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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Il Canada apre gli occhi, l'Italia mette la testa sotto alla sabbia dello spread
post pubblicato in diario, il 12 settembre 2012
Alcuni giorni fa anche il Canada ha deciso di chiudere ogni rapporto diplomatico con l'Iran. Qui da noi la notizia non è stata diffusa dai telegiornali ed è stata quasi ignorata dalla carta stampata.

 
E' evidente la forte opposizione delle lobby (in Italia, la Confindustria al primo posto) a ogni decisione chiara nei riguardi dell'Iran, di cui l'UE e primo partner commerciale.
 
Come riporta la Reuter, il Ministro degli Esteri canadese John Baird ha reciso i legami diplomatici con la teocrazia iraniana poiché quel regime rappresenta attualmente un grave pericolo per la pace mondiale, con le sue minacce di eliminazione di Israele dalla faccia della Terra, rese ancor più gravi dai risultati raggiunti dal suo decennale programma nucleare.
 
E' dal 2002 che il cosiddetto Occidente pone ultimatum all'Iran, superando di gran lunga il limite del ridicolo. Ma sui nostri giornali e nelle veline delle nostre agenzie di stampa si continuano a leggere stronzate come quelle che vi propongo qui in basso  (e commento brevemente).

 

 
Iran: Gb ha chiesto a Netanyahu di non attaccare siti nucleari
http://www.asca.it/news-Iran__Gb_ha_chiesto_a_Netanyahu_di_non_attaccare_siti_nucleari-1194964-ATT.html

Come al solito abbiamo al centro Isreale, che rappresenta il peggior pericolo per la pace nel mondo, quel piccolo "Stato di merda" che si è "abusivamente insediato" sulla terra degli indigeni "palestinesi" che "vivevano lì da millenni" (tra virgolette, tutte citazioni famose, a partire dalla prima che è di un diplomatico francese, fino all'ultima che è patrimonio qulturale del popolo lettore del Manifesto).
 
Nell'articolo si legge, fra l'altro:
"Le potenze occidentali e Israele sospettano che l'Iran stia cercando di sviluppare armi atomiche sotto la copertura del suo programma nucleare civile. Circostanza negata categoricamente da Teheran."
Come per dire: le potenze occidentali sono paranoiche e non si fidano della parola dell'ayatollah!
 

 
L'articolo recita così: "Lo ha detto il capo del governo di Tel Aviv, Benjamin Netanyahu"
 
Il governo di Tel Aviv? qualcuno vuol far studiare un po' di geografia a questi cazzoni che scrivono le agenzie, o spiegargli che la sede del governo israeliano è a Gerusalemme e non a Tel Aviv?
 
"la Gran Bretagna avrebbe tentato di convincere segretamente i vertici israeliani a non ordinare un assalto militare contro gli impianti atomici della Repubblica degli ayatollah.", insomma secondo l'ASCA gli inglesi cercherebbero di insegnare il self-control agli israeliani che sarebbero assetati di sangue persiano; però il condizionale fa capire che i poveretti non sono riusciti nel loro intento educativo.
 


Iran. Il bluff israeliano mette in difficoltà Obama
 
Insomma, questi israeliani prenderebbero per culo anche il capo della maggiore potenza mondiale. Sono davvero furbi e satanici...
 

 
... e infatti, sono talmente satanici da riuscire alla fine a far capitolare la fermezza degli USA! Tant'è vero che:
"Il presidente americano Barack Obama ha chiamato il premier israeliano Benjamin Netanyahu per ribadire ''la stretta cooperazione'' e ''l'unita' per impedire all'Iran di ottenere l'arma nucleare''."
 

 
Ed ecco qual è il risultato, i danni all'economia iraniana, uno dei maggiori partner commerciali dell'Italia in Medioriente! Cavolo, e tutto questo per la paranoia degli ebrei che dicono che lì si stia producendo la bomba atomica... infatti nell'articolo si legge:
"colpisce l'economia iraniana alle prese con le sanzioni internazionali contro il suo controverso programma nucleare."
Proprio così, il programma nucleare iraniano è "controverso". Mica ci sono ultimatum dell'ONU e dell'Agenzia Atomica Internazionale dal 2002! Nooo.
 

 
 
L'ANSA riporta pari pari, facendo suo, un dispaccio dell'agenzia iraniana IRNA, in cui si legge che sanzioni sarebbero uno strumento "sorpassato e inutile" "per dissuadere l'Iran dallo sviluppo del proprio programma nucleare sospettato di una dimensione militare."
 
"Sospettato", capite!?
 

 
Ed ecco che invece dall'Iran arriva un'ottima notizia, a dimostrazione che il regime teocratico non è così cattivo come vuol farci credere Israele.
L'apertura dell'articolo recita "Libertà di religione". Sì, proprio così. Lo so è da non credere, ma provate a leggere coi vostri occhi: "Libertà di religione". Non perché questa sia negata fino all'inverosimile, ma perché infondo la magnanimità del regime risparmia la vita a un infedele. Infatti il titolo continua con un esultante "Dall’Iran arriva una buona, ottima  notizia."
 
"A favorire la sua assoluzione è stata, dunque, l’ampia mobilitazione delle organizzazioni internazionali per i diritti umani unita, probabilmente, a una valutazione di opportunità da parte delle autorità di Teheran: mettere a morte un cristiano apostata, il cui caso aveva assunto notorietà internazionale, avrebbe fatto troppo rumore."
 
Con questo, cosa si vorrebbe far credere? che le mobilitazioni delle organizzazioni internazionali siano la carta vincente? anche sulla questione nucleare? Ma ceeertamente! Che vi credete che l'Iran sia una dittatura oscurantista che tiene in galera innocenti, rei di aver cambiato credo o di aver spostato il foulard dai capelli? Ma no, leggete l'articolo che segue e capirete che lì almeno i violentatori sono asssicurati alla gisustizia e puniti come si deve. Mica come qui da noi!
 

 
Questo articolo è di una ipocrisisa da brivido. Che il tizio in questione, un certo Sadeg Moradi, "impiccato, appeso ad una gru, ad un incrocio della capitale e lasciato in bella vista" sia davvero autore di "vari casi di stupro e torture praticate alle sue vittime" può essere, ma può anche non essere: nessuno ci assicura che non sia stato l'ennesimo oppositore del regime, fatto passare per criminale.
Più in basso si legge: "L’81% delle esecuzioni, continua Shahid, sono relazionate al traffico di droga", senza mettere in dubbio minimamente che certe accuse possano essere costruite ad arte.
 
"In Iran, Stato teocratico musulmano sciita, vige l’interpretazione della sharia che prevede la condanna a morte per assassini, violentatori, narcotrafficanti.", fingendo di ignorare le centinaia esecuzioni per il "reato" di omosessualità.
L'antica cultura di coloro che fecero dono all'umanità del tesoro dei numeri
post pubblicato in diario, il 2 dicembre 2011
Qui in Occidente, c'è gente talmente spocchiosa da sentirsi in diritto di giudicare le altre culture con aria di superiorità, auspicando perfino interventi di esportazione della democrazia e dei diritti umani, invece di starsene lì a guardare, magari prendendo esempio dagli altri.

Ecco una storia di quotidiana normalità che si svolge in una di quelle società che noi Occidentali-mentalmente-chiusi ancora ci rifiutiamo di fare nostra.



C'è una ragazza di 23 anni. Non sappiamo che volto ha, né come sono le sue curve perché è una ragazza saudita imbacuccata dalla testa ai piedi con il niqab nero. Un suo connazionale gentilissimo le offre un passaggio in macchina e lei, dopo un po' di titubanza, accetta.

Cosa succede dopo? Lui, invece di accompagnarla a casa, la porta in una rest house di periferia. A fare che? A scoprirle gli occhi e innamorarsene? No. A sedurla per fare allegramente sesso sfrenato, in un paese dove le donne sono invisibili e gli uomini possono solo fantasticare coi dvd porno? Ebbene no!! Lui è un vero altruista, perciò invita generosamente quattro dei suoi amici più cari per spartire equamente la preziosa preda per un'intera notte.

"Be', tutto il mondo è paese!" -direte voi- "L'antica cultura di coloro che fecero dono all'umanità del tesoro dei numeri non è poi così diversa dalle nostre sane tradizioni mediterranee..."

Infatti. Però loro, a differenza di noi meschini Occidentali, hanno una marcia in più. Leggete l'epilogo di questa storia edificante e capirete qual è la differenza sostanziale fra noi e loro.

Circa due mesi e mezzo più tardi, la ragazza si accorge di essere incinta di uno dei suoi aguzzini; per questo si reca all'ospedale chiedendo di abortire.

La donna, non essendo sposata, viene giustamente trasferita in galera, dove sconterà una pena di un anno più cento frustate che, per somma magnanimità della corte, le saranno somministrate solo dopo il parto. Il bambino porterà il cognome della mamma, il che, nell'evolutissima società araba, sarà il meritato marchio a vita di "figlio di puttana".

La notizia per intero è riportata 
in Inglese da Saudi Gazette:

Come vedete, quello che da noi è ingiustamente considerato reato di stupro, in una società evoluta e giusta come quella araba è tutelato dalla legge di Maometto. Fortunatamente per l'umanità intera, la Primavera Araba ha abbattuto definitivamente i regimi totalitari del Nord Africa sostenuti dal maligno Occidente, per far posto anche lì a società sane e giuste guidate da ideali di antica civiltà. Già in Tunisia si cominciano a vedere i primi risultati; in Egitto le Elezioni Democratiche stanno evidenziando la vittoria dei Fratelli Musulmani; in Libia la caduta di Gheddafi ha fatto posto alla vera libertà.

Così potremo essere tutti più felici pensando che finalmente anche in quei Paesi un tempo soggiogati dall'Occidente, d'ora in poi gli uomini saranno sottomessi solo alla legge divina, mentre le donne avranno pieno diritto di sottomettersi totalmente all'uomo e di coprirsi fino all'inverosimile anche col caldo più torrido. E si spera che così nessuno si sognerà mai più di condannare chi per diletto stupra una donna che contravviene ai suoi obblighi morali.

(Dite la verità: dovreste ringraziarmi per avervi fatto cominciare la giornata con dei pensieri così leggiadri, eh!?)
Don't Cry Maria, We'll Defeat Sharia!
post pubblicato in diario, il 28 settembre 2009
The first light of the rising sun
Is pouring honey on your skin.
The alarm ringing on my bedside
Makes me strong like a Lion King.

Don't care, baby, of the threatening sword
Bloody hanging above our heads
Don't be scared by this sad cruel world
We'll defeat it and and go straight ahead!

Oh...

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't cry, Maria
We shall overcome

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't be afraid Maria
We shall overcome

Downtown walking in the street
I feel the blues dropping down on me
The newsstand's howl on big full sheets
Showing women like slaughtered meat

Butched by her father
Slaied by her brothers
Strangled by her husband
Whipped by the law

Oppressed by her mother
Mutilated by her grandma
Ignored by her neighbors
Stoned by the crowd

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't cry, Maria
We shall overcome

Don't cry, Maria
We'll defeat sharia
Don't be afraid Maria
We shall overcome

Una canzone free share da musicare a piacere e magari mettere in Youtube.
Ben vengano tutte le versioni rock, blues, country, folk ecc...
Il G2 e nuovo ordine mondiale
post pubblicato in diario, il 26 settembre 2009
Ieri l'Iran ha rivelato all'Aiea di possedere un altro sito per l'arricchimento dell'uranio. Tutto il mondo (tranne qualcuno) si è mostrato allibito, indignato. E' stata una recita planetaria, perché quel "segreto rivelato" era il solito segreto di pulcinella di cui già tutti erano a conoscenza.


 
Frattini, il nostro Ministro degli Esteri, ha recitato il solito copione di condanna, misera pantomima da facciata del rappresentante di un paese che intrattiene ottimi rapporti commerciali con la dittatura khomeinista.


 
Intanto al G20 l'America era felice di tagliare il cordone ombelicale che la teneva legata all'Europa dai tempi di Colombo, inaugurando il nuovo Asse Mondiale formato da USA e CINA, le due potenze che guideranno il mondo nei prossimi secoli.


 
Viene così ufficializzato il ruolo secondario che d'ora in poi l'Europa continentale dovrà ricoprire nel mondo, più vicina all'Impero Russo e alle dittature nordafricane e mediorientali che al mondo progredito.

   

Del resto già si era intuito negli ultimi tempi quale sarebbe stato il corso degli eventi, con un Europa sempre più tollerante nei confronti dell'intolleranza islamica, prostrata al terrorismo fondamentalista, con leader nazionali sempre più distanti dalla politica occidentale, amci intimi di Putin e Gheddafi da una parte, di Castro e Chavez dall'altra.


 
Oggi il dado è tratto. La nostra unica speranza è che l'Italia si liberi in fretta della sua attuale classe politica tutta orientata a est e si candidi almeno a difesa dei "valori cristiani": se tutto va bene, potremo accontentarci di questo, visto che finora abbiamo ampiamente dimostrato di non essere in grado di difendere i valori laici della libertà, della fraternità e dell'uguaglianza.

   
 
Così, col Partito Pontificio in testa, guidati dai triumvirato Rutelli-Fini-Casini, potremo almeno essere fieri di rappresentare l'ultimo baluardo del cristianesimo in Eurabia. Nella cartina geografica tutta di color verde ci saranno solo due minuscoli trattini di un altro colore: da una parte noi, intrisi d'incenso e messe in Latino, ancorati al nostro passato di artisti, santi e navigatori; dall'altra Israele, proteso verso il futuro.
NAKED AGAINST SHARIA
post pubblicato in diario, il 25 settembre 2009
Pippi Calzelunghe è stata un mito per noi cinquantenni.

Quella ragazzina forte da riuscire a sollevare un'auto con una mano, libera, scaltra, disinibita e allo stesso tempo sensibile e dolce, sempre pronta a intervenire in difesa dei più deboli, ha suscitato l'ammirazione di noi maschietti ed è stata un ottimo esempio per un gran numero di bambine. Non è un caso che anche qui in Italia molte delle sue coetanee fossero soprannominate Pippi, dagli amici o dagli stessi genitori.



E neanche è un caso che quell'esempio di "donna liberata" venisse da un paese come la Svezia, dove la parità fra uomini e donne già era una realtà consolidata, e dove il sesso non era né tabù né arma per fare carriera.



Considero Pippi Calzelunghe mia stretta coetanea, essendo nato pochi giorni dopo di Inger Nillson. Presbiopia, calvizie e acciacchi a parte, non credo di essere molto cambiato dentro, rispetto a quel bambino che guardava Pippi alla TV. Senza dubbio è cambiato di molto il mondo che mi circonda: l'Italia di oggi è irriconoscibile, così come irriconoscibile
è diventata anche la Svezia.

Qual paese incantato di visi-pallidi che si rotolavano nudi nella neve allegramente, quel paese dove i bambini avevano spazi bellissimi per giochi fantasiosi, dove si praticava l'abbraccio universale, la carezza contro la malinconia e la solitudine, il contatto fisico contro la violenza... anche quel paese oggi è irriconoscibile. La sua accoglienza, il suo candore e la sua disponibilità gli si sono ritorte contro.

La libertà diventa un ricordo del passato. Le donne evitano abiti "troppo succinti" come se fossero non più a casa propria ma a Islamabad. Si coprono e d'estate evitano perfino il topless per non infastidire i nuovi venuti. In alcuni centri urbani, durante il ramadan è vietato mangiare per strada, mentre interi quatrieri vengono messi a soqquadro da chi vuole tutto e subito.



"«Vogliamo tutto e subito». In questo slogan si può riassumere la protesta che da alcune settimane si è scatenata in Svezia sotto forma di centinaia di auto incendiate, centri sociali devastati, agenti di polizia feriti e vigili del fuoco fatti segno di sassaiole violente durante l´opera di spegnimento. Autori delle violenze collettive sono i giovani immigrati - o figli di immigrati - che stanno trasformando le periferie delle maggiori città svedesi in campi di battaglia che ricordano i furiosi scontri nelle banlieue parigine. Ma chi sono, dunque, questi giovani e che cosa vogliono? La risposta è contenuta nella frase riportata all´inizio.
Vogliono tutto, cioè ottenere gli stessi beni e privilegi di cui godono gli svedesi senza tener conto del fatto che case, automobili, imbarcazioni ed altri "status symbol" sono il frutto di intere vite di lavoro, talvolta nell´arco di più generazioni.
Difficile cercare motivazioni nei loro gesti. Basta interrogarli per capirlo. Alla domanda che cosa volete, rispondono: «Voglio guidare una Saab turbo ed abitare in una bella villa». Quasi tutti sono senza lavoro e difficilmente lo troveranno visto che hanno abbandonato la scuola dopo la quinta elementare. E se chiedete loro che cosa sanno fare, vi rispondono: «Sono un cannone ai videogiochi, a scuola invece non ci si divertiva». E questo è il guaio maggiore per questo gruppo di giovani che stenta ad orientarsi in una società altamente tecnologica. Sono pochi i giovani immigrati che finiscono la scuola dell´obbligo con una media che consenta loro di accedere al liceo. Non frequentano corsi di addestramento al lavoro e si rifiutano di lavorare da apprendisti. Ad un certo punto spariscono, ingoiati da quella malavita sommersa che fa di loro degli individui asociali a vita. Le "bande" che stanno mettendo a ferro e fuoco le città svedesi sono composte da giovani fra i 16 e i 23 anni. La loro ira si sfoga con aggressioni agli agenti di polizia, sia con pietre, sia con insulti feroci marcati di maschilismo islamico alla volta delle poliziotte che vengono chiamate «prostitute in divisa» e anche peggio. Ieri è stata data alle fiamme, a Helsingborg, una schiera di case, lasciando senza tetto quattordici famiglie. Eppure le famiglie di questi ragazzi vivono nei quartieri periferici di Stoccolma, Goteborg, Malmö, Uppsala che difficilmente si possono chiamare "ghetti" essendo formati da appartamenti moderni, dotati di ogni conforto. E i sussidi che questi individui ricevono sono pari alla paga media di un operaio. Ma loro vogliono ben altro. Vogliono tutto subito. E se non l´ottengono, appiccano il fuoco."
(fonte: l'Avvenire)




La Svezia rischia di diventare troppo diversa da se stessa, e chissà se un giorno  non imporrà perfino il velo a Pippi Calzelunghe!

E' dovere di ognuno di noi combattere contro questa nuova follia che pretende d'instaurare un regime planetario disumano, in cui le donne sono creature inferiori e gli uomini sono costretti a una vita prettamente maschile, in cui l'unico contatto con l'altro sesso è finalizzato solo al coito e alla riproduzione. Perfino le donne dei paesi islamici lottano contro le imposizioni della sharia (vedi:
http://www.abc.net.au/news/stories/2009/08/03/2644541.htm) mentre qui in Europa si tende a uniformarsi ad essa.

L'Italia è ancora in tempo per reagire. Ma reagire non vuol dire rigettare in mare gli immigrati musulmani o maltrattarli, sia ben chiaro!!

Reagire significa dare una spinta vitale alla nostra esistenza, non accettare con passività che gli spazi di libertà vadano a restingersi giorno dopo giorno.

Riprendiamoci la nostra vita, riallacciamo il filo che s'era interrotto e andiamo avanti verso nuove conquiste!!

A tale scopo l'estate 2010 vedrà la nascita di una nuova tendenza, chiamata
NAKED AGAINST SHARIA.

L'idea consiste nel praticare il nudismo ogniqualvolta l'essere vestiti è inutile o fastidioso: a mare, in montagna, nei pic-nic, nelle giornate di gran caldo ecc.

Diffondiamo questa usanza, cambiamo i nostri costumi in direzione opposta a ciò che vorrebbe imporci la legge islamica. Combattiamo la guerra di civiltà con armi non-violente.




Il nudo in spiaggia è osceno solo per due italiani su dieci

II nudo in spiaggia osceno? Macchè, per 8 italiani su 10 è assolutamente naturale e sarebbe opportuno che ai patiti della tintarella integrale fossero riservati più spazi. È quanto emerge da un'indagine condotta dalla rivista “Focus”. Il 58,72% degli intervistati si dichiara d'accordo a prendere il sole senza costume in una spiaggia ove fosse consentito farlo, ben il 69,14% si metterebbe nudo se tutti lo fossero e il 58,82% ha affermato di aver fatto il bagno nudo almeno una volta, ovviamente non nella vasca da bagno di casa. Soltanto il 29,33 % delle persone che hanno risposto al sondaggio considera il nudo in spiaggia un fatto erotico mentre il 39,39% si dichiara indifferente e il 31,28 % nega qualsiasi collegamento tra l'erotismo e il prendere il sole completamente nudi. «I risultati di questa ricerca – afferma Simona Carletti, della Federazione naturista italiana (Fenait) – confermano ancora una volta come in Italia il nudo integrale sulle spiagge o negli spazi a ciò destinati (campeggi o altre strutture) sia ormai accettato dalla stragrande maggioranza degli italiani, così come avviene da tempo in tutta Europa e in molti stati del mondo. Chiediamo quindi – prosegue Carletti – che il Parlamento voti al più presto una legge che regolamenti il naturismo anche nel nostro Paese, evitando che italiani e stranieri siano continuamente alle prese con denunce penali e con maxi-multe, pari a 516 euro, stabilite per chi prende il sole nudo da molti amministratori locali bigotti».



La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ripetutamente stabilito che ‘il nudo integrale –considerando il sentimento medio della comunità ed i valori della coscienza sociale e le reazioni dell’uomo medio normale– (…) [può] essere (…) espressione della libertà individuale o derivare da convinzioni salutiste o da un costume particolarmente disinibito. Esso, se praticato in una spiaggia appartata, frequentata da soli naturisti, è penalmente irrilevante’; e che ‘non può considerarsi indecente la nudità integrale (…) di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata’: tale comportamento non costituisce quindi ‘atto contrario alla pubblica decenza’ ai sensi dell’articolo 726 del codice penale (così Cass. pen., III sez., n.8959, 3 luglio1997 e n.3557, 16 febbraio 2000). La punibilità penale della pratica del naturismo non è in linea con i principi di un moderno diritto penale del fatto: manca quella offensività del bene giuridico tutelato, caposaldo di un sistema penale garantista e liberale.
http://blog.libero.it/psifor/commenti.php?msgid=7493613&id=33336#comments
Sharia Fashion
post pubblicato in diario, il 23 agosto 2009
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Un tempo non riuscivo a capire il senso di quelle maglie di cotone leggere munite di cappuccio.

Mi chiedevo:
la maglia leggera s'indossa quando fa caldo,
chi sarebbe tanto matto
da mettersi quel cappuccio sulla testa?

Finché un giorno non ho trovato la spiegazione
sulla TV iraniana.

Si chiama Sharia Fashion...

...e secondo qualcuno sarà il nostro futuro.

Un tempo, quando andavo al mare
avevo un costume minimalista
che, da buon tirchio ebreo,
cercavo di consumare il meno possibile
frequentando spiagge naturistiche.

Oggi in Italia di quelle spiagge non ce ne sono quasi più,
perché prende sempre più spazio
la Sharia Fashion.

Secondo i dettami di quest'ultima,
il corpo dell'uomo deve essere coperto
dall'ombelico alle ginocchia.

E già si vedono i nostri ragazzi seguire
alla lettera le prescrizioni coraniche
sentendosi perfino molto fighi.

Le ragazze invece ancora non si rassegnano...
del resto, come dar loro torto,
visto che il Corano permette alla donna di mostrare
solo le mani e un po' di volto?

La burqa non piacerà mai a nessuna delle nostre donne
tantomeno il burkini.
Per questa ragione credo che si renderà necessaria l'introduzione
del COSTUME IGLOO.

Quest'ultimo copre perfettamente tutto il corpo femminile,
lasciandolo però in piena libertà.


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