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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

L'invenzione di un popolo inesistente
post pubblicato in diario, il 18 aprile 2012
A volte conviene inventare un popolo per bassi scopi.
Un po' come i leghisti inventarono il popolo padano.


Un giorno un tizio mi porta l'immagine di queste monete come prova dell'esistenza della Palestina nella Storia :



Io gli faccio presente che quella è la moneta britannica introdotta con l'invasione inglese della regione. E gli mostro le Lire Turche che erano in circolazione fino a poco tempo prima, quando gli sciacalli ancora non avevano fatto scempio dei resti dell'Impero Ottomano.



E gli spiego che su questa moneta, in numeri che lui non conosce ma che io conosco, c'è incisa la data del 1336 dell'Egira che equivale al 1918 dell'Era Volgare. Poi, per completare la lezioncina di storia, gli mostro la cartina della regione in questione che, prima dell'avvento dell'esercito di sua meastà britannica, si chiamava Suriye Elayeti, ossia provincia di Siria.





E gli spiego che la provincia di Siria era suddivisa in tre distretti:
  1. Damasco, con popolazione musulmana
  2. Beirut, con popolazione in parte cristiana, suddivisa nelle tre aree: a sud i copti, al centro i maroniti e al nord i greco-ortodossi
  3. sangiaccato di Gerusalemme, con popolazione prevalentemente ebraica.
Ed è stato più o meno così per diversi secoli. Di "Palestina" e di un sedicente "popolo palestinese" non c'è mai stata traccia. Poi gli ho mostrato una cartina di raffronto degli antichi confini con quelli degli stati attuali, molti dei quali fatti con la squadretta da Inglesi, Francesi, usurpatori sauditi ecc..



Oggi l'Italiano Medio si commuove pronunciando la parola "Palestina", perché crede sia il nome della Terra di Gesù. Ne è convinto: un po' perché a scuola ha studiato svogliatamente la storia, un po' perché i libri di testo spesso fanno schifo.

Così accade che l'Italiano Medio ignori che il nome "Palestina" fu imposto a quella terra solo nell'anno 70, come dispregiativo (Palestina=terra dei Filistei, popolo già a quel tempo esitinto da secoli), insieme al nome di "Aelia Capitolina" per Gerusalemme. Nomi imposti con odio contro quegli ebrei che proprio non volevano arrendersi alla potenza di Roma.

Solo allora fu inventata la "Palestina": e fu un nome in uso solo fra i Romani, per designare quell'area formata dalle province che loro stessi fino ad allora avevano sempre chiamato "Iudea", "Samaria", "Galilaea".

"Palestina", quella che poi per molti secoli è stato il sangiaccato di Gerusalemme, regione a maggioranza ebraica della "Suriye eyaleti ", la provincia di Siria dell'Impero Ottomano, in cui ebrei e cristiani erano considerati come galline dalle uova d'oro, perché erano gli unici obbligati a pagare le tasse (dhimmi), mentre i musulmani ne erano esentati, tranne quelli benestanti che versavano lo zakat destinato ai loro correligionari indigenti.

"Palestina" è un nome che ritorna in uso soltanto dal 1920 al 1948 con il "Mandato Britannico".


L'unica bandiera di un qualcosa chiamato "Palestina" è quella del Mandato Britannico.
La bandiera in uso attualmente dall'Autorità Palestinese non è altro che la bandiera
della Giordania, cui è stata omessa la stella hashemita.


"Palestina", terra che gli Ebrei hanno sempre chiamato "Israele", così come i Greci hanno sempre chiamato "Hellas" la loro terra, quella regione del Mediterraneo che per noi è "Grecia" e per i Turchi era, ed è tutt'oggi, "Yunanistan".

Il 14 maggio del 1948, con la nascita dello Stato d'Israele il nome "Palestina" muore di nuovo. Muore, ma poi risorge il 17 luglio 1968 con la "Risoluzione del Consiglio Nazionale Palestinese", che recita:

«La Palestina è la patria del popolo arabo palestinese; è parte indivisibile della nazione araba, di cui il popolo palestinese è parte integrante. La Palestina, entro i limiti che aveva ai tempi del Mandato Britannico (ossia gli attuali Israele + Giordania + Territori dell'Autonomia Palestinese + Gaza, n.d.r), è un'indivisibile unità territoriale.» (fonte: http://www.pbmstoria.it/unita/duepopoli/Doc/carta_olp.htm)
Insomma, la "Palestina" rinasce, allo scopo di eliminare Israele, lo stato degli Ebrei. Ma agli occhi dell'Italiano Medio la sua rinascita appare come una lotta di poveri contro ricchi, invertendo, per chissà quale mistero, il ruolo dei due attori. Non sono ricchi i latifondisti arabi, NO. Sono ricchi gli ebrei, anche quelli più sventurati!

E' ricca la gente che arriva su carrette del mare per ricongiungersi ai propri connazionali, sfuggendo a un'Europa che li ha perseguitati per secoli, tenuti ai margini, messi al rogo, infornati ad Auschwitz.

E' ricca la gente che, dopo millenni trascorsi nei paesi del Nord Africa, è costretta a lasciare da un giorno all'altro tutto, per sfuggire all'odio fomentato dalla propaganda.

E' ricca la gente vestita alla men peggio che, senza casa e senza nulla, fonda comunità basate su principi socialisti e prende la zappa in mano per dissodare terra rimasta incolta per secoli in mano a latifondisti egiziani o siriani, riscattata a peso d'oro, pagandola a quegli stessi padroni che con quei soldi pensavano alle armi da comprare per riprendersi tutto.

E' ricca quella gente. Ed è davvero molto ricca: ricca di fame, ricca di miseria, ma soprattutto ricca di speranza, ricca di inventiva, ricca di spiritualità, ricca di senso pratico, ricca della propria cultura pluri-millenaria e di tutte le culture con cui si è confrontata...

Mentre è povera la "Palestina". E lo è soprattutto nell'immaginario dell'Italiano Medio: è come una sorta di Sierra Maestra mediorientale, in cui il prode Arafat, presentato come un Guevara, combatte contro l'arroganza degli israeliani, ricchi e prepotenti, paragonabili agli yankee e perfino ai boeri razzisti del Sud Africa!

La "Palestina" di Arafat l'egiziano, il pupillo di Muhammad Amin al-Husayni, alleato di Hitler e fondatore della Legione Araba, quell'esercito di criminali che marciavano al passo dell'oca sulla terra degli Ebrei e che intendeva attuare la Soluzione Finale anche lì!

"Palestina". Una lotta di liberazione per l'Italiano Medio.  In realtà, uno sporco gioco degli Inglesi prima, dei Russi e degli Americani poi, come ci raccontano David Horowitz e Guy Millière in Comment le peuple palestinien fut inventé, libro non ancora tradotto in Italiano e di cui vi opropongo alcuni passi.

Speriamo di vederlo nelle nostre librerie al più presto.



(dal libro: Comment le peuple palestinien fut inventé, di David Horowitz, Guy Millière)

(....) Fu, nota Ion Mihai Pacepa, ex-capo della Securitate rumena, nel suo libro "The Kremlin Legacy", in un giorno del 1964, « fummo convocati a una riunione congiunta del KGB a Mosca ». Il soggetto della riunione era di estrema importanza: « si trattava di ridefinire la lotta contro Israele, considerato un alleato dell'Occidente nel quadro della guerra fredda che conducevamo». La guerra araba per la distruzione di Israele non era suscettibile di attirare molti sostegni nei « movimenti per la pace », satelliti de l’Unione Sovietica. Dovevamo ridefinirla. Era l'epoca delle lotte di liberazione nazionali. Fu deciso che sarebbe stata una lotta di liberazione nazionale: quella del "POPOLO PALESTINESE". L'organizzazione si sarebbe chiamata OLP: Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Alla riunione parteciparono membri dei servizi siriani e egiziani. I Siriani proposero il loro uomo, come futuro leader del movimento : Ahmed Shukairy, e fu accettato. Gli Egiziani avevano il loro candidato : Yasser Arafat. Quando fu chiaro che Shukairy non sarebbe stato all'altezza della situazione, fu deciso di rimpiazzarlo con Arafat, e, spiega Pacepa, costui fu "fabbricato": abbigliamento da Che Guevara medio-orientale, barba di tre giorni da avventuriero. «Dovevamo sedurre i nostri militanti e i nostri contatti in Europa».


Yasser Arafat nel 1964

Quaranta e passa anni dopo, l'opera di seduzione sembra aver avuto un netto successo. Non solo la « lotta di liberazione nazionale del popolo palestinese » appare giusta e legittima, ma nessuno mette più in discussione l'esistenza del "popolo palestinese". nessuno osa dire che questo popolo fu inventato a fini di propaganda: nessuno sembra voler ricordarsene. Nessuno sembra volersi ricordare che la creazione del "popolo palestinese" fu un utile strumento della lotta dell'Unione Sovietica contro l'Occidente, durante la Guerra fredda.
E infatti: la lotta di liberazione nazionale inventata dal KGB ha fatto la sua strada: ci sono stati gli accordi di Oslo e la creazione dell'autorità palestinese in Giudea Samaria, c'è stata l'emergenza di Hamas poi, dopo la caduta dell'URSS, l'inserimento di una dimensione islamista nel conflitto. C'è stato, soprattutto, con Oslo, il riconoscimento da parte del governo israeliano dell'invenzione del KGB, il "popolo palestinese", invenzione che è sfociata nell'idea dei "territori palestinesi" "occupati" da Israele.
Noi siamo oggi in uno dei momenti nei quali la parte islamista che tiene Gaza e la parte derivata dall'OLP che tiene Ramallah, cercano di ottenere un riconoscimento internazionale all'ONU, avendolo già ottenuto all'Unesco, con il sostegno di paesi come la Francia. (....)

Testo francese a questa pagina: http://levysimon.over-blog.com/article-le-kgb-et-le-peuple-palestinien-92509611.html

Per approfondimenti: Ion Mihai Pacepa, The Kremlin Legacy, 1993. (mai tradotto in italiano)
http://www.amicidisraele.org/2012/04/il-kgb-e-la-nascita-del-popolo-palestinese/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-kgb-e-la-nascita-del-popolo-palestinese
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