano Benjamin Netanyahu per ribadire ''la stretta cooperazione'' e ''l'unita' per impedire all'Iran di ottenere l'arma nucleare''."
 

 
Ed ecco qual è il risultato, i danni all'economia iraniana, uno dei maggiori partner commerciali dell'Italia in Medioriente! Cavolo, e tutto questo per la paranoia degli ebrei che dicono che lì si stia producendo la bomba atomica... infatti nell'articolo si legge:
"colpisce l'economia iraniana alle prese con le sanzioni internazionali contro il suo controverso programma nucleare."
Proprio così, il programma nucleare iraniano è "controverso". Mica ci sono ultimatum dell'ONU e dell'Agenzia Atomica Internazionale dal 2002! Nooo.
 

 
 
L'ANSA riporta pari pari, facendo suo, un dispaccio dell'agenzia iraniana IRNA, in cui si legge che sanzioni sarebbero uno strumento "sorpassato e inutile" "per dissuadere l'Iran dallo sviluppo del proprio programma nucleare sospettato di una dimensione militare."
 
"Sospettato", capite!?
 

 
Ed ecco che invece dall'Iran arriva un'ottima notizia, a dimostrazione che il regime teocratico non è così cattivo come vuol farci credere Israele.
L'apertura dell'articolo recita "Libertà di religione". Sì, proprio così. Lo so è da non credere, ma provate a leggere coi vostri occhi: "Libertà di religione". Non perché questa sia negata fino all'inverosimile, ma perché infondo la magnanimità del regime risparmia la vita a un infedele. Infatti il titolo continua con un esultante "Dall’Iran arriva una buona, ottima  notizia."
 
"A favorire la sua assoluzione è stata, dunque, l’ampia mobilitazione delle organizzazioni internazionali per i diritti umani unita, probabilmente, a una valutazione di opportunità da parte delle autorità di Teheran: mettere a morte un cristiano apostata, il cui caso aveva assunto notorietà internazionale, avrebbe fatto troppo rumore."
 
Con questo, cosa si vorrebbe far credere? che le mobilitazioni delle organizzazioni internazionali siano la carta vincente? anche sulla questione nucleare? Ma ceeertamente! Che vi credete che l'Iran sia una dittatura oscurantista che tiene in galera innocenti, rei di aver cambiato credo o di aver spostato il foulard dai capelli? Ma no, leggete l'articolo che segue e capirete che lì almeno i violentatori sono asssicurati alla gisustizia e puniti come si deve. Mica come qui da noi!
 

 
Questo articolo è di una ipocrisisa da brivido. Che il tizio in questione, un certo Sadeg Moradi, "impiccato, appeso ad una gru, ad un incrocio della capitale e lasciato in bella vista" sia davvero autore di "vari casi di stupro e torture praticate alle sue vittime" può essere, ma può anche non essere: nessuno ci assicura che non sia stato l'ennesimo oppositore del regime, fatto passare per criminale.
Più in basso si legge: "L’81% delle esecuzioni, continua Shahid, sono relazionate al traffico di droga", senza mettere in dubbio minimamente che certe accuse possano essere costruite ad arte.
 
"In Iran, Stato teocratico musulmano sciita, vige l’interpretazione della sharia che prevede la condanna a morte per assassini, violentatori, narcotrafficanti.", fingendo di ignorare le centinaia esecuzioni per il "reato" di omosessualità.
Travi e pagliuzze
post pubblicato in diario, il 21 aprile 2012
Nei giorni scorsi ha suscitato grande sdegno la notizia del pestaggio del militante danese Andreas Ias da parte di un militare israeliano.




Il militare israeliano è stato sospeso e su di lui è stata aperta un'inchiesta.

Però, mi chiedo, perché non ha suscitato scalpore e non ha fatto sospendere nessun agente il fatto avvenuto a Copenaghen documentato nel video qui sotto?



Sarà la vecchia storia della pagliuzza e della trave che raccontava quel mio lontano prozio?
Mhm.

Amore halal e amore haram
post pubblicato in diario, il 18 aprile 2012


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permalink | inviato da momovedim il 18/4/2012 alle 9:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'invenzione di un popolo inesistente
post pubblicato in diario, il 18 aprile 2012
A volte conviene inventare un popolo per bassi scopi.
Un po' come i leghisti inventarono il popolo padano.


Un giorno un tizio mi porta l'immagine di queste monete come prova dell'esistenza della Palestina nella Storia :



Io gli faccio presente che quella è la moneta britannica introdotta con l'invasione inglese della regione. E gli mostro le Lire Turche che erano in circolazione fino a poco tempo prima, quando gli sciacalli ancora non avevano fatto scempio dei resti dell'Impero Ottomano.



E gli spiego che su questa moneta, in numeri che lui non conosce ma che io conosco, c'è incisa la data del 1336 dell'Egira che equivale al 1918 dell'Era Volgare. Poi, per completare la lezioncina di storia, gli mostro la cartina della regione in questione che, prima dell'avvento dell'esercito di sua meastà britannica, si chiamava Suriye Elayeti, ossia provincia di Siria.





E gli spiego che la provincia di Siria era suddivisa in tre distretti:
  1. Damasco, con popolazione musulmana
  2. Beirut, con popolazione in parte cristiana, suddivisa nelle tre aree: a sud i copti, al centro i maroniti e al nord i greco-ortodossi
  3. sangiaccato di Gerusalemme, con popolazione prevalentemente ebraica.
Ed è stato più o meno così per diversi secoli. Di "Palestina" e di un sedicente "popolo palestinese" non c'è mai stata traccia. Poi gli ho mostrato una cartina di raffronto degli antichi confini con quelli degli stati attuali, molti dei quali fatti con la squadretta da Inglesi, Francesi, usurpatori sauditi ecc..



Oggi l'Italiano Medio si commuove pronunciando la parola "Palestina", perché crede sia il nome della Terra di Gesù. Ne è convinto: un po' perché a scuola ha studiato svogliatamente la storia, un po' perché i libri di testo spesso fanno schifo.

Così accade che l'Italiano Medio ignori che il nome "Palestina" fu imposto a quella terra solo nell'anno 70, come dispregiativo (Palestina=terra dei Filistei, popolo già a quel tempo esitinto da secoli), insieme al nome di "Aelia Capitolina" per Gerusalemme. Nomi imposti con odio contro quegli ebrei che proprio non volevano arrendersi alla potenza di Roma.

Solo allora fu inventata la "Palestina": e fu un nome in uso solo fra i Romani, per designare quell'area formata dalle province che loro stessi fino ad allora avevano sempre chiamato "Iudea", "Samaria", "Galilaea".

"Palestina", quella che poi per molti secoli è stato il sangiaccato di Gerusalemme, regione a maggioranza ebraica della "Suriye eyaleti ", la provincia di Siria dell'Impero Ottomano, in cui ebrei e cristiani erano considerati come galline dalle uova d'oro, perché erano gli unici obbligati a pagare le tasse (dhimmi), mentre i musulmani ne erano esentati, tranne quelli benestanti che versavano lo zakat destinato ai loro correligionari indigenti.

"Palestina" è un nome che ritorna in uso soltanto dal 1920 al 1948 con il "Mandato Britannico".


L'unica bandiera di un qualcosa chiamato "Palestina" è quella del Mandato Britannico.
La bandiera in uso attualmente dall'Autorità Palestinese non è altro che la bandiera
della Giordania, cui è stata omessa la stella hashemita.


"Palestina", terra che gli Ebrei hanno sempre chiamato "Israele", così come i Greci hanno sempre chiamato "Hellas" la loro terra, quella regione del Mediterraneo che per noi è "Grecia" e per i Turchi era, ed è tutt'oggi, "Yunanistan".

Il 14 maggio del 1948, con la nascita dello Stato d'Israele il nome "Palestina" muore di nuovo. Muore, ma poi risorge il 17 luglio 1968 con la "Risoluzione del Consiglio Nazionale Palestinese", che recita:

«La Palestina è la patria del popolo arabo palestinese; è parte indivisibile della nazione araba, di cui il popolo palestinese è parte integrante. La Palestina, entro i limiti che aveva ai tempi del Mandato Britannico (ossia gli attuali Israele + Giordania + Territori dell'Autonomia Palestinese + Gaza, n.d.r), è un'indivisibile unità territoriale.» (fonte: http://www.pbmstoria.it/unita/duepopoli/Doc/carta_olp.htm)
Insomma, la "Palestina" rinasce, allo scopo di eliminare Israele, lo stato degli Ebrei. Ma agli occhi dell'Italiano Medio la sua rinascita appare come una lotta di poveri contro ricchi, invertendo, per chissà quale mistero, il ruolo dei due attori. Non sono ricchi i latifondisti arabi, NO. Sono ricchi gli ebrei, anche quelli più sventurati!

E' ricca la gente che arriva su carrette del mare per ricongiungersi ai propri connazionali, sfuggendo a un'Europa che li ha perseguitati per secoli, tenuti ai margini, messi al rogo, infornati ad Auschwitz.

E' ricca la gente che, dopo millenni trascorsi nei paesi del Nord Africa, è costretta a lasciare da un giorno all'altro tutto, per sfuggire all'odio fomentato dalla propaganda.

E' ricca la gente vestita alla men peggio che, senza casa e senza nulla, fonda comunità basate su principi socialisti e prende la zappa in mano per dissodare terra rimasta incolta per secoli in mano a latifondisti egiziani o siriani, riscattata a peso d'oro, pagandola a quegli stessi padroni che con quei soldi pensavano alle armi da comprare per riprendersi tutto.

E' ricca quella gente. Ed è davvero molto ricca: ricca di fame, ricca di miseria, ma soprattutto ricca di speranza, ricca di inventiva, ricca di spiritualità, ricca di senso pratico, ricca della propria cultura pluri-millenaria e di tutte le culture con cui si è confrontata...

Mentre è povera la "Palestina". E lo è soprattutto nell'immaginario dell'Italiano Medio: è come una sorta di Sierra Maestra mediorientale, in cui il prode Arafat, presentato come un Guevara, combatte contro l'arroganza degli israeliani, ricchi e prepotenti, paragonabili agli yankee e perfino ai boeri razzisti del Sud Africa!

La "Palestina" di Arafat l'egiziano, il pupillo di Muhammad Amin al-Husayni, alleato di Hitler e fondatore della Legione Araba, quell'esercito di criminali che marciavano al passo dell'oca sulla terra degli Ebrei e che intendeva attuare la Soluzione Finale anche lì!

"Palestina". Una lotta di liberazione per l'Italiano Medio.  In realtà, uno sporco gioco degli Inglesi prima, dei Russi e degli Americani poi, come ci raccontano David Horowitz e Guy Millière in Comment le peuple palestinien fut inventé, libro non ancora tradotto in Italiano e di cui vi opropongo alcuni passi.

Speriamo di vederlo nelle nostre librerie al più presto.



(dal libro: Comment le peuple palestinien fut inventé, di David Horowitz, Guy Millière)

(....) Fu, nota Ion Mihai Pacepa, ex-capo della Securitate rumena, nel suo libro "The Kremlin Legacy", in un giorno del 1964, « fummo convocati a una riunione congiunta del KGB a Mosca ». Il soggetto della riunione era di estrema importanza: « si trattava di ridefinire la lotta contro Israele, considerato un alleato dell'Occidente nel quadro della guerra fredda che conducevamo». La guerra araba per la distruzione di Israele non era suscettibile di attirare molti sostegni nei « movimenti per la pace », satelliti de l’Unione Sovietica. Dovevamo ridefinirla. Era l'epoca delle lotte di liberazione nazionali. Fu deciso che sarebbe stata una lotta di liberazione nazionale: quella del "POPOLO PALESTINESE". L'organizzazione si sarebbe chiamata OLP: Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Alla riunione parteciparono membri dei servizi siriani e egiziani. I Siriani proposero il loro uomo, come futuro leader del movimento : Ahmed Shukairy, e fu accettato. Gli Egiziani avevano il loro candidato : Yasser Arafat. Quando fu chiaro che Shukairy non sarebbe stato all'altezza della situazione, fu deciso di rimpiazzarlo con Arafat, e, spiega Pacepa, costui fu "fabbricato": abbigliamento da Che Guevara medio-orientale, barba di tre giorni da avventuriero. «Dovevamo sedurre i nostri militanti e i nostri contatti in Europa».


Yasser Arafat nel 1964

Quaranta e passa anni dopo, l'opera di seduzione sembra aver avuto un netto successo. Non solo la « lotta di liberazione nazionale del popolo palestinese » appare giusta e legittima, ma nessuno mette più in discussione l'esistenza del "popolo palestinese". nessuno osa dire che questo popolo fu inventato a fini di propaganda: nessuno sembra voler ricordarsene. Nessuno sembra volersi ricordare che la creazione del "popolo palestinese" fu un utile strumento della lotta dell'Unione Sovietica contro l'Occidente, durante la Guerra fredda.
E infatti: la lotta di liberazione nazionale inventata dal KGB ha fatto la sua strada: ci sono stati gli accordi di Oslo e la creazione dell'autorità palestinese in Giudea Samaria, c'è stata l'emergenza di Hamas poi, dopo la caduta dell'URSS, l'inserimento di una dimensione islamista nel conflitto. C'è stato, soprattutto, con Oslo, il riconoscimento da parte del governo israeliano dell'invenzione del KGB, il "popolo palestinese", invenzione che è sfociata nell'idea dei "territori palestinesi" "occupati" da Israele.
Noi siamo oggi in uno dei momenti nei quali la parte islamista che tiene Gaza e la parte derivata dall'OLP che tiene Ramallah, cercano di ottenere un riconoscimento internazionale all'ONU, avendolo già ottenuto all'Unesco, con il sostegno di paesi come la Francia. (....)

Testo francese a questa pagina: http://levysimon.over-blog.com/article-le-kgb-et-le-peuple-palestinien-92509611.html

Per approfondimenti: Ion Mihai Pacepa, The Kremlin Legacy, 1993. (mai tradotto in italiano)
http://www.amicidisraele.org/2012/04/il-kgb-e-la-nascita-del-popolo-palestinese/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-kgb-e-la-nascita-del-popolo-palestinese
Dal tamburo di latta... alla testa di nazi
post pubblicato in diario, il 11 aprile 2012
GÜNTER GRASS

 





Sì, è proprio lui.
E' quello sulla destra.




Qui invece è nel travestimento
che tutti abbiamo conosciuto
fino a ieri:
"intellettuale di sinistra"
"premio Nobel per la letteratura".

Ma la vecchiaia ha mostrato
che il suo vero volto
è sempre lo stesso.

Nella vita non si cambia molto.



( fra parentesi, Grass ha ammesso solo nel 2006
di avere combattuto nei ranghi delle SS naziste.
Da volontario, non da coscritto!!)
De Magistris: Giggì, sei quello che sei !!
post pubblicato in diario, il 18 gennaio 2012
Mentre Gomorra impazza,
così oggi come ieri...


...in una scenografia fatta di munnezza...


...in un clima da western d'infima categoria...


...con schiavi neri uccisi e zingari dati alle fiamme...


...dove i buoni sono sempre pochi e soli...


...tu ti trastulli a baciare il sangue,
aspettando il miracolo del santo ...


...e giochi maledestramente la carta
dell'amico dei popoli oppressi,
ossequiando gli oppressori...


...fottendotene altamente del popolo di Napoli...


...e per farti bello,
togli le auto blu agli assessori,
ma non la tua...



...che con strafottenza lasci in divieto di sosta.


Giggì, sei quello che sei !!
E anche se oggi puoi vantarti
di essere in cima all'hit parade dei sindaci...
RICORDA:
 a me stai ugualmente sulle palle!
L'antica cultura di coloro che fecero dono all'umanità del tesoro dei numeri
post pubblicato in diario, il 2 dicembre 2011
Qui in Occidente, c'è gente talmente spocchiosa da sentirsi in diritto di giudicare le altre culture con aria di superiorità, auspicando perfino interventi di esportazione della democrazia e dei diritti umani, invece di starsene lì a guardare, magari prendendo esempio dagli altri.

Ecco una storia di quotidiana normalità che si svolge in una di quelle società che noi Occidentali-mentalmente-chiusi ancora ci rifiutiamo di fare nostra.



C'è una ragazza di 23 anni. Non sappiamo che volto ha, né come sono le sue curve perché è una ragazza saudita imbacuccata dalla testa ai piedi con il niqab nero. Un suo connazionale gentilissimo le offre un passaggio in macchina e lei, dopo un po' di titubanza, accetta.

Cosa succede dopo? Lui, invece di accompagnarla a casa, la porta in una rest house di periferia. A fare che? A scoprirle gli occhi e innamorarsene? No. A sedurla per fare allegramente sesso sfrenato, in un paese dove le donne sono invisibili e gli uomini possono solo fantasticare coi dvd porno? Ebbene no!! Lui è un vero altruista, perciò invita generosamente quattro dei suoi amici più cari per spartire equamente la preziosa preda per un'intera notte.

"Be', tutto il mondo è paese!" -direte voi- "L'antica cultura di coloro che fecero dono all'umanità del tesoro dei numeri non è poi così diversa dalle nostre sane tradizioni mediterranee..."

Infatti. Però loro, a differenza di noi meschini Occidentali, hanno una marcia in più. Leggete l'epilogo di questa storia edificante e capirete qual è la differenza sostanziale fra noi e loro.

Circa due mesi e mezzo più tardi, la ragazza si accorge di essere incinta di uno dei suoi aguzzini; per questo si reca all'ospedale chiedendo di abortire.

La donna, non essendo sposata, viene giustamente trasferita in galera, dove sconterà una pena di un anno più cento frustate che, per somma magnanimità della corte, le saranno somministrate solo dopo il parto. Il bambino porterà il cognome della mamma, il che, nell'evolutissima società araba, sarà il meritato marchio a vita di "figlio di puttana".

La notizia per intero è riportata 
in Inglese da Saudi Gazette:

Come vedete, quello che da noi è ingiustamente considerato reato di stupro, in una società evoluta e giusta come quella araba è tutelato dalla legge di Maometto. Fortunatamente per l'umanità intera, la Primavera Araba ha abbattuto definitivamente i regimi totalitari del Nord Africa sostenuti dal maligno Occidente, per far posto anche lì a società sane e giuste guidate da ideali di antica civiltà. Già in Tunisia si cominciano a vedere i primi risultati; in Egitto le Elezioni Democratiche stanno evidenziando la vittoria dei Fratelli Musulmani; in Libia la caduta di Gheddafi ha fatto posto alla vera libertà.

Così potremo essere tutti più felici pensando che finalmente anche in quei Paesi un tempo soggiogati dall'Occidente, d'ora in poi gli uomini saranno sottomessi solo alla legge divina, mentre le donne avranno pieno diritto di sottomettersi totalmente all'uomo e di coprirsi fino all'inverosimile anche col caldo più torrido. E si spera che così nessuno si sognerà mai più di condannare chi per diletto stupra una donna che contravviene ai suoi obblighi morali.

(Dite la verità: dovreste ringraziarmi per avervi fatto cominciare la giornata con dei pensieri così leggiadri, eh!?)
Gilad Shalit: «Hamas mi ha trattato bene»
post pubblicato in diario, il 19 ottobre 2011


Queste sono state le tue prime parole pronunciate alla televisione Egiziana: «Hamas mi ha trattato bene».


Gilad Shalit al rilascio, visibilmente deperito,
è risultato pieno di ferite su tutto il corpo.

Certo, ebreo Shalit, Hamas ti ha trattato bene, non ti ha ucciso. Solo perché tu per loro eri la gallina dalle uova d'oro, quella che gli ha permesso di rimettere in libertà 1027 assassini. E dare l'ennesimo schiaffo sonoro al tuo Paese.

Hai l'aria stanca e sei deperito Gilad. E io sono molto felice che tu sia tornato a casa. Ti abbraccio. Sappi che in questi anni il mio pensiero è andato a te tutti i giorni, sebbene non ti conosca di persona. Non prego mai, ma è come se lo avessi fatto, esclusivamente per te.

Spero che lo schifo di questi anni di prigionia assurda non ti lasci il segno e che la vita tua possa riprendere serena.

E spero che venga al più presto il giorno in cui chi fa il male è punito severamente e non premiato!


Dietro le quinte dell'intervista
la presenza dei terroristi di Hamas
Gli Ebrei... e avevano anche il coraggio di dire che sono più intelligenti!
post pubblicato in diario, il 5 ottobre 2011

Finalmente viene sfatata la leggenda dell'Ebreo intelligente! Non se ne poteva più. In fondo, è una forma di razzismo anche quella. Ora vi racconto.


Sala d'aspetto. Entro, mi siedo. Non c'è nessun altro, solo puzza di sigaretta e voci che si accavallano provenienti dai vari studi.

L'attesa si protrae più a lungo del previsto, la giovane collega del titolare viene a scusarsi. Io la rassicuro dicendole che sono in anticipo di 15 minuti. Ma a Napoli funziona così, non si sa mai di preciso a che ora si riesce ad arrivare. Ma io, piuttosto che fare tardi, preferisco aspettare.

Disgraziatamente, l'attesa a un certo punto sembra farsi noiosa, e io non ho con me neanche un libro! L'occhio punta istintivamente al tavolino con le riviste. Non c'è molta scelta: un depliant di gite alla Madonna di Non-So-Dove, squallidissimo senza nemmeno immagini a colori; un numero di D di Repubblica di qualche mese fa, gonfio di pettegolezzi sui vip, farciti da una caterva di anoressiche in bikini.

In ultimo, scopro una "cosa" che attira la mia attenzione: una pubblicazione in un formato insolito, di cartoncino costoso. La sfoglio: si parla di muoni, neutrini e altri cosini di cui non capisco un protosincrotrone. E' il "magazine" redatto nientepopodimeno che dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare!

Salto da un articolo all'altro, alla ricerca disperata di qualcosa di comprensibile... finché, verso una delle ultime pagine, chi ti trovo?

«Oh cazzo, ma questo sta dappertutto!»

E' il falso ashkenzita delle barzellette, l'Ebreo taroccato, quello che ha sdoganato un sacco di battute contro gli Ebrei... ché, se le dice un Ebreo stesso, è segno che si può fare.

«Vabbè, se sta in una rivista seria, in una pubblicazione di fisica delle particelle, vorrà dire che stavolta qualcosa di serio, l'avrà scritto perfino lui», penso.

E leggo. Poi rileggo, con la sensazione che alla prima lettura dev'essermi sfuggito qualcosa... E rileggo anche per la terza volta, tanto di tempo da buttare ne ho, in questa sala d'aspetto di merda che puzza di ceneriera! Chissà, forse nella prima lettura ero prevenuto, con quella brutta faccia sotto gli occhi. Così ricopro la foto usando l'anoressica più carina che riesco a trovare su D di Repubblica, e rileggo con calma, avendo stavolta sotto gli occhi il verde chiaro del mare, la sabbia dorata su cui poggiano le curve dolci di un bel corpo, ahimé denutrito, ma sempre meglio di quella faccia!

Alla terza rilettura, posso dire senza margine di errore di aver capito. Fino in fondo.

Provate a leggere anche voi e poi ditemi se non ho ragione.



La relatività sabbatica.
di Moni Ovadia, attore teatrale, musicista e scrittore

Per tutta la vita, ho avuto modo di vivere secondo le mie scelte e di realizzare progetti nutriti dalla passione, in cui credevo e che amavo. Pur attraverso molti travagli e difficoltà, sono approdato a una sintonia con me stesso di cui sono ragionevolmente soddisfatto e consapevole, sia sul piano professionale che su quello etico sociale. Ciononostante non ho potuto evitare di avere alle spalle alcuni grandi rimpianti. Uno dei più acuti è stato quello di non essermi dedicato in profondità a qualche aspetto della cultura scientifica e nella fattispecie alla fisica. Certo avrei potuto rimettermi a studiare, ma operare delle scelte significa optare per una gestione del proprio tempo e accettarne i limiti. Dunque l’informazione divulgativa è il massimo livello di conoscenza a cui ho potuto accedere. Il culmine della frustrazione causato dalla mancanza di sapere scientifico per me è tuttora rappresentato dall’incapacità di capire autenticamente il significato della rivoluzione portata dalla teoria dell’universo di Albert Einstein. La figura del grande scienziato e umanista ha permeato di sé l’intero ’900 e continua ad accompagnarci nel nuovo millennio. La sua immagine fa parte del repertorio iconico di centinaia di milioni di esseri umani in tutto il pianeta, è entrata nella cultura popolare ed è approdata al cinema e alla televisione anche nelle forme della fiction. Una storiella ebraica ha registrato a suo modo la teoria della relatività: un vecchio ebreo un giorno ha l’occasione di incontrare il professor Einstein e pieno di emozione gli domanda, “profèsor Einstein io sono un vechio e come ibreo sono molto orgolioso che lei è uno del nostri, ma non so il matematica e il fisica, potrebe lei mi spiegare il suo teoria del relatività?”. Einstein gli risponde: “Guardi, mettiamola così! Se lei sta seduto su una poltrona con una splendida fanciulla nuda sulle gambe, un’ora le sembra un secondo, se invece lei sta seduto con il sedere nudo su una stufa arroventata, un secondo le sembra un’ora”. A quel punto, assai perplesso il vecchio ebreo dice a Einstein: “Profèsor Einstein è con qvesto che lei si gvadagna da vivere?”. Ma umorismo a parte, che cosa c’è di ebraico in ciò che il genio della fisica ha prima intuito e poi elaborato in teoria scientifica? Non la sua prodigiosa intelligenza, né la sua statura etica che appartengono all’universale umano, cosa dunque? I miei studi amatoriali di ebraismo mi hanno portato a formulare una balzana ipotesi, ovvero, che l’avere postulato l’identità di spazio e tempo abbia una relazione con lo shabbat ebraico. L’orizzonte sabbatico inaugura la dimensione del tempo come spazio dell’umano in prospettiva extraterritoriale ed extratemporale. Lo spazio della terra, anche quello della terra di santità, nella celebrazione dello shabbat si fa da parte per accogliere la dignità dell’universalismo, che può esistere solo dove lo spazio dell’umano si identifica con il tempo dell’umano, dove il tempo dell’umano è lo spazio dell’umano, oltre i confini, oltre i limiti angusti e costrittivi del potere e dell’alienazione, al fine di accedere a uno spaziotempo che apre lo sguardo all’infinito degli universi. Lo shabbat con la sua inedita relazione spaziotempo introduce nella cultura dell’uomo i concetti di libertà e uguaglianza, sottraendolo alle idolatrie della produzione e del consumo, per affermare la priorità dello studio e della conoscenza nel quadro di una visione dell’essere umano come creatura integra e inviolabile. La mia ipotesi è certamente molto fantasiosa e tirata per i capelli, ma mi piace pensare che nel retroterra intimo della formazione di Einstein, lo spaziotempo sabbatico abbia potuto influire sull’intuizione della relatività.



http://www.asimmetrie.it/modules/smartsection/item.php?idnumero=83&itemid=151&categoryid=87&keywords=ovadia

Zaninelli, Cristiani, Bonelli, Riccabone - Storia Contemporanea: un pessimo esempio di testo scolastico
post pubblicato in diario, il 24 settembre 2011
Invito tutti voi a sottoscrivere la lettera indirizzata all'Editore che ha pubblicato la schifezza qui sotto.




Una dolce serata di agosto
post pubblicato in diario, il 12 settembre 2011
A un rinfresco estivo nel giardino di una bella villa al mare,  gli invitati s'intrattengono in conversazioni amene e un po' formali. 
 
Quando le bottiglie cominciano ad apparire mezze vuote (o mezze piene, dipende dal punto di vista),  la discussione si fa appassionata e si affrontano argomenti di politica e di economia. Come immancabilmente accade, ci si lamenta delle nuove tasse, dei tagli ai servizi, del trattamento disumano riservato ai clandestini, delle minacce di secessione della Lega. Tutti sono concordi sul fatto che l'Italia rischia di finire come la Grecia e che alle nuove generazioni non resterà che andare all'estero per poter sperare in un futuro decente.
 
Ovviamente, non manca il solito tipo mezzo brillo che ritiene di avere in tasca la soluzione per ogni problema. E non manca nemmeno chi se ne sta zitto senza profferire parola; in questo caso, però, non è il consueto scapolo timido e musone, ma un'affascinante ventenne, figlia di una coppia d'invitati ed unica rappresentante delle succitate nuove generazioni.
 
Se ne sta lì rilassata e sorridente, con le gambe accavallate ad ascoltare un po' divertita quei monologhi a più voci fra grigi cinquantenni, finché non le squilla il telefonino. Si scusa con gli invitati che neanche la notano e si apparta un minuto per porre rimedio a distanza alle momentanee insicurezze del suo partner bloccato in città dall'ennesimo lavoro precario.
 
Ritornata al suo posto, si accorge di aver perso qualcosa della conversazione. Infatti, a quel punto la padrona di casa, agitando l'indice, fa: «Certo che questi ebrei ne hanno fatti di danni!»
 
Ci sono frasi che lasciano spiazzati, ma questa le sembra un vero nonsense. Così, senza chiedersi quale fosse la causa scatenante di quell'ingiustificabile affermazione razzista, si alza con leggerezza dalla sedia aprendo le braccia e mostrando i palmi delle mani; con voce forte, ma con lo stesso tono che usa per dire "ti amo" comincia: «E' vero, gli Ebrei hanno fatto un sacco di danni: si sono adattati per secoli a vivere nei ghetti malsani in cui li hanno sbattuti... e nonostante ciò, non si sono ammalati di peste... e non sono mai diventati servili, a dispetto di tutti gli sforzi per sottometterli ed umiliarli... da inguaribili impostori, hanno fatto finta di convertirsi al cristianesimo sotto la sferza degli auto-da-fé, e non li ha cambiati neanche il fuoco dei roghi della Santa Inquisizione... sono stati fra i peggiori inquinatori dell'aria, con tutto quel fumo ad Auschwitz... e tutt'oggi si ostinano malvagiamente a non farsi eliminare dalla faccia della terra, causando la morte di migliaia di poveri terroristi suicidi!»
 
La parona di casa rimane immobile come una fotografia, gli invitati sono raggelati. La ragazza abbassa lo sguardo, comincia a pentirsi di aver detto ciò che ha detto, spera che le squilli di nuovo il telefonino... A quel punto sente quattro mani che applaudono: sono i suoi genitori. Con gli occhi lucidi le si avvicinano e la prendono sottobraccio dolcemente.
 
Senza salutare nessuno, voltano le spalle e vanno via in tre.
 
Fulvio Del Deo

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Ramadan a Capo Nord
post pubblicato in diario, il 8 agosto 2011











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"Mi chiedete di parlare..."
post pubblicato in diario, il 6 luglio 2011
... ovvero come far rivoltare nella tomba Oriana Fallaci.



«La maternità dell’idea appartiene a Emilia Costantini. La giornalista e scrittrice è riuscita a vincere la tenace opposizione di Edoardo Perazzi (nipote della Fallaci), con un incessante, delicato, lavoro ai fianchi. Dolce ragionata insistenza alla fine ha piegato il nipote di Oriana Fallaci, rimasto a lungo ancorato e fedele al dettato dell’illustre zia. Oriana non aveva mai concesso a nessuno di interpretarla.»
http://www.lagenteditalia.com/articulos/articulos_masinfo.php?id=2019&secc=articulos&path=0.281

«"Mi chiedete di parlare…"»non è uno spettacolo facile da digerire... Movimenti scenici e luci, proiezioni e musica, aiutano ad entrare in quella sorta di intimità con Oriana Fallaci che per la verità voleva soltanto essere sola e possibilmente non guardata.»
http://www.spoletofestivalcorner.it/index.php?page=articolo&id=292


Come se non bastasse, nel ruolo di Oriana c'è Monica Guerritore. Non più la giovane incestuosa "Patrizia" diretta dal suo ex-marito, ma attrice ormai matura, di quell'età in cui le sue colleghe usano gonfiarsi solo col silicone; lei  invece usa anche la sicumera:

«Io sono lei che risponde a domande rimaste nell' aria ... e nello stesso tempo parlo di lei come se si manifestasse una terza immagine: la "qualità" specifica di questa donna eccezionale, fatta di forza, autonomia, desiderio di libertà, guidata però da un' ossessione. Entrando nella sua carne in questi cinque mesi, ho cercato di decifrare l' oscurità nel suo sguardo: era la conoscenza della morte attraverso la guerra, il suo odore, nella vita pubblica e privata. L' ha portata a odiare e combattere "la più grande stupidità", la guerra appunto. È stata la sua scenografia - ognuno di noi ce l' ha -, in cui si ritrovava anche se la faceva star male»... «La Fallaci, non Oriana. Da un certo punto in poi l'Io si è sacrificato al Me, all' immagine forte, sfacciata che il mondo amava, criticava, copiava. L' eyeliner in America era il "Fallaci look", lei è stata glamour, celebrity mondiale. E ha deciso, rotto il silenzio dopo l' 11 Settembre, di far vivere quella, mentre l' altra moriva tra tappeti pieni di cicche di sigarette senza curarsi più»
http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/07/Oriana_torna_respirare_con_Contro_co_9_110607053.shtml




I sionisti piegano perfino l'Ellade al loro diktat!
post pubblicato in diario, il 5 luglio 2011
Sulla Flotilla è pieno di ebrei affinché non si dica che è una spedizione di antisemiti. Sono molti, molti più che un minian. Tant'è vero che il signor Vauro ne ha contati almeno una trentina, muniti di tanto di pedigree. E sono tutti pacifisti veri, di quelli che dicono "Stay Human", come diceva Vittorio Arrigoni, quel grande pacifista che, tanto ch'era pacifista, per la terra degli ebrei non c'è voluto passare neanche da morto.

Se chiedi loro se hanno mai dato alle fiamme una bandiera d'Israele, ti rispondo con un bel NO tutti in coro, mentre qualcuno si contorce per terra fingendo una crisi epilettica, pensando di avere a che fare con un militare dell'IDF. Per tenerteli amici tu gli offri un Kit Kat, ma loro ti guardano subito in cagnesco, non perché sia della kattiva multinazionale Nestlé, ma perché a bordo della Flotilla si sgranocchiano solo Mars, contando i minuti alla partenza col sestante.
(guarda il video QUI')

Eppure senti che qualcosa non quadra... A quanto pare loro neanche se ne accorgono di certe cose, ma sembra che quell'idea stile Protocolli dei Saggi di Sion che il popoplo d'Israele è in grado (chissà per quale magia) di piegare tutto il mondo ai suoi piedi, forse forse dentro di loro non è mai morta. E infatti, non appena il Governo Greco rifiuta loro l'autorizzazione a partire, non passa nemmeno mezz'ora che loro hanno già una bella bandiera greca un po' particolare, che al posto della croce greca ha una stella a sei punte. Dev'essere un modo pacifista per marchiare il nemico con un simbolo  che per loro deve risultare molto infamante, essendo la stella del sionista Re David!!


Chiediamo l'immediato rilascio di Berna, Ferhat e degli altri 7 studenti detenuti in Turchia
post pubblicato in diario, il 3 luglio 2011
22 giugno 2011 - Sette studenti universitari sono accusati di apologia di reato ("lode di crimine e criminale") per aver espresso la loro solidarietà a Ferhat Tuzer e Berna Yilmaz, altri due studenti  arrestati il 14 marzo 2010 con  l'accusa di "appartenenza a organizzazione illegale", per aver esposto uno striscione con cui chiedevano l'istruzione gratuita, durante un comizio del Primo Ministro Erdogan presso la comunità Rom di Istanbul.



In seguito al loro arresto (cui sono seguite percosse e maltrattamenti da parte della polizia) altri studenti hanno allestito uno stand informativo di supporto nel centro della città di Edirne. Il processo a carico di Berna e Ferhat è ancora in corso. Rischiano fino a 7 anni e mezzo di reclusione ciascuno e sono in carcere da 15 mesi.




Come riportato dal quotidiano "Radikal", sette membri dell'Associazione Giovanile di Edirne (EGD) hanno istituito un punto d'informazione presso un parco pubblico il 6 maggio 2011 per dar voce alla richiesta di rilascio di Berna e Ferhat, e hanno anche iniziato lo sciopero della fame. I giovani hanno distribuito volantini sull'istruzione gratuita e per il rilascio dei loro amici. Alla richiesta delle forze dell'ordine di rimozione del loro punto informativo a causa del "divieto preelettorale", gli studenti hanno opposto resistenza, così la polizia ha rimosso la cabina con la forza e li ha persi in custodia.

Nel caso giudiziario aperto contro di loro, i sette studenti si trovano ad affrontare pene detentive fino a 5 anni ciascuno con l'accusa di "lode di crimine e criminale" e di "resistenza a un agente di polizia in servizio".

Nella scorsa udienza del 25 maggio, il procuratore Kasim Ilimoglu ha chiesto l'assoluzione degli studenti. Ha detto che la protesta effettuata dagli studenti è stata nei limiti di legge e nel diritto alla libertà di espressione di opinioni. La Corte, tuttavia, ha deciso di mantenere ugualmente gli studenti in stato di detenzione.

Il 22 giugno si è tenuta l'udienza per un'ulteriore decisione provvisoria sulla loro detenzione. I membri della Federazione Giovanile hanno inscenato una protesta davanti al Palazzo di Giustizia Besiktas a sostegno dei loro amici. Contemporaneamente, si è mobilitato anche il mondo della cultura: intellettuali, artisti e studiosi hanno sottoscritto un documento in cui si chiede il rilascio immediato dei due studenti universitari, poiché non può essere trattato da criminale chi chiede democraticamente la gratuità dell'istruzione.

Mercoledì 22 giugno 2011 20:45

L'ISTRUZIONE GRATUITA E' UN DIRITTO UMANO BASILARE, NON UN REATO DI TERRORISMO

Rilascio immediato di BERNA YILMAZ e FERHAT TÜZER

Il 14 marzo 2010 "Incontro con i Rom", evento organizzato presso il palazzetto dello sport Abdi Ipekci. Durante il discorso del primo ministro Recep Tayyip Erdogan, gli studenti Berna Yilmaz e Ferhat Tuzer vengono arrestati per aver aperto uno striscione con su scritto "Vogliamo che l'istruzione sia gratuita e lo realizzeremo. Federazione Giovanile ". Sono trascorsi 15 mesi ed è stato messo in atto un procedimento penale per aver chiesto l'istruzione gratuita, e si è ancora in attesa di un "verdetto di assoluzione". E' inammisssibile che la richiesta di istruzione gratuita sia considerata un crimine; l'istruzione gratuita è un diritto umano fondamentale.
Condividiamo l'idea della pubblica necessità che riacquistino immediatamente la loro libertà Berna Yilmaz e Ferhat Tuzer in particolare, oltre gli altri studenti che sono stati arrestati per aver chiesto il loro rislascio.
Cordiali saluti.

Tayfun GÖRGÜN (DISK Genel Baskan Vekili), Döndü TAKA ÇINAR (KESK Genel Baskani), Dr. Eris BILALOGLU (Türk Tabipleri Birligi Merkez Konsey Baskani), Selçuk KOZAGAÇLI (ÇHD Genel Baskani), Prof. Dr. Sebnem Korur FINCANCI (THIV Baskani), Erol EKICI ( Genel-is Genel Baskani), Ünsal YILDIZ (EGITIM SEN Genel Baskani), Çetin ERDOLU (SES Genel Baskani), Vicdan BAYKARA (TÜM BEL SEN Genel Baskani), Osman BIÇER (BES Genel Baskani), Haydar ARSLAN (YAPI YOL SEN Genel Baskani), Mustafa SENOGLU (ESM Genel Baskani), Metin VURANOK (TARIM ORKAM SEN Genel Baskani), Ufuk BEYTEKIN (HABER SEN Genel Baskani), Yavuz DEMIRKAYA (KÜLTÜR SANAT SEN Genel Baskani), Yavuz DEMIRKOL (BTS Genel Baskani),

Prof. Dr. Irfan AÇIKGÖZ, Tarik AKAN, Prof. Dr. Nazan AKSOY, Derya ALABORA, Ulvi ALACAKAPTAN, Prof. Dr. Adalet ALADA, Yazgülü ALDOGAN, Orhan ALKAYA, Kuban ALTINEL, Cafer ARAT, Prof. Dr. Toktamis ATES, Esin AFSAR, Özlem BALKI, Vedat BARAN,  Prof. Dr. Yaman BARLAS, Fikret BASKAYA, Celal BASLANGIÇ, Hakan BAYHAN, Prof. Dr. Ali BAYKAL, Prof. Dr. Zerrin BAYRAKDAR, Gözde BEDELOGLU, Cahit BERKAY, Yalçin BORATAP, Cuma BOYNUKARA, Faik BULUT, Adnan CAYMAZ, Oral ÇALISLAR, Prof. Dr. Naz ÇAVUSOGLU, Prof. Dr. GÜRBÜZ ÇELEBI, Tülay ÇELLEK, Yusuf ÇETIN, Sakine ÇIL, Prof. Dr. Serdar M. DEGIRMENCIOGLU, Melike DEMIRAG, Yilmaz DEMIRAL, Temel DEMIRER, Zeki DEMIRKUBUZ, Levent DINÇER, Zafer DIPER, Prof. Dr. Mine EDER, Ülkü ERAKALIN, Sükrü ERBAS, Alper ERDIK, Prof.Dr. Nurettin ERGUN, Cezmi ERSÖZ, Güngör GENÇAY, Müjdat GEZEN, Prof. Dr. Fatma GÖK, Dilek GÖKÇIN, Yasemin GÖKSU, Nurettin GÜLEÇ, Ahmet GÜLHAN, Yard. Doç. Dr. Kivanç INELMEN, Handan IPEKÇI, Ferhad ISA,  Selen ISA, Orhan KAHYAOGLU, Hüseyin KARABEY, Ufuk KARAKOÇ, Dr. Gülten Kari KASOGLU, Gülten KAYA, Yildiz KENTER, Muammer KETENCOGLU, Prof. Dr. Sermet KOÇ, Macit KOPER, Derya KÖROGLU, Yasar KURT, Tuncel KURTIZ, Bo LARSSON, Ertugrul MAVIOGLU, Yosi MIZRAHI, Kawa NEMIR, Yrd. Doç. Dr. Ilhami ALKAN OLSSON, Doç. Dr. Johanna ALKAN OLSSON, Sibel ÖZBUDUN, Mehmet ÖZCAN, Mehmet ÖZER, Halil Ibrahim ÖZKURT, Adnan ÖZYALCINER, Müfide PEKIN, Nedim SABAN, Prof. Dr. Nihal SABAN, Ersin SALMAN, Pinar SAG, Tolga SAG, Necmettin SALAZ, Doç. Dr. Ali Kerem SAYSEL, Özgen SEÇKIN, Sennur SEZER, Gülriz SURURI, Zerrin SÜMER, Nurettin SEN, Ferhan SENSOY, Aydin SIMSEK, Zerrin TASPINAR, Ahmet TELLI, Afsar TIMUÇIN, Erol TOY, Mustafa TURAN, Deniz TÜRKALI, Kardes Türküler, Gülbahar ULUER, ÜMMÜSEN, Esber YAGMURDERELI, Hilmi YARAYICI, Özcan YAMAN, Nejat YAVASOGULLARI, Metin YEGIN, Prof. Dr. Tahsin YESILDERE, Grup YORUM, Sanar YURDATAPAN, Mehmet YÜKSEL, Prof. Dr. Sahika YÜKSEL

http://www.halkinsesi.tv/index.php/acklamalar/3315-mza-metni-.html
http://www.birgun.net/actuels_index.php?news_code=1309426765&year=2011&month=06&day=30
http://www.bianet.org/
Il vero volto dei "pacifisti" della Flotilla
post pubblicato in diario, il 2 luglio 2011
Organizzatore della Flotillia e uomo d'affari, il palestinese-libanese Yasser Qashlaq sulla TV degli Hezbollah Al-Manar:
«Noi dovremmo buttare quegli ebrei, quei pezzi
d'immondizia umana, nei loro veri paesi»




Di seguito sono riportati alcuni estratti da un'intervista con Yasser Qashlaq, giornalista libanese-palestinese e capo del Movimento Free Palestine. L'intervista in onda su Hezbollah Al-Manar TV il 17 maggio 2011.

Secondo il settimanale egiziano Al-Ahram del 17-23 giugno 2011, Qashlaq è "il principale donatore per la spedizione Freedom Flotilla 2".

Yasser Qashlaq: "Il luogo naturale per [Ehud] Barak è la Polonia, e il luogo naturale per quell'idiota di Netanyahu è Mosca, mentre il luogo naturale per me è Safed [...]

"Vorrei dire a Ben-Gurion: Tu ragazzino, domani, mio figlio piccolo calpesterà la tua tomba Lui deporterà i tuoi resti al tuo paese vero in Europa, e noi ritorneremo [...]..

"Come ha detto l'Imam Khomeini, a suo tempo, se ognuno di noi si mettesse a sputare, affogherebbero tutti e cinque milioni di loro. Il numero di ebrei -di quei rifiuti umani- nella mia terra equivale a un terzo della popolazione del quartiere di Nasr City al Cairo. [...]

"Netanyahu, che dice che il diritto al ritorno deve essere risolto al di fuori di Israele; invece dovrebbe pensare a risolvere il suo problema, con il ritorno in patria a Mosca. Si tratta di pezzi d'immondizia umana. Anche Balfour, quando andò via dando la mia terra agli ebrei, disse che lo stava facendo per sbarazzarsi di loro. Così ci hanno portato quei pezzi di merda, e noi li dovremmo rigettare nei loro paesi. " [...]

Qashlaq nell' intervista del giugno 2010: "Spero che le nostre navi trasportino quella feccia dell'immondizia europea nei suoi paesi d'origine, via da Israele."

Quelli che seguono sono estratti da un'intervista del 18 Giugno 2010 a Yasser Qashlaq, in onda su Al-Manar TV:

Yasser Qashlaq: "Ogni volta che la banda criminale di pirati israeliani sequestra una nave, divento più ottimista, che presto verrà il giorno in cui queste navi porteranno via questa feccia di spazzatura europea nei suoi paesi.

"Lasciate che Gilad Shalit ritorni a Parigi. Lasciate che questi assassini ritornino in Polonia. Una volta che saranno ritornati là, daremo loro la caccia fino alla fine del mondo, e li perseguiremo per i loro massacri, da Deir Yassin a oggi." [...]

"Vorrei dire qualcosa al popolo israeliano".

Intervistatore: "Ai coloni?".

Yasser Qashlaq: "Sì, a quella banda di assassini criminali. Abbordate la nave che vi abbiamo mandato, e ritornate ai vostri Paesi. Non lasciatevi ingannare dai leader arabi moderati. Voi non sarete mai in grado di fare la pace con noi. I nostri figli ritorneranno [in Palestina]. Non c'è alcuna ragione per la coesistenza, anche se alcuni dei nostri leader o dei nostri regimi firmano [la pace] con voi. Noi non la firmeremo mai. Non lasciatevi ingannare da questi regimi, ritornate ai vostri Paesi.. "

Per visualizzare questa clip su MEMRI TV, visita http://www.memritv.org/clip/en/2522.htm.


(fonte: http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/5310.htm - traduzione MomoVedim)
Terroristi contro il terrore?
post pubblicato in diario, il 1 luglio 2011
Ora che gli USA andranno in pensione, chi combatterà contro il terrorismo internazionale?
I terroristi stessi, è ovvio!
C'è da fidarsi?
Massì! e c'è pure il sito:
http://www.peacetribune.com/

Così a Teheran si incontrano pezzi da novanta ospiti dell'attuale numero uno, Ahmadinejad. Il tutto dettagliatamente documentato su PressTV, nuovo canale allnews iraniano in lingua inglese.

Ecco un bellllisssssimo servizio in due puntate:
http://www.youtube.com/watch?v=8_JNiJo2MtE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=QGd6iIb5LFY

E chi fa capolino fra i grandi ospiti, oltre il doppiogiochista Gillani e il macellaio Bashir ricercato per crimini di guerra?
Indovinate un po'?

Eccolo qua, Yisroel Dovid Viess, uno di quei malati di mente di Naturei Karta. Poteva mai mancare? Certo che no e il canale Sahar 1 lo mette in mostra e gli dedica dei bei primi piani in cui si esibisce in un vero e proprio comizio delirante contro Israele.




Erdogan è allergico alle donne
post pubblicato in diario, il 20 giugno 2011
E' vero che sua moglie è imbacuccata come una befana, ma ciò non vuol dire che le donne turche siano tutte come lei. Il neo-rieletto primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, nel suo lungo e noioso discorso di ringraziamento alla nazione, ha pronunciato solo due volte la parola "kadin" (donna) come osserva Çigdem Aydin, presidente dell'Associazione per il sostegno e la formazione delle candidate donne (KA.DER).




La prosopopea del duce d'Anatolia, intrisa di stucchcevole nazionalismo è svolazzata dappertutto, perfino a Sarajevo per ricordare al mondo dove punta la sua politica... però ha sorvolato solo distrattamente la questione femminile, in un paese dove il fondamentalismo religioso rappresentato del rampante leader troverà filo da torcere nell'altra metà del cielo, soprattutto nelle aree urbane.

Se è pur vero che nel nuovo parlamento il numero di donne è passato dall' 8,72% al 14,2%, è anche vero che le donne nella società turca odierna contano meno di ieri, a causa delle numerose scelte maschiliste del governo. Nonostante ciò, la signora Aydin non si perde d'animo: "Alcune delle nuove elette in Parlamento sono strettamente legate ai problemi delle donne. Spero che saremo in grado di fare un lavoro efficace col loro supporto."

Riguardo la nuova Costituzione che il Governo Turco intende varare, Çigdem Aydin afferma: "Non accetteremo una Costituzione che non consideri le esigenze delle donne. Oggi è necessario che la Costituzioni anticipi di fatto la piena parità di genere."

Aydin ha anche menzionato il nuovo ministero della Famiglia e Politiche Sociali. Ha inoltre ricordato che il Ministero per le Donne e la Famiglia è stato chiuso, nonostante le numerose obiezioni totalmente ignorate dal Ministero per l'Uguaglianza.

Aydin ha elencato altre aspettative delle donne per il nuovo mandato in parlamento come segue: "Una costituzione che si concentri sull'individuo piuttosto che dello Stato; far rispettare la legge sulla parità, che modifica la legge n. 4320 sulla tutela della famiglia, secondo le proposte delle donne; avere almeno il 50 per cento delle donne nel personale dirigente dei ministeri e una quota del 50 per cento per le donne dirigenti dei consigli e dei governatorati ".


(vedi anche: http://www.bianet.org/english/women/130729-gender-imbalance-in-new-parliament)
Pillole di Storia... futura!
post pubblicato in diario, il 16 giugno 2011
"Nel dicembre del 2023 faceva un freddo cane e non c'era nulla da bruciare per riscaldarsi. Le notizie sull'Iwatch non promettevano nulla di buono, molte le minacce di guerra un po' ovunque..."

La potenza economica degli USA era già decaduta da tempo e adesso si marciava rapidi verso il suo declino politico. Infatti, già da tempo gli Stati del Nord erano Protettorato Britannico, mentre in quelli del Sud aveva preso il sopravvento il KKK, di conseguenza i Governatori locali erano stati costretti a cercare asilo politico a Washington.

Nel 2030 il Texas aveva dichiarato unilateralmente la sua indipendenza, riconosciuto all'istante dal Vaticano, seguito a ruota dalla Cina, dall'India e dal Brasile. Altrettanto fecero nell'anno successivo l'Oklaoma, il Kansas e il Missouri.

Lo sfaldarsi di quel grande impero proseguì ben presto anche nel Nord con la Dichiarazione d'Indipendenza nel 2032 della Repubblica del New Jersey, cui seguì immediatamente l'autonomia politica di tutti gli ex-Stati del Nord-Est, riconosciuti pienamente indipendenti nel 2040, ad eccezione dello Stato di New York, ribattezzato Iroquoi Longhouse dai nativi Irochesi, ai quali negli ultimi anni si erano uniti numerosi pionieri nativisti del movimento Mohawkista.

In base ad accordi presi col Governo Britannico con la "Dichiarazione di Malbour" del 31 ottobre del 2037 la Gran Bretagna si era dichiarata favorevole alla creazione di un Focolare Irochese nella metà settentrionale dell'ex-Stato di New York. Tale impegno, ribadito in più occasioni e approvato con risoluzione dell'ONU, dovette però scontrarsi col veto degli Stati confinanti che vedevano di cattivo auspico la creazione di quella che consideravano una "entità anomala nella regione".

Il 14 maggio 2048, con un giorno in anticipo sulla scadenza del Mandato Britannico, nacque lo Stato Iroquoi di Longhouse a capo del quale fu posto il comandante David HellenicPuppy's Son, futuro primo ministro. La Dichiarazione d'Indipendenza Iroquoi, basata su principi nobili di rispetto della Natura e di ogni Essere Vivente, suscitò -da una lato- consensi in quella parte dei "visi pallidi" dell'ex New York State che fin dai primi tempi avevano tenuto ottimi rapporti con il movimento Mohawkista e che avevano visto di buon auspicio il sorgere dello Stato di Longhouse. Dall'altro lato, però, scatenò le ire dei latifondisti che avevano venduto i propri terreni ai Nativi, solo per poter comprare armi con l'intento di cancellare definitivamente la "entità pellerossa" dal Continente.

Nei pochi giorni successivi, approssimativamente 1.000 soldati del Vermont, 5.000 del Massachussets, 5.000 del Connecticut e 10.000 del New Jersey invasero il neo-costituito Stato. 4.000 soldati della Pennsylvania  invasero il cosiddetto Corpus Separatum, cioè la regione al confine con gli ex-territori canadesi. Essi furono aiutati da corpi di volontari dell'Ohio, del Maine e della Virginia.

In un SMS del Segretario Generale della Lega degli Stati del Nord-Est indirizzato all'ONU, si proclamava ufficialmente l'intento di creare uno "Stato unitario Indipendente" al posto dei due Stati (uno iroquoi e l'altro "viso pallido") previsti dal piano dell'ONU. Essi reclamarono che quel piano di spartizione non era valido perché a esso si opponeva la maggioranza dei "visi pallidi", e confermarono che l'assenza di un'autorità legale rendeva necessario intervenire militarmente per proteggere le vite e le proprietà dei "visi pallidi".

Il nuovo Stato dei Nativi Americani non ebbe vita facile e dovette affrontare numerose altre aggressioni militari da parte dei "visi pallidi", nonché innumerevoli atti terroristici. Ricordiamo la Guerra delle Sei Lune nel 2067, durata appunto quanto sei lune, e nella quale lo Stato Iroquoi occupò dei territori dei "visi pallidi", da usare poi come scambio nelle eventuali trattative di pace. Ci fu poi la Guerra della Grande Madre nel 2073, che l'Iroquoi Longhouse subì nel giorno più sacro del suo calendario, ma da cui seppe difendersi con coraggio, infliggendo dure sconfitte all'aggressore.

Il resto è attualità: gli accordi di pace, seguiti dagli attacchi terroristici dei "visi pallidi"; la barriera di totem difensivi elettronici; l'autonomia "viso pallida" negli ex-Territori Occupati, seguita dal terrorismo suicida; lo smantellamento delle longhouses dalla Striscia di Confine nel 2105, con i conseguenti bombardamenti giornalieri da parte dei "visi pallidi" sulle città iroqoui; l'operazione "Freccia di Piombo" del gennaio 2109,  che scatenò le ire dell'ONU nel famigerato Rapporto Silverstone, passato poi alla Storia come il Rapporto delle Bugie, per tutte le accuse agli Iroquois che il giudice sudafricano Richard Silverstone vi elencò, per poi sconfessare una per una, quando fu dimostrata la loro falsità.
Amina Arraf, lesbian girl, famous Syrian blogger? No, just a fucking pushovers!
post pubblicato in diario, il 14 giugno 2011
Amina Arraf, lesbian girl, famous Syrian blogger?

No, just an idiot named Tom McCaster.

And the snapshots?
Stolen to a woman who was unaware of everything!



More assholes than this... one dies!


McCaster distracted young people from the struggles against the Syrian regime of Assad, asking them to redirect their anger against Israel.
 
Read here, how much this "heroine of the Syrian revolt" feeds hatred against Israel :
http://damascusgaygirl.blogspot.com/2011/06/jaulan-is-in-our-hearts.html.
 
But boys of Damascus aren't stupid. And replied that there is no need to continue to use Israel as a scapegoat, that it is time to face the real enemy, namely the oppressive regime of Assad.

McCaster has deleted all the comments, and today... apologizes!

 
I hope this fucking pushovers steps big trouble!


Elezioni in Turchia, con Ferhat e Berna in prigione
post pubblicato in diario, il 11 giugno 2011
Cose turche in Turchia, con l'islamico Erdogan!

Con la sua politica autoritaria e repressiva vedrete che riuscirà pure a entrare in Unione Europea, magari facendosi paladino della pace in Libia... non mi meraviglierei.

Il duce anatolico sa come distrarre l'opinione pubblica dai veri problemi, mostrando al mondo un paese cui la crisi non fa un baffo, mettendo in rete filmini in stile film Luce del Ventennio in cui sono esaltati i successi del regime... e nascoste sotto al tappeto le magagne.

Ce n'è per tutti, anche per i giovani più contestatori: ogni tanto basta far salpare una Flotilla destinata a rompere i coglioni a Israele, con l'evergreen della favola dei poveri Palestinesi oppressi.

Sa bene che così potrà passarla liscia ed essere eletto per l'ennesima volta a pieni voti. E nessuno farà caso alla repressione, agli arresti arbitrari, alle detenzioni illegali. Come quella di un ragazzo e una ragazza che hanno commesso il crimine di aver esposto uno striscione con su scritto:
ISTRUZIONE GRATUITA


Studenti in prigione per almeno 20 mesi per uno striscione

"Libertà per Ferhat Tüzer e Berna Yilmaz" è il messaggio dei sostenitori dei due studenti universitari che sono detenuti da 14 mesi per aver esposto uno striscione per l'istruzione gratuita. Gli studenti rimangono in cella. Il processo è stato rimandato al 6 ottobre.
La terza udienza del processo contro gli studenti dell'Università di Ankara Berna Yilmaz e dell'Università della Tracia Ferhat Tüzer, membri della Federazione Giovanile, si è tenuto presso il presso la Corte di Istanbul lunedì 23 maggio. Entrambi gli studenti si trovano ad affrontare pene detentive fino a 15 anni per aver esposto un striscione con la scritta "Vogliamo l'istruzione gratuita", durante una pausa dell'incontro del primo ministro Recep Tayyip Erdogan con la comunità Rom a Istanbul il 14 marzo 2010.

Il procuratore ha chiesto la liberazione e l'assoluzione degli studenti Tüzer e Yilmaz. Tuttavia, la corte ha deciso di tenerli entrambi in stato di detenzione e ha rinviato il processo al 6 ottobre 2011.

L'udienza di lunedì è stata monitorata dai dirigenti della Confederazione dei sindacati dei dipendenti pubblici (KESK) e dell 'Unione dei Lavoratori dell'Istruzione e delle Science ', da rappresentanti e membri di varie organizzazioni democratiche di massa, dal poeta Ataol Behmramoglu, dall'autore e sceneggiatore Bilgesu Erenus.


"La protesta è un diritto costituzionale"

L'avvocato della difesa Taylan Tanay ha riferito a http://bianet.org/ dopo l'udienza. Egli ha detto che il pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione dei suoi clienti nel suo ultimo appello.

Tanay ha spiegato che il procuratore ha fatto riferimento agli articoli 24, 25 e 33 della Costituzione (libertà di coscienza, la libertà di pensiero e di opinione, libertà di associazione). Il procuratore ha sottolineato che in conformità della Convenzione europea dei diritti dell'uomo è un diritto costituzionale organizzare e partecipare a riunioni e manifestazioni. A parere del pubblico ministero, entrambi gli studenti hanno fatto uso dei loro diritti.

Pertanto, Tüzer e Yilmaz non potevano essere punito per questi motivi, ha concluso il pubblico ministero e chiesto la loro assoluzione.

Tanay ha continuato, "Il giudice ci ha consentito di tempo per l'arringa finale di difesa ma ha deciso di continuare la detenzione [di Tüzer e Yilmaz], rinviando il caso al 6 ottobre 2011".

"Il pubblico ministero ha chiesto sia il loro rilascio, sia la loro assoluzione, ma il giudice non ha preso decisioni su questa richiesta. 'In tal modo, si è determinata una situazione anomala e illegale".



"Decisione motivata da ragioni politiche"

Riassumendo i discorsi di difesa di Yilmaz e Tüzer, l'avvocato Tanay ha riferito che gli studenti hanno affermato che loro hanno solo chiesto l'istruzione gratuita e che questo non può essere considerato un crimine.

"Proprio come il pubblico ministero ha dichiarato, essi hanno utilizzato interamente i loro diritti costituzionali e hanno fatto richiesta di istruzione gratuita all'interno dei principi dello stato sociale. Applicando l'articolo 33 della Costituzione, in particolare, uno studente ha il diritto di essere attivo in un'associazione. E' incredibile il terrore cui vengono sottoposti gli studenti per mezzo di questo processo.

"Questi studenti rimarranno in carcere per almeno 20 mesi solo per aver esposto uno striscione. Questa situazione non può essere giustificata dalla legge; tale decisione non è altro che una mossa con fini politici", Tanay ha criticato.

"Questo processo è stato aperto a causa di una protesta contro il Primo Ministro il 14 marzo 2010. In realtà, questo è un processo che è stato aperto direttamente dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan", ha concluso l'avvocato. (EKN / VK)

fonte: http://www.bianet.org/english/youth/130211-students-in-jail-for-at-least-20-months-for-posting-banner








foto: http://www.hurriyet.com.tr/gundem/15973658.asp

Cari Tedeschi
post pubblicato in diario, il 6 giugno 2011
Cari Tedeschi.

Ricordate il 1973 a Napoli, quando ci fu il colera? Era fine agosto, gli Italiani ritornavano a casa abbronzati dalle vacanze, mentre voi vi riversavate qui numerosi e, bianchicci come i malati di Lourdes, invadevate pacificamente il nostro Porto in attesa d'imbarcarvi per Ischia.

Vi affollavate lì nella zona in cui l'infezione era più diffusa. Ed eravate sporchi, sudati per il lungo viaggio in autobus privi di servizi igienici, oppure portavate con voi quintali e quintali di merda nei wc dei vostri caravan...

Ecco, avremmo potuto dire che il colera ce l'avevate portato voi. So che non è vero, ma alla luce degli avvenimenti odierni, credo che ve lo sareste meritato! Non per i vostri (allora vicinissimi) trascorsi storici, che purtroppo ci accomunano in quota tutt'altro che trascurabile, ma per la vostra superbia, per la vostra arroganza, per i vostri vecchi nazisti storpi spediti dalla vostra mutua in giro per i nostri luoghi più ameni, rendendoli in tal modo spettrali e agghiaccianti.

Avremmo potuto insinuare che il colera ce l'avevate portato voi... eppure a nessuno di noi è mai passata per la testa, neanche per un istante, una carognata simile!!

Voi invece non vi siete fatti scrupolo a incolpare gli agricoltori spagnoli per un batterio che voi stessi avete prodotto!! E neanche riuscite a capire se col biogas o con i vostri fottutissimi germogli di soia che, fra l'altro, vi servono solo per darvi un tono...
Katya Koren'
post pubblicato in diario, il 1 giugno 2011
Katya Koren' da oggi è una pagina facebook.
Eccola http://www.facebook.com/profile.php?id=100002441753816



Ekaterina Koren' fino a ieri era solo una ragazzina, carina e forse un po' vanitosa come tante della sua età, di quelle che amano indossare abiti alla moda sognando a occhi aperti una vita meno grigia di quella dei propri genitori: magari un futuro da attrici, da top model, o chissà che altro. A 19 anni tutto è possibile. Anche a Simferopoli, in Crimea.

Ed è possibile pure che il proprio corpo venga poi ritrovato sfigurato e privo di vita, proprio perché si è osato sognare. Katya Koren era bella, abbastanza da aggiudicarsi il 7° posto in una selezione di bellezza per Miss Ucraina. Ma poi è spuntato il lupo, sottoforma di amico di scuola che, offrendole un passaggio su di una vecchia motocicletta, invece di portarla a casa l'ha portata nel bosco e l'ha massacrata.

Bilal Gaziyev si chiama il suo carnefice, un ragazzo di 16 anni, adottato all'età di due mesi da una coppia agiata di genitori, lui musulmano e lei cristiana. Bilal passa molto tempo al computer ed è forse lì che s'indottrina del male di cui il web è zeppo. E farnetica sull'islam integralista.

Bilal dice ai poliziotti di aver agito per fini nobili applicando la Sharìa, la legge islamica che punisce con la lapidazione le donne che espongono la bellezza del proprio corpo. E infatti sul corpo della povera Katya sono evidenti i segni delle pietre, di cui una molto pesante deve averle spezzato il collo.

Ibrahim Pazelovich, padre di Bilal, esclude categoricamente ogni implicazione a sfondo religioso nell'omicidio, sostenendo che suo figlio non è un fanatico. Di tutt'altro avviso è sua moglie Biljana, cristiana ortodossa, che non ci sta a coprire le responsabilità della fede che i due uomini di casa condividono e che da alcuni anni viene imposta anche alla figlia minore.

«Mio figlio -racconta il padre- come ogni mussulmano è stato circonciso; però a 6 anni è stato battezzato come ha chiesto sua madre, cristiana ortodossa. Così è libero di abbracciare la fede che vorrà quando sarà grande.»

Di sua figlia di 8 anni, invece, dice che dovrà mantenere la tradizione musulmana, per questa ragione è costretta frequentare la scuola islamica.

In ogni modo, il capo della milizia della Crimea Sergei Reznikov tende a minimizzare, escludendo ogni movente religioso o etnico, e ascrivendo il fatto a un comune reato di tentata violenza sessuale. Del medesimo avviso è Olga Kondrashov, portavoce della polizia di Crimea. Medzhdisa Mustafa Dzhemilev, capo religioso della minoranza tartara della regione, sostiene che Bilal non s'è mai recato in moschea in vita sua.

«La polizia ha raccolto prove per condannare ad almeno 8 anni di prigione Bilal. -come riferisce Larissa Petrovna, madre dalla ragazzina uccisa- La famiglia dell'assassino di mia figlia ha messo in vendita la casa, ho visto di recente l'annuncio sul giornale locale. Secondo me sperano che loro figlio sia rilasciato, per poi abbandonare di corsa il paese. Mi è stato detto che potrei avvalermi di un risarcimento morale in denaro, ma nessuno potrà mai restituirmi la mia bambina!»




fonti:
Gazeta.ua
Politikantrop
V Gorode
KyivPost.ua
NEWSru.co.il
"Dio! perché hai taciuto!!"
post pubblicato in diario, il 31 maggio 2011
«Eh, i bei tempi in cui eravamo liberi di massacrare gli Ebrei!»
post pubblicato in diario, il 16 maggio 2011
13 maggio 2011, la televisione palestinese intervista un'arzilla nonnina di 92 anni che manifesta nel giorno della NAKBA, il 63° anniversario della nascita di quello Stato d'Israele che le ha tolto la libertà di massacrare gli Ebrei, cosa che invece si faceva liberamente ai bei tempi di suo padre, di cui è oggi è ancora molto orgogliosa, poiché partecipò alla strage degli Ebrei di Herbon nel 1929, portando a casa anche qualche bel trofeo.

Un esempio da seguire, insomma, valori fondamentali che i media palestinesi inculcano nelle giovani generazioni, così avviene nella stessa scuola, dove fina dall'asilo nido si insegna a odiare gli Ebrei, a non dar loro pace finché non verrà spazzato via dalla faccia della terra l'ultimo di loro.



Ecco il servizio sottotitolato in Inglese: http://www.memritv.org/clip/en/2929.htm

Per chi non ha dimestichezza con l'Inglese, qui c'è il testo che ho tradotto in Italiano:

Intervistatore: Prego, può dirci chi è lei?

Sara Jaber
: Io sono di Hebron. Appartengo alla famiglia Jaber.

Intervistatore: Qual è il suo nome?

Sara Jaber: Jaber Awwadh Muhammad Sara '.

Intervistatore: Quanti anni ha?

Sara Jaber:  92 anni.

Intervistatore: Così le ricorda il 15 Maggio 1948, il giorno della Nakba?

Sara Jaber: Perché non dovrei ricordarlo? Che Allah ci sostenga! Spero che dimenticheremo quei giorni. Se Dio vuole, seppellirete [Israele], e massacrerete gli ebrei con le vostre mani. Se Dio vuole, li massacrerete come noi li massacrammo a Hebron.

Intervistatore
: Che cosa significa questo giorno per Lei? Ha vissuto 63 anni da quando è avvenuta la Nakba. Lei ha vissuto tutta la Nakba ...

Sara Jaber: 92 anni. Ne ho 92. Ho vissuto l'epoca degli Inglesi, e ho vissuto il massacro degli ebrei a Hebron. Noi, gente di Hebron, massacrammo gli ebrei. Mio padre li massacrò, e riportò alcune cose ...

Intervistatore
: Grazie mille.

Questo è il sionismo !
post pubblicato in diario, il 9 maggio 2011
Mi capita ancora troppo spesso di sentir parlare di sionismo con disprezzo, quasi fosse una maleparola. Quando non è l'atavico antisemitismo a fare da padrone in quelle anime, lo sono l'ignoranza o la solitudine, di chi per conformismo ha paura di rischiare di non far parte della "massa".

Ma cosa vuol dire oggi la parola Sionismo, a 63 anni dalla nascita di Israele? Per me vuol dire ancora molto, moltissimo e ancor di più di quanto possano riassumere i 14 esempi che ho trovato su Elder of Zion e che vi propongo nella mia traduzione in Italiano con alcuni link interessanti.

Buona lettura, felice sionismo a tutti e...
buon compleanno, Israele!




Ogni anno l'Unità Alpina dell'Esercito Israeliano porta gruppi di bambini disabili
e bambini con malattie terminali sul monte Hermon per una giornata
di
divertimento sulla neve. Compresi i bambini palestinesi.


QUESTO È IL SIONISMO



L'organizzazione Jewish Heart for Africa porta la tecnologia israeliana
per lo sfruttamento dell'energia solare, per la depurazione dell'acqua e
per l'irrigazione nei più poveri villaggi dell'Africa.

QUESTO È IL SIONISMO


Nel 2008 una famiglia drusa israeliana perse un figlio di 15 anni
in un incidente stradale e donò i suoi organi a due mussulmani e due ebrei.

QUESTO È IL SIONISMO


Dozzine di medici etiopi vanno nelle cliniche israeliane per conoscere
le terapie più efficaci per il trattamento dei pazienti affetti da AIDS in Africa.

QUESTO È IL SIONISMO



Il Circo di Galilea è formato da ragazzini israeliani, arabi ed ebrei, del nord di Israele.

QUESTO È IL SIONISMO


Specialisti israeliani di routine salvano vite di bambini
provenienti da
Europa, Africa e mondo arabo


QUESTO È IL SIONISMO

Centinaia di bambini ebrei e arabi giocano a basket insieme nelle stesse squadre,
per imparare insieme la coesistenza.

QUESTO È IL SIONISMO

La fede Baha'i è stata perseguitata in molti paesi arabi e del Medio Oriente,
compresi Egitto, Iran e Afghanistan.
Il quartier generale mondiale Baha'i è in Israele, a Haifa.

QUESTO È IL SIONISMO


Medici israeliani aiutano la correzioni dei problemi della vista
di migliaia di musulmani nelle Maldive.

QUESTO È IL SIONISMO


Israele è all'avanguardia nella lotta alla desertificazione,
uno dei problemi ambientali più allarmanti.

QUESTO È IL SIONISMO

La tecnologia israeliana tramuta istantaneamente l'acqua contaminata in acqua potabile.

QUESTO È IL SIONISMO

Ogni settimana, un professore israeliano di scienze informatiche
prende i ragazzi dai carceri minorili e li porta in montagna in bici attraverso Israele,
dove possono imparare il lavoro di squadra e avere prospettive.

QUESTO È IL SIONISMO

La costruzione rapida di ospedali da campo israeliani dopo disastri naturali
aiuta migliaia di persone e salva innumerevoli vite umane.

QUESTO È IL SIONISMO


La costruzione rapida di ospedali da campo israeliani dopo disastri naturali
aiuta migliaia di persone e salva innumerevoli vite umane.

QUESTO È IL SIONISMO


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permalink | inviato da momovedim il 9/5/2011 alle 9:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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