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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Un pezzo di merda pentagonale
post pubblicato in diario, il 27 febbraio 2013
Tre anni fa, l'elezione di Obama risvegliò nel mondo un mare di speranze. In quell'occasione, scrissi che l'unidici settembre era finito.

Poi, pian piano, aprendo gli occhi, ci siamo accorti che l'amministrazione Obama è soltanto una grossa fregatura fatta di apparenza e null'altro. Il primo presidente USA dalla pelle scura è peggio del suo collega Jimmy Carter, perché non saprebbe vendere nemmeno noccioline.

Ieri ne abbiamo avuta la conferma, quando il Senato ha messo a capo del Pentagono un essere immondo di nome Chuck Hagel.



Chi è costui? E' uno che s'è fatto mettere alla porta dal Partito Repubblicano; è uno molto amato da Ahmadinejad; è uno che a suo tempo s'era opposto all'occupazione dell'Iraq e che oggi vorrebbe occupare militarmente Israele e confiscarne la capitale.

E' una merda, insomma.

Una soluzione per l'Egitto...
post pubblicato in diario, il 13 febbraio 2011




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permalink | inviato da momovedim il 13/2/2011 alle 15:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Moschea a Gruond Zero
post pubblicato in archivio, il 16 agosto 2010
Non la vuole una maggioranza schiacciante, e non solo in America. Ma soprattutto non la vuole il buon senso, perché costruire una moschea dove il terrorismo suicida ha ucciso in nome di Allah è un'offesa alla memoria di quelle vittime, ed è una pugnalata alle spalle dell'umanità.

A tutt'oggi, non c'è stata condanna unanime e ufficiale da parte delle autorità islamiche al terrorismo in nome di Allah. Non si è detto "Chi uccide in nome di Allah, o invita a farlo, o predica il terrorismo, (omicida o suicida che sia) è irrimediabilmente fuori dall'Islam!" No, solo flebili voci isolate e nulla di più.

Sull'altro versante non esiste legge che possa impedire la costruzione di una moschea. E in America, si sa, la libertà è il primo dei valori. Non avrebbe potuto impedirlo Bush e non sarà Obama a farlo.

Eppure una cosa non ce la stiamo dicendo... cioè che la mossa dovrebbe venire dall'Islam. Dovrebbero essere gli islamici a rinunciare alla costruzione di quella moschea, proprio lì in quel luogo di dolore. Se non l'hanno fatto finora (e sono certo che non lo faranno) sarà l'ennesima prova della loro malafede, del loro odio per chi è diverso da loro.

Solo qualche intellettuale di origine islamica si oppone oggi a quello scempio... ma si tratta di voci isolate che tali rimarranno.




Scuote l’America la moschea da cento milioni di dollari che un gruppo islamico intende costruire a Ground Zero.

Sarebbe una delle più grandi dell’occidente, nell’edificio che un tempo ospitava i grandi magazzini Burlington Coat Factory seriamente danneggiati l’11 settembre 2001. Contro il progetto, finanziato dai sauditi, non ci sono soltanto noti critici dell’islamismo, ma anche una fitta schiera di intellettuali, giornalisti e studiosi musulmani. Fra i volti più noti, quello del celebre professor Akbar Ahmed, cattedra Ibn Khaldun all’Università americana di Washington e firmatario della fatidica “lettera dei 138” saggi islamici a benedetto XVI. “La leadership musulmana non ha compreso l’impatto dell’11 settembre sull’America”, dice Ahmed. “Pensano che gli americani l’abbiano dimenticato e perdonato. Ma le ferite sono aperte e costruire una casa di preghiera lì sarebbe come gettare sale sulle ferite”.

I saggisti musulmani Raheel Raza e Tarek Fatah, entrambi siedono nel Muslim Canadian Congress, hanno lanciato un appello contro la moschea. “Non è sensibile costruire un luogo di preghiera islamica esclusiva nel luogo in cui dei musulmani hanno ucciso migliaia di newyorkesi. E’ come consentire una chiesa serbo- ortodossa a Srebrenica, dove furono uccisi ottomila uomini e ragazzi musulmani”. I due autori sostengono che i promotori della moschea “avrebbero potuto proporre a un memoriale dell’11 settembre la denuncia del jihad, ma non lo hanno fatto”. Altrettanto duro è il giornalista bengalese Salah Uddin Shoaib Choudhury, che parla del progetto come di una “conquista islam-suprematista”.

Sul Washington Post Neda Bolourchi ha pubblicato il commento più sferzante contro il progetto di Ground Zero. “Non ho una tomba da visitare o un luogo in cui portare i fiori gialli preferiti da mia madre, tutto quello che ho è Ground Zero”. La madre di Neda era infatti sul volo United Flight 175 che si è schiantato contro il World Trade Center. “Sono nata nell’Iran pre-rivoluzionario. La mia famiglia ha condotto un’esistenza laica, ma l’islam era parte della nostra cultura. Temo che la costruzione della moschea al World Trade Center diventerà un simbolo della vittoria dei musulmani militanti e coltiverà una visione fondamentalista della fede islamica”. Bolourchi lancia un appello personale: “Ground Zero non è mio, devo condividerlo con turisti e politici. Una moschea lo trasformerebbe in un campo di battaglia religioso e politico. Non mi vergogno della mia fede, ma ai sostenitori della moschea dico: costruite il vostro monumento ideologico da qualunque altra parte, ma non sulla tomba di mia madre. Lasciatela riposare in pace”.

(Tratto da Il Foglio del 12 agosto 2010)
L'Undicisettembre è finito !
post pubblicato in diario, il 21 gennaio 2009

Ieri ho avuto netta questa sensazione, mentre ascoltavo commosso il quartetto diretto da John Williams, formato dal violoncellista Yo-Yo Ma, il violinista Itzhak Perlman, la pianista Gabriela Montero e il clarinettista Anthony McGill. 

Anche il Presidente dalle orecchie grandi era commosso.

La grande Aretha Franklin.

Obama ha giurato fedeltà alla Costituzione. E io ho sentito che quella cosa era proprio una cosa giusta: giurare fedeltà a principi morali e civili condivisi.

C'erano tutti, democratici e repubblicani. Tutti in festa. Finalmente l'Undici settembre è finito!

La cerimonia era in diretta su moltissimi canali nel mondo. Anche sulle TV di molti paesi arabi. Su quella irachena non tralasciavano mai il nome Hussein, pronunciandolo con affetto, "Barack Hussein Obama", per dire "è anche uno dei nostri".

Sulla Rai, in diretta non c'era niente. Le trasmissioni andavano avanti come se nulla stesse accadendo nel mondo.

L'altro giorno sul servizio interattivo di Sky Tg 24 (dove compaiono tutti quei piccoli schermi da selezionare), c'erano l'uno accanto all'altro, Obama e Berlusconi. Ognuno stava tenendo il suo discorso. E se passavi dall'uno all'altro ti sembrava di cambiare pianeta: Obama parlava con voce calda di speranza e di fratellanza; Berlusconi con voce querula seminava veleno in un Paese dove già ce n'è troppo.

L'America come sempre si riprenderà, e sarà più grande, più forte, più moderna e aperta di prima. Terrà fede alla promessa. 

Là si giura fedeltà ai principi morali e civili condivisi, quegli stessi principi che qui da noi vengono quotidianamente calpestati. La nostra Costituzione viene ormai considerata un intralcio, viene quotidianamente massacrata.

Com'è diverso e triste qui da noi. Noi continueremo a sprofondare.

E il Premier se ne lavò le mani
post pubblicato in diario, il 24 novembre 2008

Oggi Berlusconi se ne lava le mani della tragedia di Rivoli. "Con tutto il casino che sta succedendo nelle scuole, ci mancava solo questa!", avrà pensato.

La Sua speranza è che i media adesso non fissino l'attenzione su di una storia così... banale che "poteva accadere anche in una casa privata".

In ogni caso, una scappatoia c'è sempre: basta dire che le Sinistre cercano di strumentalizzare anche i morti. Tanto si sa: sono gli studenti che non vogliono studiare che stanno montando il caso. E i fannulloni sono da sempre tutti di sinistra.

Fortuna del Premier è che in questo momento la notizia centrale continua a essere la scelta del Presidente della Commissione di Vigilanza RAI. Ed è bene per Lui che si continui a darne un'importanza spropositata almeno per un'altra settimana, giusto il tempo per far dimenticare il crollo, il morto e i feriti gravi... Tanto si sa, la gente ha la memoria corta.

Ma figuriamoci a Lui se gliene può fregare di meno della sicurezza delle scuole! Non hai mai sopportato le scuole, Lui!! La Grammatica Italiana, con tutte quelle regole... la Matematica, che pretende sempre i risultati esatti... la Geografia, la Storia, il Diritto... Lui odia tutte le materie!

Se anche la gente non si sentisse impacciata come Lui con tutte quelle robe là, non potrebbe mai crederGli: non abboccherebbe alle Sue favole che sconvolgono le regole logiche e grammaticali... ai suoi calcoli iperbolici che consentono moltiplicazioni di tipo evangelico e sottrazioni da sceriffo di Nottingham... al globo terrestre da Lui ridisegnato in cui i gli Stati sono solo quelli che servono, e la Russia confina con la Libia... alla Storia in cui Mussulini è stato grande statista e i comunisti hanno da sempre mangiato bambini... al Diritto che è un potere usurpato dalla Magistratura ecc..

E' bene che la gente, quella massa stupida dei sondaggi, resti ignorante e boccalona. Ben vengano i crolli di tutte le scuole!

Qualcuno di voi dirà: "Berlusconi sarà pure un grande stronzo, d'accordo, ma almeno è amico di Israele. Se lo paragoniamo a Prodi che è amico di Ahmadinejad..."

Uhm, questo è vero. Ma io penso allo scenario prossimo venturo: da dicembre, il primo e più grande Stato alleato di Israele sarà guidato da uno tizio che Berlusconi ha detto "abbronzato", pensando "negher". Ecco, quel tizio, giovane bello e abbronzato non cambierà di molto la politica estera americana. Anzi suppongo che non la cambierà affatto. Semplicemente farà la "mossa successiva", quella che da un sacco di tempo Condoleeza Rice stava indicando, ma che Bush non ha voluto fare per non mostrarsi "incoerente"... "intelligente", correggerei io. 

Inutile dire che con Obama l'America continuerà a essere il migliore alleato di Israele.

La grande differenza fra Obama e Bush, immagino che sarà nella politica interna. Ovviamente, la nuova politica interna americana sarà guardata da tutto il mondo con tanto d'occhi spalancati. E anche stavolta -immagino- che l'America dimostrerà di essere più avanti di gran parte del resto del mondo. E farà da traino.

A questo punto, il piccolo duce italiota Berlusconi come potrà mai essere ancora amico di un Paese guidato da un "negher" che mette in atto una sorta di "capitalismo dal volto umano"?

Che se ne può fare più Berlusconi di un amico che mette in crisi il modello Italiano di privatizzazione totale delle cose che danno degli utili e di nazionalizzazione di tutti i debiti, pubblici e privati?

Molto più utili come amici potranno essere i Suoi fornitori d'energia di fiducia: Russia, Libia, Iran.

A quel punto, cari amici, a Berlusconi di Israele gliene potrà fregare più o meno quanto adesso gliene frega delle scuole italiane.

Shalom a tutti e... mi aspetto commenti qui nel blog, perché la faccenda si fa seria.


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permalink | inviato da momovedim il 24/11/2008 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ghematrià del nome del 44° presidente U.S.A.
post pubblicato in diario, il 11 novembre 2008

5 + 40 + 1 + 2 + 6 + 1  +  100 + 200 + 2 = 357

 

sost. essere umano, persona;
agg.
mortale, fatale.

 

sost. argomento, questione, tema;
(sintassi) soggetto;
(banca e finanza) portatore.
 

 

loc. avv. durante l'anno.

 


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permalink | inviato da momovedim il 11/11/2008 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Probelmi della terza età
post pubblicato in diario, il 10 novembre 2008

    Immagina di ricoprire un incarico ufficiale molto importante e immagina di trovarti all'estero accanto al tuo omologo per la firma di un importante documento. Immagina di essere poi in conferenza stampa davanti ai giornalisti di tutto il mondo e a una moltitudine di microfoni e telecamere che trasmettono la tua immagine e le tue parole all'intero pianeta. Immagina che ti si chieda un parere riguardo il presidente appena eletto della più grande potenza mondiale.

    Se a questo punto come risposta non sei in grado di formulare altro che un superficiale giudizio da bambino di prima elementare "è bello, giovane e abbronzato", comincia a preoccuparti: forse l'età sta cominciando a farti brutti scherzi, a dispetto dell'apparenza giovanile che ti ostini a mantenere con mille sotterfugi.




    Ricorda: il segreto per la felicità nostra e di chi ci sta attorno è vivere sereni accettando gli anni che passano senza ostinarci a voler fermare il tempo. E' bene cercare di mantenerci sempre sani e attivi, per quanto ci è possibile, stando però molto attenti a non pretendere troppo da noi stessi. Una vecchiaia fatta di piccole cose, circondati dal calore degli affetti, è in assoluto la più grande ricchezza cui possiamo aspirare. Non esiste una ricetta unica per tutti, ma il segreto è saper adeguare realisticamente giorno dopo giorno le nostre attività e le nostre responsabilità al nostro stato fisico e mentale.

Spero che Obama vinca le elezioni
post pubblicato in diario, il 4 novembre 2008

Nella mia sfera magica
vedo Bassolino e Berlusconi che a braccetto ballano il tip tap
su di un tappeto di munnezza che vale miliardi di euro...

Vedo camorristi che si mettono lo smalto sulle unghie
pensando a tutte le nuove sciantz di bisiniss...

 

E vedo ebrei italiani che si accodano a una sorta di rinascente PNF,
regalando candelabri a gnomi che si fidanzano con arredatrici alte e bionde...
sperando, come nel '29, che il coccodrillo sia poi sazio e non li mangi,
che prenda solo i giudei brutti e cattivi e non quelli buoni e ubbidienti.

Sono tempi strani, i nostri. Tempi in cui ci si crede europei, occidentali, schierati con gli USA ecc. mentre i nostri politici al governo e all'opposizione fanno cose assurde: 

quelli al governo abbracciano Putin...

quelli all'opposizione dicono che Hamas è un interlocutore...

quelli al governo firmano trattati di amicizia-capestro con Gheddafi...

quelli all'opposizione fanno amichevolmente salotto con Ahmadinejad...

 

  Spero che Obama vinca le elezioni e ci metta nell'asse del male!
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