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con la stoffa di re Salomone e l'occhio rapido dello scugnizzo

 

Ragazze musulmane al mare?
post pubblicato in archivio, il 8 marzo 2010
Ogni tanto faccio delle ricerche su temi di costume nel web in lingua araba. A tale scopo mi servo del traduttore automatico di google perché non conosco l'Arabo.

Oggi, col freddo che fa e stanco del pallore invernale, ero alla ricerca di un po' di mare abbordabile per programmare un week-end non appena esce un raggio di sole, quando mi viene l'idea: ma come si comportano a mare gli Arabi?

Così ho tradotto alcune parole chiave e ho trovato un po' di cose interessanti. Prima fra tutte, è la demonizzazione del bikini che la stampa araba sta attuando a tappeto, prendendo spunto dai discutibilissimi risultati di una ricerca condotta presso l'Università di Princeton dall'equipe di Susan Fisk

Così se in google si mette la chiave "donna bikini" in Arabo, si trova una caterva di articoli che parlano tutti di quella stessa ricerca, la quale a dir loro fornirebbe così le basi scientifiche alla "sana abitudine" di cancellare totalmente dalla vista il corpo femminile!
(vedi: arabic CNN Delta Schools Bokra  Al-Khayma  ecc.)


Se poi cerchiamo "donne in spiaggia", c'è davvero poco da scegliere: si trovano unicamente citazioni dello stesso versetto del Corano.
(vedi: Islam.on.line XN  Fatakat)

Vi si afferma che coprire il volto è un bene perché esso scatena tentazione e desiderio. E la domanda che si pone è sempre la stessa: "è consentito a una ragazza di scoprire le sue braccia e le sue gambe mentre è sulla riva del mare?" 

La risposta è unica: la donna può scoprire solo con molta moderazione i propri "ornamenti", ma esclusivamente in assenza di persone che non rientrino nella categoria dei "mahram", ossia di quelli che non possono nutrire desideri sessuali illeciti nei loro confronti (mariti, padri, fratelli ecc.. Vedi qui sotto)

Nur versetto 31: E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare.

Il bello è fare la ricerca per immagini con la stessa frase. Provare per credere!






Se poi al posto di "donne in spiaggia" inserisco come chiave di ricerca immagini "ragazze in spiaggia" trovo nel sito di Al-Quds la foto di ragazze in bikini su di una spiaggia libanese, dal titolo: LIBANESI GODONO SULLA SPIAGGIA. Poi l'articolo continua così: "Il libano può godere di una sfilata di moda sulla spiaggia, in una località balneare vicina alla città archeologica di Byblos."
 


 
Inutile dire che segue una sfilza infinita di commenti, tutti rigorosamente maschili, in cui si alterna l'odio verso gli Ebrei che seminano questo genere di schifezze, con le maledizioni a quell'immagine definita "avidamente lussuriosa", oppure che dà "l'idea di bestie al bagno"... Poi c'è chi protesta che così non si va da nessuna parte e che i problemi sono la liberazione della Palestina e non le ragazze "nude" in spiaggia.

Uno osserva:
"Vi sembra questa una cosa interessante da commentare, per amor di Dio!
Cosa c'è di sbagliato negli Arabi? Se si fosse trattato di un fatto storico, politico, o di un articolo scientifico no ci sarebbero stati tanti commenti!
Quando invece l'argomento è irrisorio e stupido, tutti hanno qualcosa da dire!
Foto di spiaggia, matrimoni, fatwa sessuale, roba civile, critica alle altre religioni attirano un sacco di ragazzi!
Se vogliamo un cambiamento dobbiamo tralasciare le cose futili e interessarci alle cose reali!
Non si andrà da nessuna parte con la mentalità che hanno gli Arabi e le loro priorità.
Vergogna!"


Poi c'è un altro che fa:
"Sai che il mare si arrabbia quando uomini e donne si mescolano nella loro nuda vergogna. Allora come vuole questa nazione una vittoria contro gli Ebrei?"

Insomma in Arabo "ragazze in spiaggia", quando non è pruderie, significa perdizione, guerra, maledizione divina.




Alla stessa voce, un'altra immagine ritrae tre ragazzini che trascinano verso l'acqua altrettante pecore. La didascalia dice: "violentate tre ragazze."
 
 


 


"Le donne a Gaza non trovano niente di male ad andare a mare. Ma mantenendo il vestiario islamico", si legge su Hejabweb.
 



"Mentre in Francia il velo viene vietato, le coste di Gaza vantano migliaia di donne al bagno vestite accuratamente secondo i dettami dell'islam con hijab, niquab, jilbab. Queste donne non trovano nulla di male a starsene sedute in spiaggia a Gaza a preparare i pasti per i loro figli, o a scendere un po' in acqua e nuotare per hobby anche se per pochi metri perché le donne di Gaza non hanno ancora una formazione adeguata in questa specialità. L'inquinamento del mare non ferma le migliaia di famiglie che sfuggono al caldo torrido di questi giorni."

E conclude così: "La madre di Ahmed crede che le ragazze giovani pensano troppo a godersi la vita allontanandosi  dalle buone abitudini e dalla fedeltà ai costumi e alle sane abitudini, e condanna ciò che avviene su altre spiagge. Dice: 'Non vorrei mai vedere una donna mezza nuda sul litorale di Gaza, questo sarebbe distruttivo per la società, e possono farlo solo le bambine di età inferiore a dieci anni.'




Poi c'è questa foto con la didascalia: "le figlie d'Israele in costume da bagno sulla spiaggia".
 

 



Infine, una vignetta dall'alto contenuto morale










La didascalia dice: "Queste immagini mostrano quanto rischiano le ragazze a fare certe cose, e cosa può accadere a chi le ragazze non le rispetta e non le considera come sorelle!
 
 

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